MAN ON THE MOON

USA, GRAN BRETAGNA, GERMANIA, GIAPPONE - 1999
MAN ON THE MOON
La storia dello scomparso Andy Kaufman, considerato uno degli artisti più innovativi, eccentrici ed enigmatici del suo tempo. Magistrale nel raggirare il pubblico, Kaufman riusciva a provocare fragorose risate, gelidi silenzi, lacrime o schiamazzi. Sia che proponesse comicità per bambini, sia che sfidasse le signore a un incontro misto di wrestling, era abilissimo nel dar vita a performance così realistiche che perfino i suoi più cari amici non sapevano dove finisse lo scherzo e dove cominciasse la realtà.

TRAMA LUNGA
Soggetto: Fin da piccolo, Andy Kaufman mostra una particolare predisposizione per parlare, inventare aneddoti, gesticolare come se avesse un pubblico davanti. Da grande comincia ad esibirsi in alcuni cabaret di New York. Di questo spettacolo viene a conoscenza in California George Shapiro, famoso manager. Quando Andy arriva a Los Angeles, George va a vederlo, apprezza molto l'esibizione, gli lascia il suo biglietto da visita. Siamo nel 1975, ed è l'inizio di una lunga collaborazione. Gli ingaggi arrivano numerosi. Bravissimo nel raggirare il pubblico, Andy provoca fragorose risate ma anche gelidi silenzi, lacrime, schiamazzi. Talvolta usa una comicità per bambini, talaltra sfida un signore ad un incontro di wrestling, oppure dà il via a performance così realistiche che nemmeno i suoi collaboratori capiscono dove finisca lo scherzo e cominci la realtà. Imita Elvis Presley, inventa nuovi personaggi, viene chiamato in televisione e lavora al famoso 'Saturday Night Live'. Conosce Lynne, che si innamora di lui e ne sopporta il difficile carattere. Andy alla fine si diverte a farsi odiare, i suoi monologhi tendono a far infuriare lo spettatore, mettendolo alla berlina. Il gioco va avanti fino ad un certo punto. Prima rifiuta poi accetta di partecipare ad una soap opera, ma la crisi è in agguato. All'inizio degli anni Ottanta, gli viene diagnosticata una grave malattia. Cacciato nel 1982 dal 'Saturday Night Live' perché il pubblico comincia a voltargli le spalle, Andy muore di cancro al polmone nel 1984, dopo essere stato da un guaritore che prometteva miracoli. Ma ecco subito dopo esibirsi uno che sembra Andy in uno dei suoi travestimenti. Vero o falso?
  • Altri titoli:
    ANDY KAUFMAN
    DER MONDMANN
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, DELUXE
  • Produzione: DANNY DE VITO, MICHAEL SHAMBERG, STACY SHER PER UNIVERSAL PICTURES, JERSEY FILMS, BRITISH BROADCASTING CORPORATION (BBC), CINEHAUS, MUTUAL FILM CORPORATION, IN COLLABORAZIONE CON MARUBENI CORPORATION, TOHO COMPANY LTD.
  • Distribuzione: WARNER BROS (2000) - WARNER HOME VIDEO

CRITICA

"Milos Forman, da apolide sempre esilarato e sbalordito di fronte al Mondo Nuovo, dirige con ritmi impeccabili e supremo senso dello spettacolo questo ritratto di eccentrico, mettendoci tutta la sua ammirazione e il suo stupore per la follia della società americana e dello show business, mentre Carrey interpreta Kaufmann con un misto inquietante di pazzia organizzata e di improvvisi squarci di umanità. Non si riesce ad immaginare un altro attore capace di dar corpo con altrettanta partecipazione a questo mistero buffo americano: che, in un certo senso, nel film tale rimane, inspiegabile della sua psicologia, nei suoi gesti e nel suo successo, fino oltre la tomba." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 26 marzo 2000)


"Jim Carrey, nonostante lo snobismo dell'Academy Awards, emerge trionfalmente da questa nuova prova di recitazione affermandosi quale Oscar virtuale: inevitabilmente gli viene riservato lo stesso trattamento che fu di Andy. E intanto Milos Forman, con la collaborazione degli sceneggiatori di 'Ed Wood', firma un altro capolavoro". (Daniele Terzoli, Il Piccolo, 19 aprile 2000)

"Un individuo straordinario, troppo grande, anticonformista e originale per la società. E' il conflitto che più affascina il regista Milos Forman, da Mozart a Larry Flint. Quello di Kaufman è fra tutti il più riuscito grazie al miracoloso talento di Jim Carrey. E' incredibile che l'Oscar continui ad ignorarlo". (Curzio Maltese, D di Repubblica, 11 aprile 2000).
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