La vita sognata degli angeli

La vie rêvée des anges

FRANCIA - 1998
La vita sognata degli angeli
A Lille si incontrano casualmente Isa e Marie, due giovani ragazze con poche idee sul futuro. Isa cerca lavoretti che la aiutino a sbarcare il lunario, Marie lavora in una fabbrica ma è insoddisfatta. Hanno caratteri diversi ma decidono di unire le loro solitudini: Marie accoglie Isa nell'appartamento in cui vive, affidatole dai proprietari, una donna e sua figlia Sandrine di 15 anni, ricoverata in ospedale in coma dopo un incidente stradale. Una mattina Isa trova il diario di Sandrine e scopre un altro mondo, opposto al suo e a quello di Marie. Le parole scritte da Sandrine la toccano. Intanto Marie conosce Chriss, scapestrato e intraprendente figlio di famiglia ricca, il quale le fa una corte insistente. L'atteggiamento disinvolto e sprezzante che sfoggia, e la differente posizione sociale diventano per Marie una sfida da affrontare. Mentre Isa si reca in ospedale e, dopo la morte della madre, fa visite a Sandrine ancora in coma, Marie è soggiogata da Chriss, che la usa. Lei pensa di essere amata, si scaglia contro Isa che le dice il contrario e le due ragazze cominciano ad allontanarsi. Quando arriva l'avviso di sfratto, Isa lascia Marie, dicendole un'ultima volta che Chriss non la vuole più. Marie allora si uccide, gettandosi dalla finestra. Isa trova lavoro in una fabbrica.
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: LES PRODUCTIONS BAGHEERA
  • Distribuzione: BIM-COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA - MEDUSA - MONDADORI

NOTE

- LE MUSICHE SONO COMPOSTE DA AUTORI VARI.

- REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1999.

CRITICA

"Sorpredente dramma social-esistenziale del debuttante Erick Zonca, autore anche di soggetto e sceneggiatura, che con taglio secco e divieto assoluto di lacrime, racconta la cruda storia di due creature infelici in una città puntualmente esclusa dalle strade del cinema. Molto brave le due giovanissime protagoniste, premiate a Cannes, in cerca d'affetto e con la speranza in fondo al cuore". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 16 novembre 2001).
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