Luci nella notte

Feux rouges

FRANCIA - 2004
Luci nella notte
Antoine e sua moglie Hélène sono a bordo della loro automobile per raggiungere i figli e andare in vacanza nel sud della Francia. Lungo il tragitto, Antoine si ferma più volte per bere qualcosa e man mano che il viaggio prosegue diventa sempre più irritato dal caldo, dall'alcool e dai continui battibecchi con la moglie. Dopo un violento litigio, Hélène, esasperata, abbandona l'auto e si avvia a piedi, da sola e al buio. Antoine la va a cercare ma si imbatte in uno strano personaggio. Nel frattempo la polizia sta cercando un detenuto evaso dalla prigione...
  • Altri titoli:
    Red Lights
    Semafori rossi
    Schlusslichter
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1,85)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Georges Simenon
  • Produzione: PATRICK GODEAU PER ALICÉLÉO, FRANCE 3 CINEMA, GIMAGES, CNC, GIMAGES 6, COFIMAGE 15, BANQUE POPULAIRE IMAGES 4, CANAL+, CINE' CINEMAS
  • Distribuzione: BIM (2005)
  • Data uscita 6 Maggio 2005

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO AL 54MO FESTIVAL DI BERLINO (2004)

CRITICA

"Dopo 'La noia' di Moravia, 'Luci nella notte' di Simenon. Cédric Kahn ha un debole per i grandi scrittori, ma non fa certo merletti letterari. E' la forza dei personaggi a trascinarlo, il loro lato oscuro, le loro ossessioni. Ieri nei bellissimi 'La noia' e 'Roberto Succo', oggi in questo film più controllato e cerebrale, quasi di genere. (...) Non tutto è perfetto, nel passaggio dall'America di ieri (il romanzo) alla Francia di oggi qualcosa si perde, e l'accoppiata Darroussin/Bouquet è forse troppo bizzarra per convincere davvero. Ma il film decolla quando scivola nell'incubo. E Darroussin, solitamente comico, dà una prova monumentale." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 maggio 2005)

"E' il felice adattamento di un noir on the road scritto e ambientato in America nel 1953 da Georges Simenon. I tasselli dell'intreccio si combinano con suggestioni e atmosfere di un racconto d'autore. Nulla ci prepara a ciò che d'inquietante e doloroso accadrà. (...) E' con vera maestria che il film gestisce l'irruzione dell'incubo, i segreti di ciascuno dei due, l'irreversibilità del trauma. Accanto all'algida Carole Bouquet l'ottimo Jean-Pierre Darroussin dei film di Guédiguian". (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 6 maggio 2005)

"Rivive, coniugato nei sentimenti traditi dei bravissimi Carole Bouquet e Jean Pierre Darroussin, l'incubo del traffico godardiano di Week End completo di serial killer. Guido o son desto? Tra alcol, scenate di un matrimonio al volante, fughe nella notte, cadaveri veri e presunti, piccini in attesa, la coppia borghese inchiodata on the road del consumismo morale offre il suo peggio. Fortuna che Cédric Khan lascia il sospetto che sia materia sognata, quindi dell'inconscio. La tenuta psicologica è forte, come sempre quando alla base c'è il grande Simenon, autore del romanzo ampiamente tradito nell'epoca e nella geografia. Delitto con castigo in forma di rimorso, ultimo anello di una crisi coniugale borghese recitata al millesimo, vera, perfetta." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 maggio 2005)

"Il cinema continua ad attingere a Simenon e in particolare ai suoi romanzi senza Maigret. Stavolta è il francese Cédric Kahn che prova a reinventare visivamente personaggi, ambienti e plot del grande scrittore.
'Luci nella notte' è uno dei rari romanzi di Simenon ambientati in America, un noir on the road che ruota intorno all'incubo vissuto da una coppia durante un viaggio notturno estivo in macchina. (...) Kahn, che ha scritto la sceneggiatura con Laurence Ferreira-Barbosa, si muove tra il noir, il giallo psicologico e il thriller. Jean-Pierre Daroussin, icona proletaria del cinema di Guédiguian, e Carole Bouquet traducono con efficacia il disagio relazionale di Antoine e Hélène, le loro inquietudini e incomprensioni. Allo stile concreto e tangibile di Simenon però il regista ha preferito un impianto narrativo più iperbolico e un'atmosfera più irreale. E paradossalmente la trasformazione dell'ambientazione americana in francese finisce per rendere meno simenoniano il noir." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 28 maggio 2005)
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