Merry Christmas

ITALIA, SPAGNA - 2001
TRAMA CORTA
Su di un aereo diretto alla volta di Amsterdam viaggiano il comandante Fabio Trivellone, una persona che ama al punto tale l'atmosfera della famiglia da... averne due da oltre 17 anni. Finora, infatti, ha vissuto felice dividendosi fra due mogli che ignorano l'una l'esistenza dell'altra. Nella top class viaggiano, invece, un industriale milanese, Enrico Carli, che sta accompagnando malvolentieri l'odiato futuro genero, il romano Cesare, in un viaggio organizzato apposta perché entrambi si conoscano meglio. In classe turistica Max e Bruno, titolari di una ditta di pompe funebri, stanno per riconsegnare le ceneri di un miliardario olandese alla vedova. Ad Amsterdam alloggeranno tutti nello stesso albergo.

TRAMA LUNGA
Fabio Trivellone, comandante pilota, ha una moglie (Selvaggia) e una figlia adolescente (Martina) a Roma, ma ha anche una seconda moglie (Serena) a Milano con un figlio (Matteo) di un precedente matrimonio di lei. Lasciata la prima moglie nella capitale, Trivellone sale sull'aereo diretto ad Amsterdam, non prima di aver imbarcato Serena e Matteo. Sullo stesso aereo ci sono, in business class, Enrico Carli, industriale milanese costretto suo malgrado ad accettare una vacanza con il romanissimo Cesare, odiato futuro genero: il matrimonio è saltato per una varicella di lei, e i due devono usare il già prenotato viaggio di nozze per cercare di familiarizzare; e, in classe turistica, ci sono Max e Bruno proprietari di una ditta di pompe funebri prossima alla chiusura e incaricati di consegnare alla ricca vedova l'urna contenente le ceneri del marito, un miliardario olandese morto all'improvviso davanti alla loro bottega. Ad Amsterdam tutti si ritrovano nello stesso albergo sotto gli occhi di un portiere d'albergo dichiaratamente gay. Succede poi che da lì a poco, convinte di fare una bella sorpresa, arrivano anche Selvaggia e Martina e che da quel momento Trivellone è impegnato ad inventare ogni possibile stratagemma per non far incontrare le due mogli. Carli non sopporta la convivenza con Cesare. Allora escogita un piano per metterlo in cattiva luce con la figlia, ma la visita nei locali sexy della città si ritorce a suo danno. In albergo l'urna cineraria si rompe, Max e Bruno raccolgono le ceneri in un altro vaso, che però si perde e loro cominciano disperatamente ad inseguirlo. Finisce che Selvaggia e Serena si incontrano ma appena in tempo per scoprire che esiste una terza moglie, una ragazza di colore. Max e Bruno riscuotono il compenso, ma se lo vedono portare via. Carli torna a Roma, e il matrimonio finalmente si celebra.

CAST

CRITICA

"La commedia ribalda natalizia con Massimo Boldi e Christian e De Sica doveva svolgersi quest'anno durante una gita a New York: l'attacco dell'11 settembre alle torri gemelle ha suggerito, per praticità, di spostare la vacanza ad Amsterdam. (...) I due protagonisti interpretarono il loro primo film insieme, 'Yuppies' di Vanzina, nel 1984, oltre quindici anni fa: da allora l'alleanza ha costituito sempre una garanzia di incassi". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 dicembre 2001)

"Christian&Massimo. Sono insieme dal 1984. Ricordate 'Yuppies'? Per il pubblico di oggi è anche troppo lontano. Diciotto anni di presenza. Cinquanta milioni di biglietti strappati. Ha ragione De Sica quando dice: siamo come il presepe. E il presepe, bello o brutto, non si giudica. Si piglia com'è. Le vacanze di Natale vanno avanti nei secoli, nei millenni. (...) Come va a finire? Va a finire e basta. Come il panettone che finisce giù e lo spumante dolce che va su e dà la nausea. Classico. Classificato dal botteghino. Fate voi". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 21 dicembre 2001)

"'Merry Christmas' è forse meno peggio di 'Bodyguards', il pacco natalizio della ditta Parenti/Boldi/De Sica: è più costruito, meno episodico, strappa qualche risata in più. Ma come è ormai consuetudine di questo ventennale divertimentificio, la volgarità è di grana grossa e le gag oscillano tra la fase orale e quella anale. (...) Le risate sono quasi tutte dovute a Boldi che parla in romanesco con l'indesiderato genero: l'attore è bravo ma lo spessore è quello di uno sketch televisivo. I Fichi d'India suscitano almeno in chi scrive emicranie, orticarie e basso ventre non appena compaiono in scena: se Benigni riuscirà a sdoganarli si meriterà, dopo l'oscar, il Nobel". (Alberto Crespi, 'Film Tv', 3 gennaio 2002)
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