Little Miss Sunshine

USA - 2006
Little Miss Sunshine
La tragicomica avventura della famiglia Hoover, una combriccola di bizzarri personaggi saliti a bordo del loro pulmino Volkswagen per accompagnare la piccola Olive, di soli 7 anni, al concorso di bellezza 'Little Miss Sunshine'. Della spedizione fanno parte: papà Richard, gran motivatore; mamma Sheryl e suo fratello Frank, reduce da un tentativo di suicidio; l'adolescente Dwayne, deciso a restare in silenzio finché non riuscirà a diventare un pilota militare; e per finire il nonno, espulso dalla casa di riposo perché scoperto a fare uso di sostanze stupefacenti...
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: BIG BEACH FILMS, BONA FIDE PRODUCTIONS, THIRD GEAR PRODUCTIONS LLC, DEEP RIVER PRODUCTIONS
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX - DVD: 20TH CENTURY FOX ENTERTAINMENT (2009)
  • Data uscita 22 Settembre 2006

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

La tragicomica avventura della famiglia Hoover, una combriccola di bizzarri personaggi che a bordo del loro pulmino Volkswagen accompagnano la piccola Olive, sette anni, al concorso di bellezza che dà il titolo al film scritto e diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris. Dell’allegra – ma non troppo – brigata fanno parte papà Richard, votato al successo e condannato alla sconfitta; mamma Sheryl, incline al “buonismo” educativo, e il fratello Frank, esegeta proustiano e, tra le altre cose, fresco di tentativo di suicidio; l’adolescente Dwayne, cultore di Nietszche e muto per scelta; il nonno, espulso dalla casa di riposo per abuso di sostanze stupefacenti e non solo… Costato otto milioni di dollari, uscito negli Stati Uniti in sole sette sale, Little Miss Sunshine ne ha poi conquistate millecinquecento, totalizzando oltre quarantadue milioni al botteghino stelle & strisce. Grazie al passaparola, su scala globale: ottima resa in Gran Bretagna e guadagni stratosferici in Francia. Ora tocca a noi: sapremo – vorremo? – apprezzare un road-movie non politically-correct, che elogia la famiglia, seppur estremamente sui generis, e soprattutto i loser, ovvero i perdenti. Ottimi interpreti, su tutti Greg Kinnear nei panni di Richard, soundtrack strepitosa e sceneggiatura senza sbavature, e poi che costumi: la piccola Olive in shorts, stivaloni rossi e ventre prominente è da antologia. Da tempo, non si rideva così – bene – al cinema: un apologo sui perdenti assolutamente imperdibile.

NOTE

- PRESENTATO AL 'SUNDANCE' E IN 'PIAZZA GRANDE' A LOCARNO 2006.

- OSCAR 2007: MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (ALAN ARKIN) E SCENEGGIATURA ORIGINALE.
ALTRE NOMINATIONS: MIGLIOR FILM, ATTRICE NON PROTAGONISTA (ABIGAIL BRESLIN).

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2007 COME MIGLIOR FILM EXTRAEUROPEO.

CRITICA

"Come nei film di Alexander Payne ("A proposito di Schmidt", "Sideways"), cui fa pensare, il viaggio avrà un valore terapeutico. Se all'inizio i personaggi sono chiusi nelle rispettive nevrosi, l'esperienza li induce a trasgredire le proprie regole e ad aiutarsi. L'evoluzione della sceneggiatura segue le peripezie degli Hoover, fino a una presa di coscienza non imprevedibile ma in sintonia col partito-preso umanista del film; che, nell'epilogo, cede però troppo alle tentazioni moralistiche e caricaturali. A discarico, bisogna dire che il concorso (riprese autentiche), in cui sfilano bambine con trucco e atteggiamenti provocanti da adulte, è qualcosa di autenticamente grottesco. Peggio. Di agghiacciante." (Roberto Nepoti, "la Repubblica", 22 settembre 2006)

"Rivelazione al Sundance e a Locarno, una commedia cinica e intelligente, divertente e amara che mette una bomba sotto una stravagante famiglia ma poi tenta di ricucire. Chissà. (...) Commedia sfrontata e farsesca dove tutti perdono pezzi, ma non perde colpi la serrata regìa coniugale di Dayton e Faris con un magnifico cast di caratteri, da Greg Kinnear, che passa il ruolo di gay a Steve Carrell, Toni Collette, Alan Arkin, la bimba prodigio e incubo Abigail Breslin. Film sorpresa, da non perdere." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 settembre 2006)
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