Lorello e Brunello

ITALIA - 2017
4/5
Lorello e Brunello
Lorello e Brunello Biondi, gemelli, vivono da soli nel podere dove sono nati ai Pianetti di Sovana, in Maremma, una campagna dura e ventosa. Il lavoro, senza mai un giorno di pausa, è una condizione naturale che non si mette in discussione. Eppure sono in perdita, così non ce la fanno: hanno 400 pecore e 100 ettari di terra, ma il latte vale sempre meno e il grano peggio. Vedono prosperare intorno a loro l'economia dei grandi viticoltori oggi proprietari del latifondo, sconfitto un secolo fa dai loro nonni. Altri Biondi sono i protagonisti con Lorello e Brunello di questa storia contemporanea: Ultimina, che li ha visti nascere e accompagna i loro mille lavori, Giuliano che non riesce a governare i maiali, sua mamma Wilma che vorrebbe ribellarsi a quella miseria. E ogni sabato Mirella, la fidanzata rumena di Brunello che lavora in un paese vicino, cucina e pulisce, ma non può fermarsi a dormire. In quattro parti, dall'estate alla primavera, il film segue per un anno la vita dei gemelli Biondi e dei vicini di podere, un giorno dopo l'altro, a mungere e vegliare, con la minaccia dei lupi che stanno ripopolando le macchie, le albe, la polvere, i recinti, il fieno, le morti e le nascite, gli animali.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: GREGORIO PAONESSA E MARTA DONZELLI PER VIVO FILM, JACOPO QUADRI PER UBULIBRI, CON RAI CINEMA

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Maremma, campagna dura e pura, 400 ettari di terra da dissodare e coltivare, 100 pecore da tosare, mungere e proteggere dai lupi. E due gemelli, Brunello e Lorello Biondi, indomiti e meccanici, anzi, agricoli: ogni santo giorno a spaccarsi la schiena tra viti, colture e bestie.

Coazione a ripetere e a vivere come dalla notte dei tempi, nonostante la meccanizzazione, nonostante potrebbero vendere ai grandi viticoltori latifondisti (Antinori) e passare il resto di questa e altre vite ai caraibi. Invece no, non ci sono feste che tengano, vacanze che possano, non mollano di un centimetro, non arretrano di un millimetro: lottano, anzi, resistono, anche a se stessi.

Non sono soli, i gemelli, accanto a loro Ultimina, ottuagenaria cantrice, tipo coro greco fatto singolo, della loro storia e di altre storie uguali; Giuliano, che alleva maiali nonostante un cuore recalcitrante; la mamma di Giuliano, Wilma, che non ne può più; Mirella, la compagna romena di Brunello, almeno il sabato. Li seguiamo nelle quattro stagioni, dall’estate alla primavera, lì nel podere di Pianetti di Sovana, dove il tempo s’è fermato, ma chissà ancora per quanto.

In Concorso al 35° Torino Film Festival, è Lorello e Brunello, diretto dal montatore Jacopo Quadri. E’ quel che si dice una chicca, un gioiellino empatico e accorato, che mantiene la giusta distanza dai suoi protagonisti, salvaguardandone il mistero e, dunque, la dignità: i gemelli, e gli altri, il documentario non li esaurisce, non li “spiega”, si limita, ed è prezioso, a guardarli, raccontarli, lasciando a noi, se crediamo, il capirli.

E’ anche una bella e buona storia di resistenza, che saggiamente Quadri non enfatizza, preferendo puntare sulle recinzioni, anzi, il recintare vario e iterato dei gemelli tra pali, filo elettrico e “se ci vede Trump ci fa costruire il muro”. Il nemico, si capisce, è là fuori. E no, non è il lupo. Da vedere, riflettere e custodire.

NOTE

- MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA E PREMIO CIPPUTI AL 35. TORINO FILM FESTIVAL (2017).

- MENZIONE SPECIALE ALL'EDIZIONE 2018 DEI NASTRI D'ARGENTO DOCUMENTARI.
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