Milonga

ITALIA - 1999
Milonga
A Roma, nella centrale piazza Barberini, viene ucciso in pieno giorno Aldo Ruggeri, famoso divo della televisione. Il commissario, che si trovava in un parco insieme ad un giovane amico, arriva sul posto per avviare le indagini, accompagnato dall'agente Ginevra Scapuzzo. Intanto un uomo, l'ultimo che aveva parlato con Ruggeri prima dell'omicidio, lascia Roma ed arriva a Volterra. E' notte, ferma una misteriosa ragazza con la maschera sugli occhi, parla con lei, la insegue, cade in una zona di terreno scoscesa. Si viene a sapere che un turista di passaggio ha filmato il momento del delitto. Nel video il commissario riconosce Marlene, una ragazza che insieme ad altri fa colpi fingendosi musicista. Per terra poi è rimasto un registratore con un cassetta di musica argentina. La giornata è finita. Il commissario chiama l'amico ma non lo trova. Al momento di andare via, Scapuzzo non si trattiene più e rivela al commissario di essere innamorata di lui. Il commissario si rifiuta e la congeda. Va a casa della mamma, poi a casa propria. Qui sente alla radio un tango, eseguito in diretta da un locale notturno. Collega i fatti, e si reca sul posto. Nella grande pista, molte coppie stanno ballando il tango. Ci sono anche i due killer, un uomo e una donna. Quando la musica finisce, lui tira fuori la pistola. Il commissario risponde, spara e lo uccide. La ragazza scappa, lui la lascia andare nella notte. Da una cabina telefona all'amico, lo trova, gli da appuntamento per il giorno dopo.
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: SCOPE
  • Produzione: FRANCO COMMITTERI, PIO ANGELETTI, ADRIANO DE MICHELI PER JUPPITER GENERALE CINEMATOGRAFICA, INTERNATIONAL DEAN FILM, IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA FILM - MEDUSA HOME VIDEO

NOTE

- IL FILM E' STATO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO-DIPARTIMENTO DELLO SPETTACOLO.

CRITICA

"Emidio Greco, avviluppato dal ritmo lento e sensuale di una milonga, misura il proprio passo non da ballerino, ma da regista colto e raffinato, in un giallo 'non perseguito come progetto ma incrociato per caso'. E' stato un incontro fortunato e rovinoso. Lo schema è quello del mosaico in cui i personaggi interpretano smarriti, spesso parlando troppo, una loro funzione più strutturale che narrativa [...] e sono le tessere sbiadite e presuntuose e irritanti del film che ci riporta agli ingloriosi anni '70 dell'Ital Noleggio". (Enrico Magrelli, 'Film TV', 18 aprile 1999).

"Si vuol parlare insomma, in parole povere, del senso della vita. Lunghissima, e altamente simbolica, la sequenza sottofinale in un locale deve si balla il tango. E' la guarnizione estetizzante di un film che non fa centro, e dispiace dirlo di un cineasta rispettabilissimo anche se (sempre) incline alla dimensione dell'intellettuale più che a quella artistica e creativa". (Paolo D'Agostini, 'Annuario del cinema italiano 1999/2000')
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