Lunana: La Scuola alla Fine del Mondo

Lunana - A Yak in the Classroom

BHUTAN, CINA - 2019
3,5/5
Lunana: La Scuola alla Fine del Mondo
Un giovane insegnante del Bhutan moderno, Ugyen, si sottrae ai suoi doveri mentre progetta di andare in Australia per diventare un cantante. Come rimprovero, i suoi superiori lo mandano nella scuola più remota del mondo, in un villaggio chiamato Lunana, per completare il suo servizio. Si ritrova esiliato dalle sue comodità occidentalizzate dopo un arduo viaggio di 8 giorni solo per arrivarci. Lì non trova elettricità, libri di testo e nemmeno una lavagna. Sebbene poveri, gli abitanti del villaggio porgono un caloroso benvenuto al loro nuovo insegnante, ma Ugyen deve affrontare lo scoraggiante compito di insegnare ai bambini del villaggio senza alcuno strumento didattico. Quando sta per prendere la decisione di tornare a casa, i bambini a cui insegna e la straordinaria forza spirituale degli abitanti del villaggio inizieranno gli faranno scoprire l'autenticità di un mondo tanto lontano quanto umano.
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Produzione: PAWO CHOYNING DORJI, STEPHANIE LAI, STEVEN XIANG, JIA HONGLIN, DANGPHU DINGPHU: A 3 PIGS PRODUCTION IN ASSOCIAZIONE CON HUANXI MEDIA GROUP
  • Distribuzione: OFFICINE UBU (2022)
  • Data uscita 31 Marzo 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

È entrato nella rosa dei candidati all’Oscar per il miglior film straniero (prima volta per il Bhutan!) sbaragliando titoli autorevoli come A Hero di Farhadi. Eppure, solo chi non avesse compreso la ratio delle recenti scelte dell’Academy può realmente dirsi sorpreso dell’exploit di un piccolo film del Buthan come Lunana (dal 31 marzo nelle nostre sale con Officine UBU).

Il successo di Parasite, il forte endorsement per Minari (produzione americana, ma lo mettiamo nel mazzo per cóte e sensibilità), da ultimo le quattro candidature al giapponese Drive My Car testimoniano della popolarità al Kodak Theater della proposta asiatica.
Un’attenzione incoraggiata dell’accresciuto peso delle minoranze in seno all’organizzazione assegnataria degli Oscar e al contempo spia della crescente sfiducia verso l’attuale offerta valoriale dell’Occidente, investito da una crisi storico-politica preoccupante, che affonda le radici in un cedimento morale sotto gli occhi di molti.

Lunana

Da questo punto di vista, la disponibilità di uno storytelling coinvolgente ma depurato dalla confusione del western man e dal cinismo fine a sé stesso, imperniato su una fusione di antica saggezza e moderna sensibilità, si è rivelata l’uovo di colombo per élite in cerca di retoriche credibili e più solide impalcature ideali. Se non fosse anche un film a suo modo sincero e fatto grazie agli autoctoni (cast composto da locals non professionisti), Lunana sarebbe il prototipo del nuovo corso, anche per lo stile globalizzato, la confezione da esportazione.

L’abile regia dell’esordiente Pawo Choyning Dorji squaderna alcuni dei principali temi in agenda senza però ridurre il respiro mitopoietico del racconto. La storia di un giovane insegnante indolente verso la propria missione educativa – un bambino, in una delle battute fulminanti del film, gli ricorda che “un insegnante tocca con mano il futuro” – e convinto di essere destinato a cose più grandi in una illusoria terra promessa (l’Australia), è documento (basato sulla vicenda personale dell’attore protagonista) e parabola universale, attraverso la quale il film lascia decantare i suoi tanti sottotesti.

Lunana

La solidarietà tra le generazioni e tra i popoli (nella neve che cade meno che in passato, c’è il battito d’ali della farfalla del riscaldamento globale); l’ecologia integrale di chi si riconosce vita tra vita, parte di uno spirito universale che soffia dove vuole, negli uomini, negli animali, nelle montagne; l’amarezza verso i millennials che possono fare ma scelgono di sottrarsi, fuggendo le responsabilità.
Pawo Choyning Dorji non trasforma nulla in biasimo, preferendo semmai usare l’ironia (quando ad esempio uno dei pastori ricorda il paradosso di chi desidera lasciare il Buthan, la nazione della “più alta felicità interna lorda”) e mantenere vivo il timbro poetico, venandolo di nostalgia.

Tra il Buthan e l’Australia non c’è di mezzo solo il mare ma un percorso di conoscenza: è la scuola più remota del mondo, nel villaggio di Lunana, che assume simbolicamente nel film l’ancipite valenza di un altrove spaziale e mitico: è lì, tra le vallate dell’Himalaya, nel posto più improbabile ed essenziale della terra (per la mancanza di comfort, certo, ma anche perché basta a sé stesso) che il maestro “dovrà apprendere” la lezione della vita, imparando come si possa davvero trovare l’alba dentro l’imbrunire.
E scegliere comunque l’anonima ribalta di un sole ingannatore.

NOTE

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2022 PER MIGLIOR FILM STRANIERO.

- PRIMA CANDIDATURA AGLI OSCAR PER IL BHUTAN.

CRITICA

"'Lunana - Il villaggio alla fine del mondo' dell'esordiente Pawo Choyning Dorji è una bella sorpresa. Il giovane insegnante Ugyen ha perso interesse per il suo lavoro, vorrebbe smettere per fare il cantante. Viene trasferito a Lunana, quasi a cinquemila metri d'altezza, dove abitano poco più di cinquanta persone e spesso manca l'elettricità. Ma proprio qui scopre che i maestri possono "toccare il futuro'; e a rivelarglielo è un bambino. Lunana - Il villaggio alla fine del mondo mette in scena con tenerezza il rapporto tra professori e alunni. Con meraviglia indaga il legame tra uomo e natura, dipinge con sincerità il mistero della crescita, del percorso che bisogna seguire per raggiungere l'età adulta. Ugyen al tempo stesso trasmette e riceve, è l'esempio di una società in movimento che, per ritrovare sé stessa, riparte dall'innocenza dei più piccoli." (Gian Luca Pisacane, 'Famiglia Cristiana', 31 marzo 2022)

"L' emigrazione è un tasto dolente in Bhutan, soggetto all' emorragia di giovani attratti dall' Occidente come il protagonista di questo film, decisamente ricco di suggestioni a dispetto di volti celebri e osannati che rendono tenera la trama." (Stefano Giani, 'Il Giornale', 31 marzo 2022)
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