Lea

ITALIA - 2015
Lea
Ripercorre la vita della Testimone di Giustizia Lea Garofalo, che osò sfidare la 'ndrangheta per dare alla figlia Denise una vita onesta. Un racconto di formazione nel quale, come nella vita di Lea e Denise, i tanti episodi di dolore e violenza si sovrappongono a momenti di allegria, speranze e sogni.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, FILM TV
  • Specifiche tecniche: HD
  • Produzione: BIBI FILM TV, RAI FICTION

NOTE

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI: REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO, APULIA FILM COMMISSION.

CRITICA

"La storia è di quelle che lasciano il segno e raccontano la drammatica e vera vicenda di Lea Garofalo, uccisa dalla 'ndrangheta per essersi ribellata alle sue rigide regole. (...) Un film non cambia le cose da un giorno all'altro ma può contribuire a mutare la percezione della realtà. (...) Nel film di Giordana emerge forte il rapporto con lo Stato: fonte di protezione e strumento per interrompere la catena omertosa della 'ndrangheta. (...) Nella parte di Lea Garofalo una credibile Vanessa Scalera (...)." (Carlo Antini, 'Il Tempo', 12 novembre 2015)

"Un lavoro scabro, 'Lea'. Maniacalmente attento nell'evitare l'agiografia. (...) Vanessa Scalera, di origini pugliesi e temperamento focoso, interpreta la protagonista. Nel cast convincono Linda Caridi, nel ruolo della figlia di Lea Garofalo, Mauro Conte, Alessio Praticò e davvero straordinaria è la partecipazione di Giulia Lazzarini, grande attrice teatrale troppo spesso dimenticata dal cinema." (Mi.U., 'Il Messaggero', 12 novembre 2015)

"Una vera tragedia greca su cui Marco Tullio Giordana ha impostato i novanta minuti di 'Lea' (...). Una storia in cui non è stato modificato niente, unica libertà in fase di sceneggiatura quella di condensare in un solo processo i tre che realmente vennero celebrati (...)." (Stefano Crippa, 'Il Manifesto', 12 novembre 2015)

"(...) è bene avvisare il lettore: in tutta onestà, 'Lea' non è un capolavoro indimenticabile. Intendiamoci, è un buon prodotto, probabilmente superiore alla qualità media delle biografie Rai, e compie persino il miracolo di non scadere rovinosamente nel mélo. Che non è poco, soprattutto di questi tempi. Tuttavia, la storia, ispirata alla reale vicenda di Lea Garofalo, tradisce qualcosa di frettoloso, finendo per comunicare quell'effetto 'bigino' proprio delle biografie troppo corpose. (...) l'abbrivio è spedito, nonché un tantino distaccato. (...) Stile a parte, la storia comunque è bella e valeva la pena di essere raccontata. (...) Giordana è molto dettagliato: coglie ogni possibilità lecita per mostrare l'inefficienza del sistema." (Francesca D'Angelo, 'Libero', 12 novembre 2015)

"Sotto il segno di Elio Petri e Luca Damiani, ma con una sensibilità nuova. E, se possibile, con mano ancor più efficace rispetto a quanto già fatto con 'La meglio gioventù' e 'I cento passi'. L'ultima fiction civile firmata da Marco Tullio Giordana porta il nome di una donna: Lea. (...) un'eroina dei nostri tempi. Non una vittima, come spiega il regista, ma semplicemente un «caduto in battaglia». La guerra è quella contro l'omertà, contro il disagio del Meridione, contro il potere patriarcale delle cosche calabresi. (...) Alla base della fiction (...) c'è dunque una storia drammaticamente vera. (...) una storia dalle tinte fosche ma scevra da retorica e da ogni tipo di orpello sentimentale." (Pier Francesco Borgia, 'Il Giornale', 12 novembre 2015)
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