Nel centro del mirino

In the Line of Fire

USA - 1993
Nel centro del mirino
Ormai prossimo alla pensione, Frank Horrigan è un agente dei Servizi segreti statunitensi duro, spigoloso e scomodo. Da 30 anni vive tra incubi e volontà di riscatto: Horrigan scortava Kennedy quando questi fu assassinato ed il suo rimorso è quello di essere stato inerte, di non aver fatto da scudo alla vittima designata. Ora che il Presidente in carica è in giro per gli Stati Uniti, essendo in corso la campagna per la rielezione, Frank ottiene di essere destinato alla sua sicurezza personale. Per la disciplina e lo spirito di servizio che lo hanno sempre contraddistinto Frank sarebbe pronto a dare la propria vita. In giro, però, e con pensieri e preparativi di morte, vi è Mitch Leary, un ex agente della CIA, frustrato dalla propria carriera e paranoico. Leary ha deciso di uccidere il Presidente fabbricandosi un'arma con un materiale non metallico che ha gia provato, uccidendo brutalmente due modeste impiegate e due cacciatori, tutti innocenti. Leary è inafferrabile, un maestro di trucchi e travestimenti. Mentre Frank, aiutato dal giovane agente Al D'Andrea e con la collaborazione di una donna dei Servizi segreti, Lilly Raines (che ha simpatia per il "vecchio"), segue di città in città il candidato tra folle in festa, e comprensibili patemi d'animo, Leary si sposta, si traveste e telefona ossessionando Horrigan. Un giorno in cui Frank, inseguitolo, si trova con lui sul cornicione di un edificio e sta per piombare sfinito nel vuoto, Leary gli porge una mano e lo salva: tanto per dimostrare all'avversario che per lui la vita conta di più del servizio. Nell'occasione, Al D'Andrea, viene ucciso da Leary. Ma la lotta è agli ultimi colpi. Nel grande albergo di una città, tra i fans del Presidente, fra i quali si nasconde Leary, Frank si aggira inquieto. Egli "sa" che il suo nemico è presente. Riesce ad individuarlo, quello spara ma, lanciandosi a far da scudo, Frank salva il Presidente. Nel parapiglia generale, Frank - ferito - riesce ad inseguire Leary. Nella sparatoria l'attentatore è ferito, c'è una colluttazione fra i due e Leary precipita nel vuoto.
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORI
  • Produzione: JEFF APPLE - ROSE PRODUCTIONS
  • Distribuzione: COLUMBIA TRI STAR FILMS ITALIA - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

