Marty vita di un timido

Marty

USA - 1955
Marty vita di un timido
Marty Piletti ha trentacinque anni e fa il macellaio: essendo scapolo, vive con la vecchia madre. Le sue sorelle e i suoi fratelli si sono sposati e anche lui vorrebbe sposarsi; ma grosso e goffo com'è, privo di qualità che lo rendano attraente, egli si sente orniai prigioniero di un complesso d'inferiorità. Le esortazioni della madre, che vorrebbe vederlo accasato, lo esasperano. Un sabato sera si reca con un amico in una sala da ballo; mentre, secondo la sua abitudine, se ne sta solo in disparte, vede seduta ad un tavolo una ragazza sola. E' piuttosto bruttina e sembra in attesa di qualcuno che non viene. Marty le si avvicina, le parla: i due si sentono reciprocamente attratti e si scambiano impressioni e confidenze. Marty è felice, convinto di avere trovato finalmente qualcuno che possa soddisfare il suo bisogno di amicizia, di amore, di comprensione. I due passano insieme alcune ore: quando si lasciano, Marty promette alla ragazza di telefonarle. Ma, il giorno dopo la madre, che ha sempre insistito perché Marty si sposi presto, diventa ad un tratto gelosa del figliolo. Ella ha conosciuto la ragazza che ha destato l'interesse di Marty, e la demolisce con le sue critiche. Gli amici rincarano la dose e il povero Marty viene ripreso dalla sua abituale timidezza e indecisione e non telefona alla ragazza. Più tardi, atterrito all'idea di un'altra serata insulsa con gli amici, trova il coraggio di ribellarsi. La ragazza non piace alla madre, non piace agli amici, ma piace a lui, ed è questo che importa: la sposerà contro tutto e contro tutti... e intanto corre al telefono.
  • Durata: 91'
  • Colore: B/N
  • Genere: ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: soggetto televisivo omonimo di Paddy Chayefsky
  • Produzione: HILL-HETCH LANCASTER PRODUCTIONS
  • Distribuzione: DEAR, DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- 4 OSCAR 1956: MIGLIOR FILM, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA, REGIA, SCENEGGIATURA.

- PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES 1955.

CRITICA

"Il film esce dalle formule consuete per la sua assolata sincerità, per il suo spirito fresco e piacevole, per la sua spiritosa bonomia. Per mezzo di un dialogo popolaresco e brioso, per mezzo di una recitazione di insolita spontaneità il film opera la ricostruzione di un tipico ambiente di italo-americani, legati tenacemente alle tradizioni della famiglia. I personaggi sono disegnati amorevolmente con tratti precisi e con delicata sensibilità." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 38, 1955)
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