La valigia sul letto

ITALIA - 2010
1/5
La valigia sul letto
Achille Lo Chiummo fa il guardiano notturno abusivo nel cantiere della nuova Linea della Metropolitana, dove è costretto a vivere con la sua compagna Brigida per colpa di gravi problemi economici. La situazione precaria e instabile nella quale vivono porterà Achille a ricercare una via di fuga drastica e definitiva: cancellare una lettera dai vecchi documenti dell'anagrafe per risultare parente di un grande boss e approfittare così del Programma di protezione per i familiari dei pentiti. La geniale via di fuga architettata però non porterà i risultati sperati, catapultando i due in una serie di situazioni atipiche e paradossali.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: EDUARDO SR. E ALESSANDRO TARTAGLIA PER MITAR GROUP
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 12 Marzo 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone

Achille Lo Chiummo (Eduardo Tartaglia) è un miserabile costretto a campare insieme alla moglie (Veronica Mazza) sotto la galleria del cantiere della nuova metropolitana di Napoli, dove svolge anche l’incarico di guardiano notturno “in nero”. Oppresso dai più forti, maltrattato dalla fortuna e terrorizzato dall’idea di perdere la compagna, ad Achille non resta che il sogno impossibile di una vita più degna, altrove. L’occasione si presenta quando la polizia scopre una lontana parentela col camorrista pentito Antimo Lo Ciummo (Biagio Izzo) e decide d’inserire lui, la moglie e la sorella (Nunzia Schiano) nel Programma di protezione istituito per i familiari dei collaboratori di giustizia…
A raccontarla così la trama de La valigia sul letto – terzo film del commediografo napoletano Eduardo Tartaglia – sembra la versione partenopea di Che fine hanno fatto i Morgan?, ma l’unica affinità con la commediola di Marc Lawrence è un’irriducibile e deprimente pochezza. Vero è che Tartaglia prova stavolta ad uscire dal limbo della napoletanità e dalla gabbia teatrale in cui brancicavano i precedenti lavori (Il mare, non c’è paragone e Ci sta un Francese, un Inglese e un Napoletano), ma pochi movimenti di macchina, un pò di facile cinefilia (da Tomb Raider a Rocky, da La notte dei morti viventi a L’esorcista) e alcune scene girate in esterni non bastano per fare un film. Così come la pretestuosa apertura agli spunti di cronaca (la camorra, la disoccupazione, un’endemica attitudine alla furbizia) non ci autorizza a trasformare una farsa volgarotta e meccanica in commedia sociale. Alla Napoli contraddittoria e vitale di Nanny Loy (Mi manda Picone era dell’84!), Tartaglia contrappone ancora un’espressione geografica, un luogo dell’immaginario condannato per sempre alle sue macchie e macchiette. Un paradigma in cui l’utilizzo generoso di caratteristi fa fronte alla penuria di caratteri veri. Inutili camei di Alena Seredova (nel ruolo di un’imbarazzante assassina venuta dall’Est) ed Ernesto Mahieux (per sua stessa ammissione: “il mio personaggio poteva farlo chiunque”).Preoccupante il riciclo di gag e battute (basti questa per tutte: “Tanto va la gatta al lardo che le sale il colesterolo”), riscattato da un unico esilarante numero di cabaret. Che ha bisogno di riesumare Totò (‘A Livella) per ricordare al pubblico quanto immensa può essere la comicità napoletana.

NOTE

- REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBAC.

CRITICA

"Da quando se n'è andato Massimo Troisi, il cinema parla poco in napoletano, dialetto con valore di lingua (come ben sapeva Eduardo De Filippo, capace di farsi capire anche a Londra, con la sua 'tazzulella e café' formato esportazione). E adesso che arriva 'La valigia sul letto' (...), divertente commedia del teatrante Eduardo Tartaglia, viene anche il momento di rispolverare la classica comicità partenopea, condita da pasticcione guapperie camorristiche. Della camorra si può ridere, insomma, perché la banalità del male, stavolta, ha la faccia da schiaffi di Biagio Izzo, o 'l'Antimo fuggente', tipico malvivente dei bassi, completo di iguana al guinzaglio e pitone sotto il letto (è nota la predilezione degli affiliati di camorra per le bestie esotiche)." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 10 marzo 2010)

"Punta a un pubblico nazionale e non solo ristretto all'area campana 'La valigia sul letto', il nuovo film di Eduardo Tartaglia. Un mix di commedia, noir, sceneggiata e storia di camorra che dopo il successo a teatro è diventata una pellicola." (Fabrizio Corallo, 'Il Mattino', 10 marzo 2010)

"Proprio come il precedente 'C'era un francese, un inglese e un napoletano', l'ultimo film di Tartaglia è la trasposizione di una delle sue pièce, che a Napoli ne hanno decretato il successo di attore-autore tradizionale. (...) L'evoluzione dei loro rapporti scandisce l'intero corso del film, in cui la collaudata coppia Mazza-Tartaglia compagni d'arte e di vita esibisce tutto il suo bagaglio d'attore: dal patetico al comico dialettale, talvolta con toni e modi esagerati. Sulla loro intesa poggia tutta la commedia, che vede la presenza di due campioni della napoletanità: Maurizio Casagrande e Biagio lzzo, abituali compagni di viaggio del regista. Anche questa volta Tartaglia rivela caratteri peculiari del suo cinema, una forte derivazione teatrale e un'accurata direzione degli attori, tutti complementari alla coppia regina. (...) Il tono della commedia è spesso troppo farsesco, mentre il soggetto è poco cinematografico, per quanto le tematiche trattate siano di assoluto interesse. In particolare la crisi economica che travalica nella crisi di coppia, argomento estremamente attuale. Per quasi tutto il film la paura di una condizione troppo precaria inquina i rapporti tra i due protagonisti, che come una qualsiasi coppia in crisi prolungata, si convincono sull'ineluttabilità della loro condizione. (...) La morale è ovvia: solo l'amore e la fiducia nelle proprie capacità aiutano le coppie di oggi a risollevare un rapporto in crisi, specie quando a mancare è la stabilità. Alla fine, come da copione, vince il sentimento, con i due che si consegnano all'amore e accettano di vivere pienamente la loro condizione: l'uno accanto all'altra, infelici e istintivamente scontenti, travolti dal solito destino." (Giuseppe Mammetti, 'Secolo d'Italia', 10 marzo 2010)

"Terzo film scritto e interpretato da Tartaglia ma primo a trovare una distribuzione fuori del golfo di Napoli, 'La valigia sul letto' è una commedia partenopea intasata da giochi verbali fin troppo esili ("Nell'intimo puoi chiamarmi Antimo") e vestita con una corazza fotografica, del bravo Marco Pieroni, che ne accentua la fragilità di struttura. La valigia si presenta bene, ma dentro c'è poco. Si cita 'Totò cerco casa' (il protagonista si chiamava Lomacchio, quasi un anagramima di Lo Chiummo) ma Tartaglia non possiede l'energia anarchica del Principe de Curtis." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 13 marzo 2010)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy