La tigre e il dragone

Wo hu cang long

HONG KONG - 2000
La tigre e il dragone
Tratto da un classico romanzo cinese il film è ambientato in una Cina del 19° secolo assai più immaginaria che reale in cui una storia sentimentale è innestata in un film di arti marziali. Quando il valoroso Li Mu Bai decide di consegnare la sua spada per ritirarsi a godere i suoi anni maturi accanto all'amata Yu Shu Lien, anch'essa esperta di arti marziali, la spada viene rubata e Li Mu Bai deve ritornare all'azione. La sorpresa è che la spada è stata rubata da Jen Yu la figlia del governatore, promessa a un uomo che non ama e anch'essa appassionata di arti marziali oltre che invaghita di un nomade del deserto. Le due coppie di innamorati e due modi di vivere l'amore vengono messi a confronto con un tono mai melodrammatico e con qualche punta di humour.

TRAMA LUNGA
Cina, ultimi anni della dinastia Ching (inizio 1800). Li Mu Bai, maestro di arti marziali, tornato a casa comunica l'intenzione di ritirarsi dall'attività per recuperare la pace interiore e rendere omaggio al suo maestro ucciso da Volpe di Giada. Per questo motivo affida la preziosa spada detta "Il destino verde"a Shu-Lien, di cui è da sempre segretamente innamorato, perché la donna a sua volta la consegni al signor Te. Shu Lien esegue ma, mentre Te è incerto se accettare o meno il dono, la spada viene rubata. Si pensa subito a Volpe di Giada e ad un complotto per gettare discredito sul Governatore Yu che, con moglie e figlia, è ospite nel palazzo del signor Te. Jen, la figlia, è triste perché dovrà sposare un uomo che non vuole, e il suo pensiero va a Lo, predone mongolo che vive tra le montagne. Ribelle di carattere, Jen mostra di conoscere molto bene i segreti della spada: si viene infatti a sapere che è un'allieva di Volpe di Giada il quale, sotto false spoglie, si aggira nel palazzo. Anche l'ispettore di polizia pensa che Volpe di Giada sia l'autore del furto. Li Mu Bai allora scende di nuovo in città. Dapprima insegue Jen, poi affronta Volpe di Giada e lo uccide. Tuttavia è ferito da un colpo di veleno e poco dopo muore. Jen ora raggiunge l'amato Lo. "Qual è il desiderio?" "Io e te nel deserto". E Jen vola verso il bosco.
  • Altri titoli:
    Crouching Tiger, Hidden Dragon
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Tratto da: romanzo di Du Lu Wang
  • Produzione: CHOW LI-KONG, WILLIAM KONG, ANG LEE
  • Distribuzione: BIM - ELLEU MULTIMEDIA, DVD: 01 DISTRIBUTION

NOTE

- COREOGRAFIA DELLE SCENE DI LOTTA: WOO-PING YUEN.

- GLOBO D'ORO 2001 PER MIGLIOR REGISTA E MIGLIOR FILM STRANIERO (E' GIRATO IN CINESE MANDARINO).

- 4 OSCAR 2001: MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA, MIGLIOR SCENOGRAFIA (TIMMY YIP), MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE (TAN DUN), MIGLIOR FOTOGRAFIA (PETER PAU).

CRITICA

" 'La tigre e il dragone' è una magnifica fiaba visionaria, e secondo qualche esagerato anche filosofica (taoista), così poco occidentale e profondamente cinese da essere elettrizzante e appassionante (...). Nei colori lunari della notte o tra le pietre solenni dei vecchi palazzi, le coreografie dei combattimenti sono irresistibili perché le ha dirette Yuen Wo-Ping, super specialista del genere sia nei film di Hong Kong che nel recente americano 'Matrix'. Ma poiché Ang Lee, con furbizia tutta cinese, sostiene che il suo film è 'Ragione e sentimento' versione asiatica, è ovvio che se vi scarseggia la ragione, abbonda invece il sentimento". (Natalia Aspesi, 'La Repubblica delle donne', 30 gennaio 2001)

"Metti insieme un maestro cinese di arti marziali, una sua allieva segretamente innamorata, una strega guerriera, una giovane nobile e ribelle, un guerriero che la rapirà in un'incredibile parentesi 'western'. Aggiungi le coreografie prodigiose di Yuen Wo Ping (quello di 'Matrix'), tre attori straordinari (Chow-Yun Fat, Micelle Yeoh, Zhang Ziyi), un racconto ambiguo e sapiente, la grande regia di Ang Lee. Risultato: 'Tigre e dragone'. Poetico, morale, visionario (quel duello sulle cime degli alberi...). Unico". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 2 febbraio 2001)

"Non eroi ma eroine, donne guerriere di straordinaria bravura, e grandi duelli, acrobazie magnifiche, corpi che volano, scontri all'arma bianca condotti sulle cime degli alberi, tuffi spettacolari, fughe arrampicandosi sulle pareti come ragni. Le entusiasmanti coreografie di lotta sono opera di Yuen Wo Ping, già autore di analoghe scene di 'The Matrix': al confronto sembra quasi piatto e scialbo il resto del film storico, ambientato alla fine della dinastia Ching, tratto da un romanzo, già premiato con due Golden Globes e in attesa dell'Oscar. E' il film destinato a comporre la contesa tra cinema d'America e cinema d'Asia". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 2 febbraio 2001)

"Scontri ad ogni piè sospinto, specie fra le tre donne, ritmi e affanni spinti, con tutta la violenza possibile al diapason, con l'immancabile contorno di quegli stessi sfracelli, sia pure in cornici asiatiche, di cui una volta facevano bella mostra i film con Bud Spencer e Terence Hill. Però se l'intreccio può non convincere sempre - per l'equilibrio non facile che cerca di mantenere fra il sentimentalismo scoperto e una letterarietà esornativa - le tecniche con cui è svolto hanno dei pregi innegabili. Con la possibilità di convolgere e perfino di affascinare senza difficoltà". Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 2 febbraio 2001)
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