Misure straordinarie

Extraordinary Measures

USA - 2010
John Crowley è un uomo di origini modeste ma che, per merito dei suoi sforzi, è diventato un apprezzato professionista, grazie anche al supporto della moglie Aileen, che in tanti anni di matrimonio non ha mai smesso di credere in lui e di amarlo, e all'affetto dei suoi tre figli. Tuttavia, quando ai due figli minori, Megan e Patrick, viene diagnosticata una malattia incurabile, John decide di rischiare tutto quello che possiede e sfidando convenzioni e moralismo si mette in cerca di una cura che possa salvare la vita ai suoi bambini. Si unisce quindi a Robert Stonehill, un brillante ricercatore sottovalutato a causa del suo anticonformismo, e insieme i due fondano un'azienda bio-tecnologica. Uomini molto diversi tra loro - uno spinto dalla fede nelle proprie teorie scientifiche, l'altro dall'amore per i propri figli - John e Robert combatteranno fianco a fianco in una lotta contro il tempo e contro gli interessi delle case farmaceutiche.

CAST

NOTE

- HARRISON FORD FIGURA ANCHE COME PRODUTTORE ESECUTIVO.

CRITICA

"Con i suoi sessantotto anni (...), Harrison Ford sembra essere rimasto l'ultimo baluardo vetero-hollywoodiano di fronte a un cinema che sta cambiando pelle e protagonisti con una velocità impressionante. E non è naturalmente solo questione di età (in fondo Spielberg ha solo quattro anni di meno, Coppola tre di più, Scorsese gli è coetaneo) ma piuttosto di formazione generazionale, di educazione, di affinità, tutte cose che in un attore si notano di più che in un regista. Nonostante gli sforzi ringiovanenti della cura Indie. La riprova salta agli occhi vedendo questo 'Misure straordinarie' (diretto da Tom Vaughan), di cui è prima che coprotagonista soprattutto produttore esecutivo (che nel gergo cinematografico sta a indicare il vero motore di un film). (...) Certo, gli anni passano per tutti e se una volta Canfield/Stonehill sarebbe stato il protagonista assoluto di un film, oggi deve accettare il ruolo del coprotagonista, lasciando al padre angosciato per la malattie dei figli il compito di 'aggiornare' la sceneggiatura ai giorni nostri, fatti di conti economici più che di slanci umanitari, di fusioni societarie più che intuizioni illuminanti, ma il quadro di fondo cambia poco e la fiducia nella volontà e nella testardaggine dell'individuo resta quella di sempre, dei pionieri, dei medici di campagna, dei meno fortunati che alla fine 'ce la fanno'. (...) La vera novità (cinematograficamente parlando) è il ruolo del Dio Dollaro e lo spazio che la sceneggiatura (di Robert Nelson Jacobs, dal romanzo di Geeta Anand, pubblicato in Italia da Rizzoli) lascia ai modi in cui Crowley trovò i finanziamenti per le ricerche di Stonehill, molto più dettagliati e presenti che nei film della Hollywood di ieri. Ma si sa, se gli eroi restano sempre identici, i tempi cambiano e minimizzare la componente finanziaria e commerciale avrebbe voluto dire cancellare una buona dose di 'realismo' al film. Col rischio di togliere credibilità all'inevitabile happy ending." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 22 aprile 2010)

"Se al cinema ci sono di mezzo bambini affetti da malattie rare e in alcuni casi incurabili, il patetico e lo strappalacrime sono in agguato. Se già 'L'olio di Lorenzo' aggirava le trappole del melodramma ospedaliero, nel caso di 'Misure straordinarie' la facile speculazione emotiva è tenuta a distanza grazie alle forti implicazioni economico-burocratiche e ai risvolti politici della vicenda. Sulla base del libro 'The Cure', ispirato a una storia vera, il film diretto da Tom Vaughan trasforma con misura e piglio polemico la storia di un padre impegnato a salvare la vita di due suoi figli colpiti da un terribile male, in una vicenda emblematica del potere delle industrie farmaceutiche che non hanno interesse a produrre i medicinali necessari per le cure. (...) Harrison Ford, smessi i panni di Indiana Jones, si cala in quelli di un antieroico ricercatore che, in perfetta sintonia con il riformismo di Obama, sfida titanicamente il cinismo delle multinazionali." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 26 aprile 2010)

"Il dramma medico tratto da una storia vera è un genere di grande tradizione. Lo puoi affrontare con genuina sfrontatezza ('Lo scafandro e la farfalla'), delicata leggerezza ('Dietro la maschera'), crudo realismo ('Il mio piede sinistro'), tenebrosa dolcezza ('Elephant Man') o solenne partecipazione ('L'olio di Lorenzo'). 'Misure straordinarie' appartiene alla malattia inquadrata del quinto tipo anche se il meccanismo è meno oliato rispetto al film di George Miller. (...) Due omoni abituati all'avventura per famiglie (si può dire: il vecchio e il nuovo 'Indiana Jones') alle prese con speculazioni farmaceutiche, consigli di amministrazione, flebo e ospedali per curare due piccole creature. In fondo sono sempre il Ford (anche produttore) e il Fraser che amiamo: infaticabili lottatori in buona fede. Prodotto dalla televisiva Cbs, soffre di una certa mancanza di ambizione cinematografica. Ma è cinema perbene. Il vero John Crowley è diventato un'autorità in fatto di fondazioni mediche." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 aprile 2010)
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