Matrimonio a Parigi

ITALIA - 2011
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Matrimonio a Parigi
L'industriale milanese Lorenzo arriva con la moglie a Parigi per incontrare il figlio Mirko. La loro vacanza verrà però messa in crisi dall'incontro con i partenopei Gennaro e Costanza, genitori della stralunata Natalina, la ragazza di cui Mirko è innamorato. Le due coppie di genitori, infatti, non potrebbero essere più diverse: Lorenzo e la moglie sono sempre in cerca di uno stratagemma per evadere il fisco e non pagare le tasse, mentre Gennaro è un integerrimo finanziere...
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: MEDUSA FILM IN COLLABORAZIONE CON SKY, FABIO BOLDI PER MARI FILM
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 21 Ottobre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Rocco Siffredi: “Ti piace la Tour Eiffel?”. Massimo Ceccherini: “Dal davanti, non dal dietro”. Se il buon gusto si vede dal mattino, dovremmo fermarci qui: Matrimonio a Parigi, ultima fatica di Massimo Boldi, si giudica da solo, battutacce all'orecchio. Regia di servizio di Claudio Risi, è “un film d'evasione”, almeno a dar retta al “portafortuna” Enzo Salvi, che torna per la nona volta al fianco del "capocomico" Boldi. Ma l'evasione non fa solo riferimento a frizzi, lazzi e trivialità assortite, bensì al tema stesso della commedia, perché Cipollino interpreta un industriale del Nord, campione delle televendite e orgoglioso evasore, che sul treno per Parigi incontra un napoletano (Biagio Izzo), che non è il classico mariuolo, bensì un ufficiale della Guardia di Finanza.
Nel cast all star (sic) anche Anna Maria Barbera, che storpia qualsiasi cosa favelli, Massimo Ceccherini alla frutta, Paola Minaccioni, Emanuele Bosi, Loredana De Nardis, Guglielmo Scilla, Diana Del Bufalo e la “berluschina” Raffaella Fico, nonché, appunto, Rocco Siffredi, che veste i panni di uno stilista bisex, con Ceccherini a far da mantra: “Ma non ti ho visto già da qualche altra parte?”.
Non drammatizziamo, c'è di peggio: nasi di Pinocchio nel deretano, phon inguinali, burlesque e travestimenti di serie Z, fallocentrismo spuntato, manichini trapanati ad arte e - courtesy Salvi - “Namo amo', se attoppé (il cesso, NdR) e io vado a trombè”.
Si salvi chi può, eppure, è un Matrimonio più scritto (sceneggiatura a sei mani: Boldi, Gianluca Bomprezzi e Edoardo Falcone) delle precedenti avventure in solitaria - post divorzio da Christian De Sica - di Boldi, dalla cui trasferta parigina Medusa spera di ricavare un bel po' di grano (oltre 500 copie in uscita). E, siamo sinceri, qualche inconfessabile risatina riesce pure a strapparla, perché la commiserazione schiude le labbra, complice un trash che sconfina involontariamente nel surreale. Si chiede Boldi: “Ma cosa ci faccio io alle donne?”. Ci chiediamo noi:  che ci fa lui e compagnia "bella" al cinema?

CRITICA

"Anticipo-avanzi di cine panettone, il film di Claudio Risi ci porta a Parigi con un trionfante evasore fiscale (Boldi) e signora e finanziere con moglie, figli, amici taroccati: vanno per la Gioconda del Leopardo. Scritta con volgarità da intercettazioni di faccendieri, la commedia si snoda tra gag centenarie, burlesque, battute di riciclo. Rocco Siffredi è lo stilista gay (...) e parla alla francese, ma solo per pochissime battute." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 21 ottobre 2011)

"Boldi è sempre Boldi. Nel bene e nel mal(uccio). Nel senso che grazie alla sua irresistibile simpatia qualche risata è certa, ma anche che quel repertorio è ormai alla frutta. La convivenza parigina tra l'evasore lombardo (ovviamente Boldi) e il capitano della Finanza Biagio lzzo ricorda, alla lontana, due celebri film di Totò, 'I tartassati' e 'Arrangiatevi', senza purtroppo averne il raffinato umorismo. Nel divertito, scoppiettante cast, una new entry da far strabuzzare gli occhi: la biondissima Alessandra Pozzi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 ottobre 2011)

"Evasore fiscale milanese e integerrimo finanziere napoletano in un incrocio fatale a Parigi. Classica commedia di equivoci (c'è Siffredi ma non è un porno), con Boldi 'vedovo' dei cinepanettoni. Bentornato a Claudio Risi, figlio maggiore del grande Dino." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 21 ottobre 2011)

"5 milioni di euro di budget, 500 copie in sala, e la speranza dell'ad di Medusa Giampaolo Letta che incassi soldini buoni per produrre altri Sorrentino: commedia di servizio, dunque (...). Più solido, più scritto delle precedenti avventure in solitaria di Boldi, qui industrialotto del Nord che si incontra-scontra con un ufficiale della GdF napoletano (Biagio Izzo), 'Matrimonio a Parigi' strappa qualche confessabile risatina, con trivio e trash talmente a ruota libera da sconfinare nel surreale. Si chiede Cipollino, «ma cosa ci faccio io alle donne?»: chiedersi, piuttosto, che ci fa al cinema, no?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 20 ottobre 2011)
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