OCCHI PER SENTIRE

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USA - 1993
OCCHI PER SENTIRE
Un giovane biondo uccide la guardia di un museo di Portland, per rubare una preziosissima moneta. Il giornalista Mickey O' Mlley riesce a mettersi in contatto con il ladro, che gli consegna, prima di essere a sua volta ucciso, la moneta, il cui furto gli è stato commissionato dal corrotto tenente della polizia Philip Brock. Brock ritiene, a ragione, che la giovane sordomuta Jillian Shananhan, preparatrice atletica nonché amica di Mickey, abbia la moneta. In effetti il giornalista l'ha nascosta nel teledrin dell'ignara donna, che viene terrorizzata da Brock, il quale preleva Mickey minacciando di morte se non consegna la moneta. Il giornalista avverte il musicista Ben Kendall che Brock è corrotto e lo prega di prestargli dei soldi ed il furgone: ma inutilmente perché poco dopo viene ucciso. Ai funerali Ben viene a sapere dell'irruzione di Brock da Jillian, la cui amica Grace, ospite da lei, viene ferita da un uomo mascherato in cerca della moneta. Per incastrare Brock, Ben s'appropria di un nastro magnetico, intravisto dalla donna nell'ufficio del poliziotto, che prova la sua corruzione. Con l'aiuto dell'FBI si tende una trappola, che porta all'arresto di Brock e dei complici. Per festeggiare la fine dell'incubo, Ben e Jillian, ormai innamorati vanno in montagna. Qui Jillian scopre casualmente la moneta nel teledrin, e telefona a Ben che è in giro in bicicletta. Nel frattempo il misterioso uomo mascherato riappare e tenta di ucciderla: è Mickey, che si è finto morto, per permettere le mani sul cimelio. Fatta oggetto di una spietata caccia dall'ex amico, Jillian riesce a depistarlo proprio grazie al teledrin e a farlo precipitare da una finestra.
  • Altri titoli:
    BLINK
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: 20TH CENTURY FOX, GREAT MOVIE VENTURES
  • Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI (1994) - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, BMG VIDEO

NOTE

REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1993.

CRITICA

"Occhi per sentire è un film spento, inerte, poco coinvolgente, del tutto inconsistente. Solo nella scena finale, un guizzo di originalità: nell'affrontare il nemico, Marlee Matlin usa a suo vantaggio la menomazione: scatena un rumore talmente infernale e assordante che fa ammattire l'aggressore." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 2 giugno 1994)

"La regia se l'è assunta Robert Greenwald attivo finora unicamente in Tv (ma non è detto che questo non sia un telefilm): il rapporto prima solidale poi anche amoroso fra la non udente e il musicista lo ha disegnato con diligenza, gli schemi del thriller li ha condotti avanti con tutta la suspense di cui avevano bisogno, così, almeno sul piano dello spettacolo facile, qualche buon risultato lo ha raggiunto: quell'amore difficile può convincere, quell'azione affidata di continuo alle spire del giallo, qualche palpito lo suscita. Inutile chiedere di più: siamo quasi in estate, i film di stagione sono questi." ('Il Tempo', 4 giugno 1994)

"Ci sono qua e là cosine sociologicamente alla moda, la videocassetta usata come teste e prova dell'intrigo, gente che si esercita il fisico, la passione dell'opera lirica come in Philadelphia, a beneficio del cattivo di turno che si trova la casa svaligiata tornando dal Rigoletto. Ma nella colonna sonora fanno capolino anche 'La fiamma di Respighi' e arie della 'Cavalleria rusticana' di Mascagni. Il resto è il solito trito panorama all'americana in notturna, sito a Portland, con le solite cabine telefoniche di malaffare, i soliti sorrisi ipocriti, i soliti che non ci credono che viviamo in un mondo di corrotti, che da sempre offrono al cinema un po' di paura a buon mercato." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 26 giugno 1994)
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