Panarea

ITALIA - 1997
Panarea
A Panarea, la più piccola delle isole Eolie, arrivano il venerdì con l'aliscafo nutriti e rumorosi gruppi di giovani. Circondati da un sole caldissimo, da un mare splendido e da case bianche e basse, i ragazzi si danno da fare per poter sfruttare al meglio il tempo a disposizione: si cercano nuove amicizie e, soprattutto, ci si impegna per vivere nuovi amori. Ci sono un ragazzo e una ragazza che si conoscono dai tempi delle scuole elementari; lui è innamorato di lei ma non ha il coraggio di rivelarlo; e le invece insegue un altro: c'è la diciottenne Maria che per andare a Panarea ha dovuto accettare di portarsi dietro la sorella tredicenne Claudia, decisa ad assaporare il primo amore. Enrico perde la testa per Maria, ma per un equivoco si inserisce Claudia e le cose si complicano. Ci sono Riccardo e Luca, gli esperti dell'isola che valutano ogni anno le ragazze in arrivo, e stavolta si contendono la bella Alessandra che però alla fine li beffa tutti e due. Ci sono poi due genitori, che devono allontanarsi per un po' e lasciano la loro villa al figlio. Il ragazzo, abbastanza imbranato e inesperto, si fa prendere la mano dal cameriere che approfitta dell'occasione per invitare ragazze, mettere tutto sottosopra e organizzare feste alle quali invita tutta l'isola. C'è poi Capitan Cook, d.j. vestito da pirata, che anima la discoteca principale dell'isola. Così, tra amori veri e presunti, tradimenti e riconciliazioni, scherzetti e beffe varie, passa il fine settimana e l'aliscafo riporta tutti i ragazzi a casa.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: GIOVANNI DI CLEMENTE PER CLEMI CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: MEDUSA FILM (1997)
  • Vietato 14

CRITICA

"La regia, che curiosamente firma solo Pipolo, ci sarà anche, ma non si vede, gli interpreti, domani, forse "saranno famosi", ma oggi sono ancora piuttosto sconosciuti, anche se di due si parla perché uno, Bernardo Cherubini, è indicato come fratello di Jovanotti, e un altro, Adelmo Togliani, ha, come papà, Achille. Non so, però, se bastano le... genealogie a garantire a un film successi che non merita". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 17 gennaio 1997)

"Per chi è felice con poco (cinema), per chi infreddolito sogna sole e mare, per chi rimpiange le commedie balneari degli anni Sessanta, per chi non si pone troppi interrogativi sullo stato della nostra industria cinematografica, può bastare. Quel che avanza è poca cosa". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 13 gennaio 1997)

"Dopo tre anni di silenzio il battutista principe di Celentano (con il fido Castellano solo alla sceneggiatura) torna alla regia con una serie di scenette risapute sulla stupidità giovanile in vacanza. Francamente non se ne sentiva il bisogno, né la visione del film lo giustifica a posteriori. (...) Trattasi di barzellette (tutte più o meno sentite) a cui manca ogni tipo di sapore: anche la volgarità e la stupidità hanno bisogno di più consistenza". (Paolo Mereghetti, 'Sette' n. 5, 30 gennaio 1997)
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