Mayerling

FRANCIA, GRAN BRETAGNA - 1968
Rodolfo d'Asburgo, pur conducendo una vita libera ma noiosa, non disdegna di avallare i moti degli studenti e le intenzioni di indipendenza dell'Ungheria, i cui emissari intendono offrirgli la corona di re. Dopo un casuale incontro in un parco, egli ritrova ad una serata di gala la giovane Maria Vetsera, di famiglia borghese. Per mezzo di sua cugina, Rodolfo, che vive separato dalla moglie, fissa un appuntamento per Maria. I due, pur conoscendosi appena, si innamorano. Ma l'imperatore non vede di buon occhio questa relazione e, sollecitato anche dal Primo Ministro, per tenerlo lontano da Maria offre un incarico di responsabilità a Rodolfo, che lo espleta con diligenza. Capite le intenzioni del padre, Rodolfo dà le dimissioni ma, a sua insaputa, Maria viene fatta partire. Egli però la ritrova e la porta al castello di Mayerling. Intanto la rivoluzione d'Ungheria sta per scoppiare: egli promette la sua partecipazione e offre ai patrioti il suo anello. Ma i moti vengono sanguinosamente repressi e i suoi amici arrestati. Posto nella condizione di dover rispondere dei suoi atti e rinunciare a Maria, egli, d'accordo con lei, la uccide e quindi si suicida.
  • Altri titoli:
    Terence Young's Mayerling
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, STORICO, SENTIMENTALE
  • Specifiche tecniche: PANAVISION EASTMANCOLOR
  • Tratto da: romanzi "Mayerling" di Claude Anet, "The Archduke" di M.L. Arnold
  • Produzione: ROBERT DORFMANN PER CORONA (PARIGI) WINCHESTER (LONDRA)
  • Distribuzione: DCI - GOLDEN VIDEO, ARCA PRODUZIONI AUDIOVISIVE, PANARECORD

NOTE

- REMAKE DEL FILM OMONIMO DEL 1936 DIRETTO DA ANATOLE LITVAK CON CHARLES BOYER E DANIELLE DARRIEUX.

CRITICA

"Le cause storiche e politiche della tragedia di Mayerling, superficialmente adombrate, sono solo un pretesto per narrare una comune storia d'amore, convenzionale, vecchia nelle situazioni, nei dialoghi e nell'interpretazione, che il mestiere del regista ha tentato di tenere in piedi con una sfarzosa e talvolta oleografica ricostruzione della Vienna asburgica. (...) Una tragedia che si riduce nel film a un fumettistico melodramma ottocentesco." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 65, 1968)
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