MALENKA LA NIPOTE DEL VAMPIRO

ITALIA - 1968
MALENKA LA NIPOTE DEL VAMPIRO
Silvia De Morel, fidanzata del dottor Piero Luciani, ricevuti in eredità dalla madre il castello di Woldruk e il titolo di contessa, si reca, chiamata dallo zio, a prendere possesso del maniero. Dopo averle rivelato che sua nonna, Malenka, a suo tempo bruciata come strega dagli abitanti del villaggio, aveva, in realtà, scoperto il segreto dell'immortalità, lo zio di Silvia, che dichiara di avere centocinquant'anni, vuole che la ragazza si assoggetti a pratiche che consentiranno anche a lei di vincere la morte: perciò è necessario che ella tronchi ogni legame con Piero. Ricevuta una lettera in cui Silvia lo prega di dimenticarla, il dottor Luciani, insospettito, parte invece per Woldruk, con l'amico Max. Nella locanda in cui ha preso alloggio muore una giovane cameriera, Bertha: il medico del paese, Herbinger sostiene che la poveretta è stata uccisa da un vampiro. Piero si rifiuta di credere a simili affermazioni, anche quando scorge Bertha uscire dalla tomba e aggredire Herbinger. Recatosi al castello, Piero cade in potere dello zio di Silvia, che affida alla nipote il compito di ucciderlo. Fingendo di soggiacere alla volontà del congiunto, la ragazza libera il fidanzato, consentendogli di scoprire la verità. Non volendo, per ragioni sentimentali, perdere il castello, lo zio (al cui gioco, con una finta morte, si è prestata anche Bertha), ha cercato di spaventare Silvia, per indurla a rinunciare al suo possesso. Il gioco non gli è riuscito, ma Silvia rinuncia egualmente all'eredità.
  • Altri titoli:
    MALENKA LA SOBRINA DEL VAMPIRO
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: EASTMANCOLOR
  • Produzione: COBRA FILMS PRODUCTIONS, VICTORY FILM (ROMA) TRITON FILM (MADRID)
  • Distribuzione: REGIONALE, CORMONS
  • Vietato 14

NOTE

- GIANNI MEDICI E' ACCREDITATO COME JOHN HAMILTON, ADRIANA AMBESI COME AUDREY AMBER.

CRITICA

"Nonostante la sorpresa finale, il film ricalca in parte il clichè dei film dell'orrore senza, tuttavia [...] che l'abusato repertorio macabro produca la minima suspense": ("Segnalazioni Cinematografiche")
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