CRITICA

"La gara cacciatore-cacciato è condotta con perizia da un regista tedesco, che pur inserito per la prima volta in un set hollywoodiano dopo i trionfi europei di "U-Boot 96" e "Storia infinita", supera in scaltrezza spettacolare i colleghi americani. Wolfgang Petersen non inventa. Dal supermarket dell'immaginario cinematografico, prende quel che gli occorre e lo manipola con tale prontezza da far sembrare la singolar tenzone fra Eastwood e Malkovich tutt'altro che risaputa. Il gioco, insomma, funziona che è un piacere e ci dà anche l'illusione di percorrere le segrete stanze del potere. In contemporanea assistiamo allo show del presidente americano, che ubbidisce a una sceneggiatura già scritta nelle parate e negli incontri con i "supporters". Intorno a lui, i burattinai. Palesi come i consiglieri o occulti al modo del cacciatore che proprio nel finale sarà beffato dal cacciato. (Avvenire, Francesco Bolzoni 29.09.93) Non manca nulla al film diretto dal regista Wolfgang Pertersen: il grande spettacolo, la personalità degli interpreti, scavata man mano nei risvolti più privati, una bella collega (Rene Russo) che prova della simpatia per il protagonista, e persino una certa aria romantica, da film anni Quaranta, nella gara a distanza tra il poliziotto e l'assassino per un premio molto alto: la vita del Presidente degli Stati Uniti. Eastwood è una leggenda, un gigante forte e alto: era indispensabile mettergli di fronte un cattivo di pari importanza, e John Malkovich si conferma a sua volta un gigante, anche se d'altro tipo. (Il Giornale, Alfio Contelli 28.09.93) "Nel centro del mirino" offre tutto quello che ci si aspetta di trovare in un ottimo film d'azione, con delle scene sorprendenti, un finale acrobatico e pseudo-hitchcockiano e qualche battuta crepuscolare perfetta per Eastwood con quelle sue belle rughe da antico americano. In coppia con Malkovich, attore diverso e altrettanto straordinario nell'impersonare in chiave di disincantata ironia il suo personaggio di maniaco pericoloso, Eastwood è il punto di forza di quest'avventura spettacolare dal risvolto amaro. Basta vederlo mentre, seduto sotto la statua di Lincoln, mangia un gelato rimpiangendo di non essere al suo servizio. (La Stampa, Alessandra Levantesi 26.09.93) "In the Line of Fire" è narrativamente più omogeneo. Anche qui c'è un duello a distanza che, però, scava più a fondo nei personaggi e ha un malinconico retrogusto etico politico. Qual è il dubbio che il torvo e sagace Mitch Leary che progetta un attentato all'attuale "viaggiatore" della Casa Bianca insinua in Frank Horrigan, anziano agente dei servizi, tormentato dal senso di colpa per non essere riuscito, trent'anni prima, a proteggere John F. Kennedy a Dallas? E' una domanda: ne vale ancora la pena? C'è tutta una realtà dietro quella domanda: il disincanto verso la politica, la caduta degli ideali, la cresciuta sfiducia sulla mediocrità dei potenti. E' una partita a distanza, dove il proteiforme Malkovich, classe 1953, gioca all'attacco e il monocorde Eastwood, classe 1930, in difesa. Sulla scia della dinosauromania un critico americano ha trovato per Eastwood una definizione che avrei voluto inventare io: Clintosaurus Rex. Attraverso la contrapposizione di due personaggi il film diventa un confronto tra due stili di recitazione: l'attore e la star, il giovane e il vecchio, il moderno e il classico. (Il Giorno, Morando Morandini 28.09.93) Ma che bei film sanno ancora fare a Hollywood, quando vogliono (magari con l'aiuto di un regista straniero). Ma come sono bravi questi sceneggiatori a imbottire di sottotrame e di sottotesti i loro copioni che a prima vista sembrano solo oliatissime macchine spettacolari. Prendiamo questo Nel centro del mirino, il thriller scritto da Jeff Maguire e diretto da Wolfgang Petersen, il regista tedesco di U-Boot 96 e La storia infinita. (Il Messaggero, Fabio Ferzetti 06.10.93) Le rughe che gli solcano il viso sono erosioni geologiche, la battuta è un getto di sarcasmo e grinta, il passo quello di un cavaliere pallido a metà strada tra pensione e mitologia. Da Venezia, dove "Nel centro del mirino" ha beneficato il fuori concorso, scrivevano che Clint Eastwood è ormai scolpito nel monte Rushmore dell'immaginario Usa: l'antica gagliardia si staglia con la stessa imponenza dei profili dei presidenti (ricordate il finale con vertigini di "intrigo internazionale?") sul prosaico panorama della nuova Hollywood. Proprio come nei classici dell'età d'oro, l'onnipresenza del divo diventa carne e sangue del testo, accelera le alchimie romanzesche e rivaluta la suspense. "Nel centro del mirino", scritto da Jeff Maguire e diretto dal tedesco Wolfgang Petersen ("U-Boot 96" e "La storia infinita"), è un thriller politico di buon ritmo e piena fedeltà alle auree regole del genere: come spesso accade - con buona pace di certi critici smaniosi di sentirsi superiori al testo - lo stereotipo narrativo non penalizza lo stile e la progressione spettacolare non disperde le sfumature psicologiche."'(Il Mattino', Valerio Caprara 03.10.93)
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