La traversata di Parigi

La traversée de Paris

FRANCIA, ITALIA - 1956
La traversata di Parigi
Durante l'occupazione tedesca di Parigi, Martino si guadagna da vivere trasportando grosse valigie, piene di vettovaglie, da un capo all'altro della città. Una sera s'imbatte in Grandgil, un celebre pittore a lui però del tutto sconosciuto, ed in seguito ad un equivoco crede che mediti di rapirgli il cuore della sua donna, della quale è molto geloso. Per allontanarlo da lei, Martino propone al presunto corteggiatore di fargli da aiutante e Grandgil, spinto da curiosità e dal suo innato gusto dell'avventura, accetta. Così i due uomini trasportano attraverso la città due grosse valigie contenenti le carni di un maiale macellata di fresco. Durante una sosta a casa Martino ha modo d'accertarsi del recuperato affetto della sua donna. Quando la loro missione sta per finire, i due sono catturati da una pattuglia tedesca. Grandgil viene salvato in extremis da un ufficiale tedesco, ammiratore della sua arte, mentre Martino, malgrado i tentativi del compagno, viene portato via con altri ostaggi. Dopo molti anni Grandgil s'imbatterà alla stazione in un facchino, il cui volto non gli è nuovo...
  • Altri titoli:
    La travesía de París
    Zwei Mann, ein Schwein und die Nacht von Paris
    Four Bags Full
    Pigs Across Paris
    Traversata di Parigi
  • Durata: 80'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.37)
  • Tratto da: racconto di Marcel Aymé
  • Produzione: FRANCO LONDON FILM, CONTINENTAL PRODUZIONE
  • Distribuzione: UNIDIS

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA XVII MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (1956), DOVE BOURVIL HA RICEVUTO LA COPPA VOLPI COME MIGLIOR ATTORE.

CRITICA

"L'esile consistenza della trama offre deboli spunti per un approfondimento psicologico e drammatico; ma forse l'autore ha voluto soltanto comporre un intelligente 'divertissement', fine a se stesso. I due bravi protagonisti animano la vicenda, che si regge sul gioco delle loro reazioni e sul dialogo. La sequenza finale, dedicata alla cattura e alla deportazione, è un saggio di scaltrita tecnica cinematografica." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 41, 1957)
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