Morrison

ITALIA - 2021
3/5
Morrison
Lodo ha vent'anni e vive le difficoltà della sua età, tra un difficile rapporto con il padre e il tentativo di conquistare Giulia, la sua coinquilina di cui è follemente innamorato. Si esibisce con i MOB, una band indie, in un leggendario locale romano: il Morrison. Un giorno, casualmente, la strada di Lodo incrocia quella di Libero Ferri, ex rockstar dalla carriera in stallo, che cerca di ritrovare il successo ma finisce per chiudersi sempre di più in se stesso, trascurando la bella moglie Luna e vivendo isolato nella sua lussuosa villa piena di ricordi.
Tra sogni, fallimenti, amicizia, amori tormentati e curiosi personaggi, il loro incontro diventerà uno stimolo reciproco ad andare avanti, ma a tratti anche un difficile confronto tra generazioni e modi di essere molto diversi.
  • Altri titoli:
    Morrison Cafè
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: liberamente tratto dal romanzo "Dove tutto è a metà" di Federico Zampaglione e Giacomo Gensini (ed. Mondadori)
  • Produzione: ILARIA DELLO IACONO, MARTHA CAPELLO PER PEGASUS ENTERTAINMENT, QMI IN COLLABORAZIONE CON VISION DISTRIBUTION, SKY, AMAZON PRIME VIDEO
  • Distribuzione: VISION DISTRIBUTION
  • Data uscita 20 Maggio 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Il salto dall’horror alla finzione si può dire riuscito per Federico Zampaglione. Dopo Nero bifamiliare (2006, suo film d’esordio), Shadow (2009, definito dalla stampa “un esempio per la rinascita dell’horror italiano”) e Tulpa (2013), il frontman dei Tiromancino porta sul grande schermo una storia in parte autobiografica.

Liberamente tratto dal suo romanzo Dove tutto è a metà, scritto insieme a Giacomo Gensini e pubblicato da Mondadori, il suo quarto film parla non a caso di musica e di cantanti.

C’è chi, come il giovane Lodo (Lorenzo Zurzolo), è agli inizi e con la sua band suona in un club sul Tevere che si chiama Morrison (questo il titolo del film), e chi invece, come Libero (Giovanni Calcagno), ha avuto il suo momento di gloria in passato, ma ora è semplicemente un ex rockstar alla ricerca di un rilancio.

Fil rouge del film è dunque la musica, con i suoi colori, i suoi toni e le sue sfumature. Ma si narrano al contempo le vicende umane: gli innamoramenti e le delusioni. Nel cast anche Carlotta Antonelli e Giglia Marra, nei panni rispettivamente della coinquilina di Lodo e della fidanzata di Libero.

Lo spazio musicale è senza alcun dubbio il più interessante (e forse doveva essere più esteso). Non solo perché desueto come tema nel cinema italiano, ma anche per come viene affrontato e raccontato da uno che lo ha vissuto in prima persona (un frontman appunto).

Azzeccata la scelta di Zampaglione di non farli cantare in playback, evitando così l’effetto posticcio. Nessuno dei due attori è un cantante, ma entrambi i brani: Solo Solo, un po’ indie scritto dallo stesso Lorenzo Zurzolo, e Di sale e di fuoco, cavallo di battaglia di Libero-Calcagno, sono assai gradevoli.

E quell’atmosfera da localino musicale, con tanto di fonico che ti rovina il concerto, è davvero ben resa, probabilmente anche grazie alla precedente esperienza di Zampaglione nella regia di videoclip.

Infine il cast è indovinato: perfetti sia Lorenzo Zurzolo, noto per le sue interpretazioni in Baby Sotto il sole di Riccione, sia Giovanni Calcagno (Il primo NataleIl traditore) nei rispettivi ruoli. Brave pure Carlotta Antonelli (Bangla) e Giglia Marra. Tra le guest star musicali del film ci sono Ermal Meta e Alessandra Amoroso.

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