My Name is Emily

IRLANDA - 2015
2/5
My Name is Emily
Dopo la morte della madre e l'internamento del padre in una clinica psichiatrica, Emily viene affidata a una famiglia adottiva e inizia a frequentare una nuova scuola dove fatica a integrarsi. Quando, per la prima volta, nel giorno del suo sedicesimo compleanno non riceve l'annuale biglietto d'auguri da parte del padre Robert, un eccentrico autore di best-seller a cui lei è molto legata, Emily intuisce che qualcosa non va. La ragazza decide allora di risolvere da sé la questione e, chiedendo aiuto ad Arden, l'unica persona che le abbia offerto la propria amicizia e dimostrato interesse nella nuova scuola, decide di partire per liberare il padre dalla clinica in cui è ricoverato. I due giovani, iniziano così un viaggio attraverso l'Irlanda del Nord che li porterà a conoscersi, ad aprirsi all'ignoto e a fidarsi dell'altro.
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: NEWGRANGE PICTURES, KENNEDY FILMS PRODUCTION, IN ASSOCIAZIONE CON THE BROADCASTING AUTHORITY OF IRELAND, THE IRISH FILM BOARD
  • Distribuzione: CINEMAF/TYCOON DISTRIBUTION (2017)
  • Data uscita 1 Novembre 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
La love story tra due ragazzi irlandesi si trasforma nel pretesto per immergersi nella filosofia, nel gioco delle percezioni e nei dubbi esistenziali. Che cosa è reale? Qual è il confine tra giusto e sbagliato? “Se ci nascondiamo dalla morte non possiamo vivere”, spiega la sedicenne Emily, cresciuta tra le poesie di Wordsworth e i capolavori di Steinbeck.

La madre non c’è più, il padre è ricoverato in un istituto psichiatrico, e lei è sola con i suoi pensieri. My name is Emily gioca con i rallenty esasperati sulla spiaggia e con le ambizioni alla Terrence Malick.

Poi si tuffa nell’on the road per seguire le avventure della protagonista e di Arden, un ragazzo innamorato dall’aria anonima. I due attraversano l’Irlanda per ritrovare il padre di Emily, ma in fondo stanno cercando la forza per affrontare le difficoltà quotidiane.

Il regista Simon Fitzmaurice si innamora della macchina da presa e si dimentica di scavare a fondo nell’anima dei suoi personaggi. Di Arden non sappiamo molto, l’obiettivo è puntato su Emily, che vive il travaglio dell’adolescenza con la spocchia da prima della classe. La passione non scalda, il dramma non commuove, e la platea rimane sospesa in un limbo di retorica e artifici.

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