Lara Croft: Tomb Raider

USA, GRAN BRETAGNA - 2001
TRAMA CORTA
Lara Croft è nata negli agi ed è stata educata nelle più prestigiose scuole. Viaggia nei più pericolosi e misteriosi luoghi del mondo alla ricerca di rarità, tombe nascoste e imperi dimenticati da secoli. Parla alla perfezione molte lingue, è addestrata al combattimento e deve solo assecondare il suo desiderio di avventura. Ma ora l'aspetta una sfida d'eccezione: trovare le due metà di un antico manufatto perduto nello spazio e nel tempo, possederlo significa aver poteri illimitati ma prima di arrivare a questo deve sconfiggere una potente e pericolosa società segreta. Il destino dell'umanità è nelle sue mani.

TRAMA LUNGA
Bella e ricca, Lara Croft ha studiato nei più importanti college ed è esperta di ogni tipo di armi, ma la sua conoscenza più vasta è nel campo dell'archeologia, tramandatale dall'amato padre, Lord Henshhingly Croft, morto nel tentativo di far fallire i piani della setta degli Illuminati. Nel momento in cui tutti i pianeti si allineeranno col sole, cosa che accade ogni cinquemila anni, la setta, capitanata dal malvagio Manfred Powell, potrà riavere il triangolo di metallo magico che dà il potere totale. Molti anni prima, grazie a quell'oggetto, la Gente della Luce aveva creato la civiltà. Un esercito tentò di impossessarsene, ma fu sconfitto in un sol colpo dall'Alto Sacerdote che lo custodiva, e capì così che il triangolo era troppo potente per appartenere ad alcuno. Ordinò a dei fabbri di spezzarlo e di nascondere le due parti nei più remoti angoli della Terra. I fabbri eseguirono l'ordine, ma crearono anche l'Occhio Onniveggente, che poteva permettere alle generazioni future di scoprire i nascondigli. E' proprio quest'occhio l'eredità di Lord Croft alla figlia. La ragazza si reca all'antica tomba della Luce Danzante in Cambogia e al Tempio delle Diecimila Ombre in Siberia e recupera le due parti del triangolo per distruggerle, secondo le istruzioni del padre in una sua lettera postuma. Manfred, per impedirglielo, le dice che con il triangolo può andare indietro nel tempo e riportare in vita il padre. Presa da nostalgia, Lara segue il consiglio, ma nell'incontro tra i due il saggio Lord Croft la bacia sulla fronte e le fa capire che è giusto non cambiare il corso delle cose. L'archeologa torna al presente, sconfigge Powell e distrugge il potente amuleto.

CAST

CRITICA

"Ogni Natale ha la sua croce, al cinema. La croce del 2001 è 'Lara Croft-Tomb Raider'. E per ragioni così ovvie che ci si vergogna a dirle. Che senso ha trarre un film da un videogame? Perché starsene seduti a guardare la brutta copia di un'eroina che vive nella nostra fantasia e sotto i nostri polpastrelli? Il regista Simon West le prova tutte. Più azione, più trovate, più efferatezza. Ma manca una chiave narrativa (tranne far fare a Jon Voight, suo vero padre, il padre di Lara Croft) che leghi il tutto e il film naufraga nel tedio, almeno per gli adulti. L'emozione più forte, a pensarci bene, devono averla provata gli indù, giustamente furiosi perché nel film la statua di una loro divinità diventa una creatura omicida e viene pure uccisa". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 dicembre 2001)

"L'estetica del suo cinema il regista Simon West l'ha imparata sui sussidiari del perfetto videoclip: da una bella composizione all'altra, col cuore freddo. Il film vale naturalmente il biglietto per i fan dell'originale Lara Croft e anche per quelli di Angelina Jolie, di cui non si può disconoscere la forza erotica e umanamente trasgressiva. Prendiamola allegramente come simbolo guerresco di una stagione trionfante per le donne sul grande schermo: da Nicole Kidman ai tormenti di 'Bridget Jones', in attesa di 'Il favoloso mondo di Amelie' e della strepitosa Gwyneth Paltrow di 'Shallow Hal'. Nel ruolo dell'assistente arruffone c'è Noah Taylor, faccia da freak in decisa ascesa". (Piera Detassis, 'Panorama', 20 dicembre 2001)

"Sarebbe demente pretendere credibilità da un film come 'Tomb Raider', replicante di un modello cibernetico dove si farnetica di viaggi nel tempo e di oggetti magici come la lampada di Aladino. Però non basta cavarsela con una scena d'azione ogni quarto d'ora e pretendere di incatenare lo spettatore alla poltrona quando la regia non trasmette emozioni, il montaggio rapidissimo non ha né capo né coda, la supereroina è troppo 'super' per fare simpatia e gli effetti speciali, dopo 'Matrix',appaiono arretrati. Sprecati Noahn Taylor e Jon Voight, papà di Angelina nella vita, messo lì come una pura strizzata d'occhio". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 dicembre 2001)

"Tratto dal videogioco inglese che dal 1996 ha venduto nel mondo 21 milioni di pezzi, ribattezzato 'Indiana Clones' per la fedeltà con cui imita le imprese di Indiana Jones, il film è puerile ma dinamico, veloce, spericolato, divertente". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 21 dicembre 2001)

"Con un'immagine glamour si tenta di sfidare la pazienza dello spettatore, perché la storia convenzionale e prevedibile, al posto del percorso a premi, è il vero problema. L'archeologa nata da una costola di Indiana Jones affronta la sfida suprema: un antico oggetto è stato separato, la sua ricomposizione, ambita da nemici letali, è in grado di racchiudere un potere infinito. Lance, fiamme e piroette, dirette dal cineasta muscolare Simon West ('Con Air') non riescono a attenuare la noia, che negli Stati Uniti è stata però perdonata, comunque capace di tenere in sala ragazzi per 250 miliardi di lire". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 21 dicembre 2001)
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