Nuvole in viaggio

Kauas pilvet karkaavat

FINLANDIA - 1997
Nuvole in viaggio
Ilona e Lauri sono una coppia sposata. Lei lavora come capocameriera in un ristorante con molti dipendenti, lui fa il conducente di autobus. Un giorno l'azienda tranviaria comunica di dover effettuare dei licenziamenti, si fa un sorteggio e Lauri è tra quelli che vengono licenziati. Superato il primo istante di abbattimento, l'uomo comincia a cercare qualche altra occupazione e, orgogliosamente, rifiuta il sussidio di disoccupazione. PE' convinto di aver trovato lavoro come autista di pullman turistici, ma il primo giorno di lavoro viene dichiarato inabile. Poco dopo anche il ristorante in cui lavora Ilona entra in crisi economica, e la donna perde il posto. Non è facile trovarne un altro dello stesso livello, ma Ilona si adatta anche a fare la cameriera di sala. Risponde a qualche inserzione, e dopo essere stata raggirata, accetta l'impiego in un locale dove il proprietario ha problemi con la legge. Lauri, in piena crisi, va via di casa, viene pestato da alcuni gangster a cui deve del denato, e poi torna dalla moglie. Finché la proprietaria del vecchio locale decide di tentare ancora, apre un nuovo ristorante nel quale assume tutti e due. Il giorno dell'apertura, dopo qualche incertezza, la sala si riempie. Lauri e Ilona guardano con gratitudine verso il cielo.
  • Altri titoli:
    Far Away the Clouds Escape
    Drifting Clouds
  • Durata: 96'
  • Colore: C
  • Genere: METAFORA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, TECHNICOLOR
  • Produzione: SPUTNIK OY
  • Distribuzione: ACADEMY PICTURES - RCS FILMS&TV

NOTE

- PREMIO DELLA GIURIA ECUMENICA AL FESTIVAL DI CANNES 1996.

- REVISIONE MINISTERO APRILE 1997.

CRITICA

"Si può leggere come un film comico, 'Nuvole in viaggio', undicesimo lungometraggio di Aki Kaurismäki, bizzarro regista finlandese dallo stile personalissimo. E si ride davvero, per l'ironia sottile che pervade la piccola storia di due sposi, lei capocameriera in un ristorante e lui tranviere: fissi in una loro ieratica immobilità espressiva smentita soltanto dagli occhi, e legati da un impaccio che si risolve in battute brevi e apparentemente spente, che diventan comiche per l'inadeguatezza rispetto al dramma delle situazioni vissute." (Mirella Poggialini, 'Avvenire', 20/4/1997)

"Avete mai visto un film di Kaurismäki? Provateci, possiamo garantirvi che non si muore. Non sarà vivace, alla moda, ingegnoso e soprattutto costoso come uno spot, per un po' non vi sentirete proprio a casa vostra, e difficilmente vi innamorerete dei protagonisti." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 20/4/1997)
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