Madre

SPAGNA, FRANCIA - 2019
4/5
Madre
Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa del figlio di Elena, allora un bambino di sei anni. Dieci anni da quella telefonata in cui, solo e sperduto su una spiaggia delle Landes, le aveva detto che non riusciva più a trovare suo padre. Oggi Elena vive su quella spiaggia e lavora in un ristorante in riva al mare. Devastata da quel tragico episodio, va avanti con la sua vita, alla meno peggio. Fino al giorno in cui incontra un adolescente che le ricorda troppo il figlio scomparso...
  • Durata: 128'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MARIA DEL PUY ALVARADO, IBON CORMENZANA, RODRIGO SOROGOYEN, IGNASI ESTAPÉ, THOMAS PIBAROT, JEAN LABADIE, ANNE-LAURE LABADIE, J'ERÔME VIDAL PER MALVALANDA, CABALLO FILMS, ARCADIA MOTION PICTURES, AMALUR PICTURES, LE PACTE, NOODLES PRODUCTION
  • Distribuzione: MOVIES INSPIRED

RECENSIONE

di Cristina Matteucci
È composto da due parti nettamente divise, Madre, il lungometraggio del regista spagnolo Rodrigo Sorogoyen presentato nella sezione Orizzonti di questa Venezia76. I primi 18 minuti corrispondono al cortometraggio omonimo del 2017, candidato agli Oscar nella categoria dedicata, il resto del film ne è la diretta continuazione.

Nella frenetica prima parte, tutta girata in piano sequenza, la protagonista Elena (Marta Nieto) si trova a casa sua, in Spagna, quando il figlio di sei anni, Ivan, in vacanza con il padre in un punto imprecisato della costa francese, la chiama dicendole di essere rimasto solo e privo di punti di riferimento.

La disperazione di una madre che sente la voce del figlio in pericolo ma è consapevole di non poter fare nulla per salvarlo ha una resa potentissima sullo schermo, emotivamente travolgente per lo spettatore.

Dieci anni dopo, nella seconda parte, Elena si è trasferita in Francia e fa la cameriera in quella stessa spiaggia dove il figlio è scomparso. Nella sua dolorosa instabilità, diventerà punto fisso l'ossessione per Jean, un sedicenne straordinariamente simile a Ivan, che la porterà a compiere una serie di esperienze al limite di quanto è socialmente permesso in un rapporto tra una donna adulta e un ragazzo.

Grande merito del regista, nel proseguire un lavoro già di per sé autonomo e perfettamente riuscito, è quello di riuscire a estendere la tensione della prima parte all'intera durata del film. Madre è una delle visioni più intime e potenti tra quelle presentate finora a Orizzonti: la visceralità con cui è raccontato il dilaniato legame materno di Elena e la straordinaria interpretazione dell'attrice tengono incollati allo schermo e sono difficili, difficilissimi da dimenticare.

NOTE

- ISPIRATO AL CORTOMETRAGGIO "MADRE" (2017) DELLO STESSO RODRIGO SOROGOYEN.

- PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE A MARTA NIETO ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019).
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