Loving Vincent

GRAN BRETAGNA, POLONIA - 2016
Loving Vincent
L'incredibile storia della vita di Vincent Van Gogh attraverso i suoi quadri. Un potente e suggestivo racconto, incentrato sul mistero della scomparsa di uno dei più importanti pittori di sempre.
  • Altri titoli:
    Van Gogh - Loving Vincent
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: HUGH WELCHMAN, IVAN MACTAGGART, SEAN BOBBITT PER BREAKTHRU FILMS, TRADEMARK FILMS
  • Distribuzione: NEXO DIGITAL IN COLLABORAZIONE CON ADLER ENTERTAINMENT (2017)
  • Data uscita 16 Ottobre 2017

TRAILER

NOTE

- PRIMO FILM D'ANIMAZIONE DIPINTO SU TELA, PER CUI SONO STATE REALIZZATE 65 MILA TAVOLE, DIPINTE DA 125 ARTISTI DIVERSI E REALIZZATO CON LA TECNICA STOP-MOTION UNITA A QUELLA DEL ROTOSCOPE (SCENE RICALCATE DA UNA PELLICOLA FILMATA IN PRECEDENZA CON LA PERFORMANCE DI ATTORI IN CARNE ED OSSA).

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2018 COME MIGLIOR FILM ANIMATO.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2018 COME MIGLIOR FILM ANIMATO.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2018 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

"Dorotea Kobiela e Hugh Welchman non sono nomi noti nel mondo del cinema, eppure hanno firmato una delle opere più originali degli ultimi anni (...). Una singolare biografia di Van Gogh. Non che sia una storia inedita per il cinema (...), ma la scelta stilistica di questo nuovo film è decisamente esplosiva perché la storia è raccontata visivamente come se le immagini stesse fossero quadri (animati) del pittore. (...) Costruito come un giallo, il racconto, pur con qualche forzatura, ripercorre tutti i momenti cruciali della tormentata esistenza di Vincent, compresi vecchi ricordi in bianco e nero. Un'operazione affascinante, con attori veri «rattati» per divenire dipinti, con 125 artisti che hanno operato decine di migliaia di fotogrammi con incisive pennellate. E vale la pena di aspettare i titoli di coda che mettono a confronto quadri e persone con fotogrammi e attori. (...) imperdibile per gli appassionati e anche solo per i curiosi." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 12 ottobre 2017)

"'Loving Vincent', che prende il titolo dalle parole con cui concludeva le sue missive, nasce proprio dallo studio della corrispondenza di Van Gogh da parte della Kobiela che complice l'esperienza del marito ha saputo coniugare la passione per l'arte e la predilezione per l'animazione in un film senza eguali: i quadri non solo parlano, ma ritrovano qui il loro primo colore, la vita, i cieli, il grano, i girasoli, i tratti, ritratti e autoritratti del pittore olandese sono il suo quotidiano, i suoi incontri, gli sguardi fuori dalla finestra. Ma, ed è forse il contributo principale, 'Loving Vincent' evidenza il tormento, la disperazione, la follia e l'amore di Van Gogh non solo, e non tanto, nell'autopsia esistenziale di Armand, bensì proprio nella messa in cinema, ovvero in movimento, delle sue opere: soli avvitati che preconizzano quel letale foto di proiettile, cieli che sono vuoti a perdere, auto ritratti strappati alla lapide, l'arte-vita è già terminale, sintomo scoperto della sua impotenza e finitezza. Prima di andarsene Vincent vendette un solo quadro, re-immaginarne quelle 94 e più tele come fossero un film lo ricompensa 'ex post' almeno quanto gli 82 milioni di dollari e mezzo staccati per il suo Dottor Gachet, ma l'omaggio di Kobiela&Welchman pur poetico e fascinoso non è indenne da difetti: originariamente inteso quale cortometraggio di sette minuti dipinto dalla sola regista, il gonfiaggio al lungo non è in toto crescita felice, ma qui e là permeabile alla noia, ché si carbura lentamente e la 'detection' di Armand è sovente farraginosa. Nulla di compromesso, al contrario, 'Loving Vincent' conferma il senso dei polacchi per l'animazione (...)." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 21 settembre 2017)
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