Lo scambio

ITALIA - 2015
1,5/5
Lo scambio
Anni Novanta. Una Palermo a luce fredda. Un solo giorno. Personaggi senza nome scivolano verso il compimento del loro destino. Una storia di cause ed effetti, in cui i crimini perpetrati si ripercuoteranno non solo su chi li subisce, ma anche su chi li compie. E da cui nessuno, in un modo o in un altro, rimarrà immune.
  • Altri titoli:
    Nameless Authority - Lo scambio
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: ELEONORA CORDARO IN COLLABORAZIONE CON GIANLUCA FERNANDEZ PER ABRA & CADABRA, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, ELENKA BARAERA, SHOOT AND POST, DUGONG
  • Distribuzione: ABRA & CADABRA (2016)
  • Data uscita 23 Giugno 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Palermo, 1995, si sta come i lampadari sui soffitti. Una bella donna (Barbara Tabita) se ne sta a casa depressa e angosciata per il tradimento del fratello e il rapimento di un bambino (il riferimento è al piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito e due anni dopo ammazzato dalla mafia nel 1996). Suo marito (Filippo Luna) fa il commissario, cerca di tranquillizzarla e, ogni mattina, si fa venire a prendere da un autista (Paolo Briguglia), che occasionalmente fa anche la spesa per la donna: il commissario vuole trippa per cena, e trippa sarà. Ma c’è anche il lavoro: due ragazzi sono caduti in un agguato mafioso, uno è morto sul colpo, l’altro lotta all’ospedale. C’è un terzo ragazzo coinvolto (Maziar Firouzi), e gli uomini del commissario lo prelevano per interrogarlo: l’interrogatorio diviene sempre più violento…

Primo lungometraggio di finzione del palermitano Salvo Cuccia, Lo scambio è in Concorso al 33° Torino Film festival: alla sceneggiatura ha collaborato il magistrato Alfonso Sabella, già nel pool antimafia di Gian Carlo Caselli, e – dice Cuccia nelle note di regia – “durante le fasi dell’interrogatorio il protagonista parla di fatti e crimini legati a giochi ed equilibri di potere interni a Cosa Nostra in quei giorni sanguinosi dell’ellissi dei corleonesi”.

Ma sono solo indizi, richiami e rimandi in un film che guarda al thriller e al dramma degli equivoci, come da titolo: la realtà, soprattutto in quella Palermo, non è mai come appare, i ruoli sono maschere, la verità finzione. Cuccia muove la camera in maniera insolita, inquadrando le sommità dei palazzi e il cielo negli esterni, i lampadari e il soffitto negli interni: il senso sfugge, come pure quello della ricostruzione teatral-immaginifica dei pensieri della donna, ma è il minore dei problemi, perché “lo scambio” del titolo, che non sveliamo, è alieno alla nostra comprensione, di certo mal catalizzato e poeticamente, drammaturgicamente e ideologicamente supportato.

In bilico tra factual, fiction tv e commistioni aliene, Lo scambio nemmeno beneficia di particolari meriti nella recitazione: è un gigantesco punto interrogativo, senza che peraltro venga voglia di trovare una risposta. Inopinatamente in Concorso.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI: REGIONE SICILIANA-ASSESSORATO TURISMO SPORT SPETTACOLO-UFFICIO SPECIALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO, SICILIA FILM COMMISSION , NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA SENSI CONTEMPORANEI.

- IN CONCORSO AL 33. TORINO FILM FESTIVAL (2015).

- LA REVISIONE MINISTERIALE DI OTTOBRE 2015 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI CHE AVEVA PRECEDENTEMENTE STABILITO A LUGLIO DELLO STESSO ANNO.

CRITICA

"Fondato su riferimenti di cronaca mafiosa dopo gli omicidi Falcone e Borsellino però resi del tutto irriconoscibili, il film di Salvo Cuccia (...) assume a scenario del suo apologo una giornata palermitana di meta anni 90. I personaggi, tutti ambigui, sono archetipi più che personaggi (...). L'intenzione di creare un'atmosfera, opprimente e grigia, coglie nel segno. Tuttavia il progetto di rappresentare l'essenza di un universo dominato dalla mentalità e pratica mafiose, mettendo in scena simboli astratti, si risolve in confusione anche abbastanza velleitaria. Malgrado interpreti eccellenti." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 7 luglio 2016)
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