LE PORTE GIREVOLI

LES PORTES TOURNANTES

CANADA - 1988
LE PORTE GIREVOLI
A Montréal, in Canada, il taciturno Madrigale Blaundelle, separato dalla moglie, vive con il figlio Antoine. Abbandonato anch'egli dalla madre, un giorno vede arrivare da New York una valigia nella quale l'anziana donna ha racchiuso degli oggetti: fotografie ed un diario-lettera in cui racconta la sua vita avventurosa. Il piccolo Antoine, letto il diario della nonna, ne resta affascinato e tenta di convincere il padre a recvarsi negli Stati Uniti per conoscerla. Ma ottenuto da Madrigale un netto rifiuto parte da solo per "la grande mela" dove rintraccia la nonna che, nonostante l'età si esibisce come pianista in un complesso jazz.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Tratto da: DAL ROMANZO "LES PORTES TOURNANTES" DI JACQUES SAVOIE
  • Produzione: MALO FILM PRODUCTION UGC
  • Distribuzione: LIFE INTERNATIONAL (1989) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

CRITICA

"L'autore sa tenere il film in delicato e non macchinoso equilibrio temporale e ci fa sentire le curiosità di un ragazzo che sente i profumi del passato e vuole capire il suo presente. 'Le porte girevoli' non è da confondere con uno sceneggiato da video: le sue armi sono più sottili, le motivazioni più profonde e la Storia si confonde nella storia. Ma si parla di amore e Mankievicz lascia le sue brave tracce romanzesche in un film che è spiritoso quando descrive usi, costumi e 'gaffes' d'epoca, adorabilmente tenero quando entra nella sala-chiesa del cinema e commovente se fa i riassunti del tempo perduto. E', in poche parole, un film sereno, nei contenuti e nella fluida tecnica di racconto, capace di sollecitare la nostra curiosità a cavallo di tempi, gusti e morali diverse. Sono attori dallo sguardo sottile quelli che ci aprono la porta verso un'altra realtà molto cinematografica, al bivio tra storia e favola." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 13 Aprile 1989)

"Senza arrivare mai a polemiche esplicite, tenendosi anzi a note effuse, sommesse, in cifre in cui sia la ricostruzione d'epoca sia gli scontri fra i singoli caratteri, sono espressi sempre con un garbo quasi sottile, avaro di sottolineature e di accenti. Come, con decisa evidenza, in quel finale con l'incontro a New York, della nonna incanutita (nel night dove suona ancora il piano) con il nipotino che non l'ha mai vista. Potevano esplodere le emozioni, facendo ampio ricorso alle lacrime. Solo una carezza, invece, poi l'immagine che si immobilizza: per chiudere così. Un pudore e una grazia che sono la chiave stilistica del film. La si ritrova, nitidissima, anche nella recitazione della protagonista, Monique Spaziani, un viso ignoto al nostro pubblico: ha la fragranza del Liberty, con lo stesso gusto floreale." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 6 Marzo 1989)

"Film della memoria, degli intrecciati rovelli interiori legati ad un'esistenzialità tribolata, tormentosa, 'Le porte girevoli' mantiene giusto quel che promette. La buona resa interpretativa, l'elegante proprietà formale ne fanno innegabilmente un'opera di pregevole, garbata consistenza. Niente di più, ma neanche di meno, per intenderci." ('L'Unità', 5 Marzo 1989)
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