Mater Natura

ITALIA - 2005
Mater Natura
Desiderio è un giovane transessuale che si prostituisce per vivere. Dopo aver conosciuto Andrea, il gestore di un autolavaggio, se ne innamora e intreccia con lui una storia intensa e passionale per cui decide di trovarsi un altro lavoro. Però Desiderio ignora il fatto che Andrea abbia una fidanzata e che stia per sposarla. Si tratta di Maria, la stessa ragazza che ha appena preso in affitto l'appartamento di proprietà dei genitori di Desiderio. Messo alle strette dalla crudeltà della vita e privato dell'affetto dei genitori, che non riescono ad accettare la sua diversità, Desiderio trova rifugio in un gruppo di personaggi eccentrici che gravitano attorno a lui. Sono loro le sole persone che senta un po' amiche: Massimino, l'intellettuale del gruppo, Europa che soffre per l'impossibilità della maternità, e Sue Ellen, un travestito dal terribile gusto barocco e dai gusti perversi. In primavera i tre decidono di cambiare vita e di trasferirsi in campagna, alle falde del Vesuvio, per aprire un centro di agricoltura biologica che sia anche una specie di consultorio psicologico per uomini in crisi.
  • Altri titoli:
    Prodotti tipici - Mater Natura
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: UMBERTO MASSA PER KUBLA KHAN
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE (2006)
  • Data uscita 21 Aprile 2006

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Desiderio è un giovane transessuale: per vivere, si prostituisce. Dopo aver conosciuto Andrea, il gestore di un autolavaggio, se ne innamora e decide di abbandonare la strada. Ma Desiderio ignora che Andrea abbia una fidanzata e stia per sposarla. Privato anche dell'affetto dei genitori, che non accettano la sua diversità, Desiderio si rifugia tra gli eccentrici amici, che si dividono equamente tra marchette e filodrammatica: l'intellettuale Massimino, che si atteggia a Montessori del vicoletto;  Europa, sofferente per l'impossibile maternità, e il perverso Sue Ellen. Progetto comune: aprire un "agrifuturismo" che sia al contempo consultorio psicologico per uomini in crisi. Folklore, colori, battute social-facete di Vladimir Luxuria, psicologismo da avanspettacolo: l'opera prima di Massimo Andrei è un pasticcio napoletano in salsa trans. Abbastanza indigesto sul piano drammaturgico, stilisticamente insipido ed emotivamente fuori controllo: quel piccolo mondo contemporaneo che Mater Natura vorrebbe cantare è già stonato prima di aprire bocca. Fuori chiave per il bozzettismo degli affetti di stampo buonista: è questa la sola via percorribile dal cinema italiano per accostare la "diversità"? Non crediamo. E che dire a questo proposito della scelta ideologicamente suicida di far interpretare il trans chiamato Desiderio non da un vero transessuale, ma dalla bella Maria Pia Calzone? Snaturato.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA XX SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA, VENEZIA 2005.

- MASSIMO ANDREI E' CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2007 COME MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE.

CRITICA

"Simpatico pasticcio napoletano alla Settimana della Critica, la sezione dedicata agli esordi: 'Mater Natura' di Massimo Andrei. Simpatico perché è divertente l'idea che un gruppo di provvidi e appassionati trans partenopei che si dividono più o meno allegramente fra marchette e filodrammatiche decida di aprire un agriturismo (anzi, "un agrifuturismo") alle pendici del Vesuvio per preparare marmellate biologiche, dispensare consigli sentimentali agli etero in crisi e soprattutto sfuggire un destino infame. Pasticcio perché non bastano colore, folklore, canzoni, balletti, battute e richiami alla realtà di Vladimir Luxuria, un autoironico Enzo Moscato nei panni del gay colto che educa i bimbi di strada sognando di diventare la Maria Montessori del vicolo, a fare il film. Ci vuole anche una regia, un disegno più saldo, una storia meno pretestuosa di quella del trans fuggito dal padre paesano (Maria Pia Calzone e Franco Javarone) per poi innamorarsi di un marcantonio (Valerio Foglia Manzillo) che finisce per sposarsi in chiesa con una brava ragazza. Altrimenti il film non decolla e quel piccolo mondo fragile resta un bozzetto, senza la forza della denuncia né l'energia del divertimento vero." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 settembre 2005)

"Vivido, rapsodico e trasformista 'Mater natura', il film della Settimana della Critica che conferma Napoli come fucina di cinefilia, propone al pubblico l'indubbio talento di Massimo Andrei, classe '67, già attore, autore e regista di sostanziosa gavetta. Si tratta di un'opera promettente e in qualche modo imperfetta, che assorbe suggestioni inedite e stereotipate con uguale baldanza stilistica e disinvolto piglio visionario, estraendo numerose perle dal magma di una sceneggiatura volontariamente (pericolosamente) librata sui bordi del camp." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 6 settembre 2005)

"Con 'Mater Natura', presentato con successo all'ultima Mostra di Venezia, l'esordiente Massimo Andrei, autore e regista teatrale napoletano, rappresenta il mondo dei transessuali raccontando una storia estrema tra un seducente travestito e un macho, ma parlando fondamentalmente d'amore, di colori, giochi, tenerezze, morte. (...) Con echi di Almodovar, Fassbinder, Corsicato e Roberta Torre, 'Mater Natura' trasforma la descrizione del mondo dei «femminielli» in una divertente e incisiva rapsodia audiovisiva, in una caleidoscopica e visionaria immersione nell'universo di travestiti portatori di sentimenti e morale ormai quasi desueti, in un viaggio in una Napoli tra reale e surreale dai colori insoliti. Accompagnata come un coro greco da un cast ben assortito e affiatato, del quale fa parte anche il neodeputato Vladimir Luxuria, la protagonista Maria Pia Calzone interpreta Desiderio con intensità e credibile trasformismo." (Alberto Castellano, 'Il Mattino, 22 aprile 2006)

"Vittorioso alla Settimana della Critica di Venezia 06, arriva in sala il curioso, assolato e folkloristico film del deb Massimo Andrei. Rimandato per la carriera politica della simpatica Vladimir Luxuria, il racconto è centrato su un infelice amore. (...) In equilibrio delicato tra passione da fotoromanzo e sceneggiata, il film rilancia la napoletana figura del femminiello in veste attuale di persona naturale e strafottente, per dirla con il Patroni Griffi che andava su e giù per Toledo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 21 aprile 2006)

"La notizia positiva è che Massimo Andrei, al debutto nel lungometraggio dopo esperienze teatrali di alto profilo, osserva i suoi personaggi con affettuosa complicità, disegnando figure di transessuali non grottesche, né caricaturali. Quella meno buona è che il film resta incerto tra rappresentazioni inedite e stereotipi del dramma dialettale a innesti comici." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 aprile 2006)
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