Matrimonio a Parigi

ITALIA - 2011
L'industriale milanese Lorenzo arriva con la moglie a Parigi per incontrare il figlio Mirko. La loro vacanza verrà però messa in crisi dall'incontro con i partenopei Gennaro e Costanza, genitori della stralunata Natalina, la ragazza di cui Mirko è innamorato. Le due coppie di genitori, infatti, non potrebbero essere più diverse: Lorenzo e la moglie sono sempre in cerca di uno stratagemma per evadere il fisco e non pagare le tasse, mentre Gennaro è un integerrimo finanziere...

CAST

CRITICA

"Anticipo-avanzi di cine panettone, il film di Claudio Risi ci porta a Parigi con un trionfante evasore fiscale (Boldi) e signora e finanziere con moglie, figli, amici taroccati: vanno per la Gioconda del Leopardo. Scritta con volgarità da intercettazioni di faccendieri, la commedia si snoda tra gag centenarie, burlesque, battute di riciclo. Rocco Siffredi è lo stilista gay (...) e parla alla francese, ma solo per pochissime battute." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 21 ottobre 2011)

"Boldi è sempre Boldi. Nel bene e nel mal(uccio). Nel senso che grazie alla sua irresistibile simpatia qualche risata è certa, ma anche che quel repertorio è ormai alla frutta. La convivenza parigina tra l'evasore lombardo (ovviamente Boldi) e il capitano della Finanza Biagio lzzo ricorda, alla lontana, due celebri film di Totò, 'I tartassati' e 'Arrangiatevi', senza purtroppo averne il raffinato umorismo. Nel divertito, scoppiettante cast, una new entry da far strabuzzare gli occhi: la biondissima Alessandra Pozzi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 ottobre 2011)

"Evasore fiscale milanese e integerrimo finanziere napoletano in un incrocio fatale a Parigi. Classica commedia di equivoci (c'è Siffredi ma non è un porno), con Boldi 'vedovo' dei cinepanettoni. Bentornato a Claudio Risi, figlio maggiore del grande Dino." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 21 ottobre 2011)

"5 milioni di euro di budget, 500 copie in sala, e la speranza dell'ad di Medusa Giampaolo Letta che incassi soldini buoni per produrre altri Sorrentino: commedia di servizio, dunque (...). Più solido, più scritto delle precedenti avventure in solitaria di Boldi, qui industrialotto del Nord che si incontra-scontra con un ufficiale della GdF napoletano (Biagio Izzo), 'Matrimonio a Parigi' strappa qualche confessabile risatina, con trivio e trash talmente a ruota libera da sconfinare nel surreale. Si chiede Cipollino, «ma cosa ci faccio io alle donne?»: chiedersi, piuttosto, che ci fa al cinema, no?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 20 ottobre 2011)
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