Leningrad Cowboys Go America

FINLANDIA, SVEZIA - 1989
Leningrad Cowboys Go America
Turbati dal fatto che il loro bassista è rimasto congelato suonando all'aperto durante la notte e dal giudizio di un impresario che li ritiene la peggiore banda musicale della tundra, i Leningrad Cowboys decidono di andare a tentare la fortuna in America. Sfoggiando acconciature bizzarre e con scarpe a punta a forma di gondola, costoro, insieme al loro manager Vladimir e alla bara contenente il corpo congelato del bassista, sbarcano negli Stati Uniti. Rifiutati da un agente di New York ed ingaggiati per una festa nuziale in Messico, dopo aver comprato una fatiscente e smisurata automobile, affrontano l'avventuroso viaggio esibendosi in squallidi locali e cambiando musica ad ogni tappa: country, jazz, rhythm and blues, rock. I componenti della banda tentano un grottesco ammutinamento contro Vladimir e accolgono un loro compatriota nel gruppo come cantante. Dopo tanti digiuni e peripezie giungono in Messico. Qui finalmente il bassista riesce a scongelarsi e loro ottengono il successo sperato ritrovandosi in cima alla classifica nella Top Ten americana.
  • Durata: 78'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICA
  • Produzione: VILLEALFA FILMPRODUCTION OY, SWENSKA FILMINSTITUTET, FINNKINO OY, MEGAMANIA, FINNISH FILM FOUNDATION, ESSELTE VIDEO
  • Distribuzione: LUCKY RED - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (EFFETTO CINEMA)

CRITICA

"I Leningrad Cowboys imparano in fretta ed a ogni tappa cambiano musica: country, jazz, rock, rythm and blues. E tutto in meno di ottanta minuti, perché Kaurismäki gira in fretta, imbastendo la storia sugli spunti e gli incontri on the road." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero')

"Kaurismäki gioca molto per eccesso e vuole tutto e subito, facendo così fatica a registrare l''ombra' del film." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera')

"Girato seguendo i capricci casuali del viaggio, il rock-road movie sgangherato, comico e pazzo, trasforma l'incontro con gli Stati Uniti in una farsa divertente e triste." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa')

"Film strano, folle ma anche piacevole. Piuttosto velleitario e poco incisivo risulta invece il tentativo di Kaurismäki di comunicare l'amarezza e lo smarrimento esistenziale che si nascondono dietro la stravaganza della sgangherata band." (Alberto Castellano, 'Il Mattino')

"Sorretto da un umorismo pungente 'Leningrad Cowboys Go America', propone, se si vuole, una parabola sulla perdita della identità." (Francesco Bolzoni, 'L'Avvenire')
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