La volpe e la bambina

Le renard et l'enfant

FRANCIA - 2007
La volpe e la bambina
E' una bella mattina d'autunno e una bambina percorre un sentiero in mezzo alla natura segreta e selvaggia. Durante il suo cammino, la bambina si imbatte in una volpe e ne rimane al contempo affascinata e impaurita. Vinto il timore iniziale, la bambina si avvicina alla volpe e da quel momento vivrà un'incredibile avventura.
  • Altri titoli:
    The Fox & the Child
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: FAMILY
  • Produzione: BONNE PIOCHE, FRANCE 3 CINÉMA
  • Distribuzione: LUCKY RED (2008), DVD: LUCKY RED
  • Data uscita 21 Marzo 2008

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RECENSIONE

di Valerio Sammarco
L'autunno fa capolino. E una bambina di dieci anni (Bertille Noël-Bruneau), un po' Heidi un po' Pippi Calzelunghe, passeggia nel bosco che circonda la sua casa. Poco più in là, intenta a cacciare qualche animaletto, una volpe si accorge della nuova presenza. La bimba si avvicina, gli sguardi si sfiorano, la volpe fugge via. Ma basterà far passare l'inverno, e tra di loro nascerà un'amicizia indimenticabile. Dopo il laborioso esordio cinematografico con La marcia dei pinguini (premiato con l'Oscar), Luc Jacquet si confronta nuovamente con il documentario per trasformarlo in favola: da uno spunto autobiografico della sua infanzia e dalle parole di una giovane mamma (nella versione italiana con la voce di Ambra Angiolini) prende vita questo incredibile racconto di formazione, dove meraviglia e stupore, semplicità e insidie della natura s'illuminano grazie allo sguardo delle due protagoniste, la volpe e la bambina. Senza retorica - rischio sempre dietro l'angolo in operazioni di questo tipo - e attento a non caricare di troppa enfasi i momenti più importanti dell'intera vicenda, Jacquet si affida alla purezza delle emozioni per sottolineare le tante scoperte che attendono "il viaggio" della ragazzina: solo insieme alla volpe salterà quel crepaccio che fino ad allora delimitava la sua libertà d'azione, mischiandosi con l'oscurità di una gigantesca grotta, e solo rischiando di perderla per sempre capirà la sottile differenza che separa un grande affetto dall'insana possessione. Insegnamento mirabile, per "bambini" d'ogni età.

Per la recensione completa leggi il numero di aprile della Rivista del Cinematografo

CRITICA

"Il racconto è ripetitivo è un po' languente, con punte drammaturgiche quali un porcospino che mangia una fetta di prosciutto. Però i paesaggi sono rasserenanti, la morale condivisibile, ammirevole la capacità di mettere in scena gli animali." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 21 marzo 2008)

"Visto attraverso gli occhi capaci di stupore della bambina, il film conduce in luoghi splendidi e remoti a rimirare a distanza ravvicinata il mondo degli animali quando agiscono inconsapevoli della nostra presenza: dall'alce all'istrice, dai lupi alla lince, dai lupi alla lince, dall'opossum all'orso bruno. Tutti ripresi, così come le volpi selvatiche, in quello straordinario habitat che è il parco Nazionale degli Abruzzi. I cui scorci montati insieme con quelli dell'Ain vanno a comporre un paesaggio che pur partendo alla realtà assume una suggestione fantastica e pressoché magica. Sono i valori sicuri di questa fiaba realizzata con molta abnegazione e niente effetti speciali, che rischia a volte di scivolare nel patinato, ma contiene l'idea vincente di una natura chiusa nel suo mistero e da accettare così com'è." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 21 marzo 2008)

"Si va dalla retorica della natura alla Disney anni '50 con fiori in sboccio, rane che saltellano, alla nevrosi di questa bambina molesta e tosta come una mini Isabelle Huppert: se qualche volpe la vede in giro nei boschi chiami subito il Telefono Azzurro." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 21 marzo 2008)

"Nell'abituale stile documentaristico di Jacquet non ci sono dialoghi mentre la piacevole voce fuori campo di Ambra Angiolini (come quella di Fiorello per la 'Marcia dei Pinguini'), a confronto con le immagini, sembra un orpello." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 21 marzo 2008)
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