Monica e il desiderio

Sommaren Med Monika

SVEZIA - 1952
Monica e il desiderio
Monica, commessa di negozio, non sopporta la mediocrità della vita che conduce, le piatte galanterie dei suoi compagni di lavoro, il disordine e il subbuglio della famiglia numerosa in cui vive, con una madre stanca, nevrastenica e un padre alcoolizzato, a volte violento. Suo unico rifugio è il sogno di evadere nel mondo irreale e roseo ispirato dai rotocalchi e dal cinema. La ragazza incontra Harry, un giovanotto tranquillo ed ingenuo, anch'egli commesso in un magazzino, anch'egli stanco della propria grigia esistenza. Insieme, un bel giorno, i due abbandonano il lavoro e vanno a vivere in una delle innumerevoli isole dell'arcipelago di Stoccolma: spensierati e felici si abbandonano al richiamo della natura, divenendo amanti. A poco a poco, passato il primo momento d'euforia, le preoccupazioni e la noia s'insinuano nella loro spensierata felicità. Quando l'estate ed il denaro finiscono, Monica aspetta un bambino. Tornati a Stoccolma, Harry sposa la sua compagna e s'accinge ad affrontare come meglio può le nuove responsabilità che gravano sulle sue spalle, ma la ragazza, insoddisfatta e delusa del nuovo stato, non esita a riallacciare un'antica relazione sentimentale. Harry non tarda ad accorgersene: fra i due i contrasti si moltiplicano sino alla frattura insanabile. Monica se ne andrà verso il proprio destino mentre Harry terrà presso di sé la piccina, nata dall'infelice amore: sarà ormai l'unica sua ragione di vita.
  • Durata: 92'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo omonimo di Per Anders Fogelström
  • Produzione: SVENSK FILMINDUSTRI
  • Distribuzione: INDIPENDENTI REGIONALI (1961) - SAN PAOLO AUDIOVISIVI

NOTE

- PRIMA PROIEZIONE 9-2-1953.

- IIL FILM E' STATO DISTRIBUITO IN ITALIA NEL 1961 DOPO CHE UNA RETROSPETTIVA SU BERGMAN DELLA CINEMATEQUE DI PARIGI LO AVEVA PORTATO NEL 1958 ALL'ATTENZIONE INTERNAZIONALE.

CRITICA

"Gli elementi della natura e dell'ambiente (in particolare contrasto con certe scene realistiche, quasi sordide, del finale) rivestono grande importanza, ma inevitabilmente impongono al ritmo una notevole lentezza. Impeccabile la fotografia ed assai aderente alla psicologia dei personaggi, la recitazione." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 50, 1961)
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