Memoria

COLOMBIA, GERMANIA, TAILANDIA, FRANCIA, MESSICO, QATAR - 2021
3,5/5
Memoria
Jessica è una botanica in viaggio a Bogotà per far visita alla sorella. Durante il suo soggiorno viene svegliata nella notte da un boato assordante. Un rumore che si ripresenterà anche durante il giorno e di cui Jessica prova a trovare l'origine. Nella sua ricerca incontrerà l'archeologa Agnés che si trova a Bogotà per studiare alcuni resti umani, vecchi di 6000 anni, rinvenuti durante lo scavo per un tunnel sotto le Ande e si imbatterà in Hernàn, un pescatore che vive nel cuore della foresta amazzonica che le svelerà l'origine degli strani rumori che la tormentano.
  • Durata: 136'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 4K (1:1.85)
  • Produzione: APICHATPONG WEERASETHAKUL PER BURNING S.A.S., KICK THE MACHINE, ILLUMINATIONS FILMS (PAST LIVES)
  • Distribuzione: ACADEMY TWO IN COLLABORAZIONE CON MUBI (2022)
  • Data uscita 16 Giugno 2022

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Apichatpong Weerasethakul torna in concorso a Cannes 11 anni dopo la Palma d’Oro vinta con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti.

In mezzo, oltre a vari corti e film collettivi, c’è stato lo straordinario Cemetery of Splendour, ospitato in Un Certain Regard.

Il regista thailandese stavolta lascia la terra natia per la Colombia, dove inquadra l’esistenza di Jessica, botanica inglese ora a Bogotà dove si trova la sorella malata. La donna – Tilda Swinton, anche produttrice esecutiva del film – incomincia ad avvertire dei suoni improvvisi, boati sordi che ne impediscono il sonno notturno o che irrompono nel mezzo di normalissime conversazioni.

Un fenomeno inspiegabile, verso il quale Jessica non riesce a rimanere indifferente. E per questo vuole rintracciarne la provenienza.

Al solito portatore di un cinema dove reale e soprannaturale si mescolano con fluidità, Weerasethakul realizza una sorta di horror sensoriale fatto di camere fisse e longtake silenziosi, bruscamente interrotti da queste frequenze improvvise e detonanti.

Memoria – cr. ©Kick the Machine Films, Burning, Anna Sanders Films, Match Factory Productions, ZDF-Arte and Piano, 2021

Regala sequenze indimenticabili (lo spiazzo notturno dove gli allarmi delle macchine parcheggiate iniziano a suonare tutti contemporaneamente, l’incontro più o meno rivelatorio verso il finale della protagonista alle pendici delle montagne del Pijao), proseguendo lungo la strada di una cinematografia onirica e mistica, dove la presenza dei vivi non può prescindere dall’esistenza dei trapassati, dove il terrestre e l’altro, l’extra, finiscono per sentirsi. Forse.

Certo, non siamo dalle parti di Cemetery of Splendour, le oltre due ore di durata possono sfiancare, così come la dilatazione di ogni singola scena, ma Memoria resta comunque un film in grado di lasciare qualcosa sottopelle. Un boato sordo, improvviso, proveniente da chissà dove. Da chissà quando.

 

NOTE

- PREMIO DELLA GIURIA AL 74. FESTIVAL DI CANNES (2021).

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI: FONDO FÍLMICO COLOMBIA, EFICINE 189, CNC, L'AIDE AUX CINEMAS DU MONDE, INSTITUT FRANCAIS, MEDIENBOARD BERLIN-BRANDENBURG, EDOUARD MALINGUE GALLERY , SCAI THE BATHHOUSE, UNIVERSIDAD NACIONAL DE COLOMBIA, HUBERT BALS FUND OF THE INTERNATIONAL FILM FESTIVAL ROTTERDAM, PURIN PICTURES, 100 TONSON FOUNDATION, ESTUDIOS CHURUBUSCO AZTECA.
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