La terza madre

La terza madre
Sarah è dotata di straordinari poteri paranormali e quando, inavvertitamente, scatena lo spaventoso potere dell'oscura Mater Lachrimarum dovrà lottare con forza per fermare l'epidemia di suicidi scatenata dal suo gesto incauto.
  • Altri titoli:
    Exhumed
    Mother of Tears: The Third Mother
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: CLAUDIO E DARIO ARGENTO, GIULIA MARLETTA E KIRK D'AMICO PER OPERA FILM, MEDUSA FILM
  • Distribuzione: MEDUSA (2007), DVD: MEDUSA HOME ENTERTAINMENT
  • Data uscita 31 Ottobre 2007

TRAILER

RECENSIONE

Coloro che più di tutti temevano il ritorno di Dario Argento sul grande schermo erano forse proprio i suoi fan più accaniti, gli stessi che avevano plaudito il suo ritorno al giallo classico e si erano poi ritrovati a dover prendere atto di un risultato piuttosto inferiore alle attese. Questa volta non è andata così. Se infatti Non ho sonno e Il cartaio avevano lasciato perplessi aficionados dell'ultima e penultima ora, con La terza madre il regista romano riprende il filone esoterico realizzando una decisa inversione di tendenza. Dialoghi a parte, e ci rendiamo conto che non è eccezione da poco, la storia regge e coinvolge, alternando qualche passaggio a vuoto ad autentici gavettoni di adrenalina. Indice della riuscita del film di Argento sono stati gli applausi a scena  aperta piovuti a più riprese durante la Notte d'Argento alla Festa del cinema di Roma. Gli organizzatori avevano piazzato il nuovo film di Argento in coda alla serata, proponendo una dopo l'altra le tre madri: Mater Suspiriorum con Suspiria, Mater Tenebrarum con Inferno e Mater Lacrimarum con La terza madre. Proprio questa successione ha permesso di verificare quanto Dario Argento sia riuscito a realizzare, nonostante i tanti anni passati, una trilogia omogenea e compatta. E anche molto coerente nello stile, al punto che al termine della maratona ci è capitato di mettere insieme i ricordi di un film senza accorgerci che si erano completamente mescolati con quelli di un altro. Tornando al punto debole del film, i dialoghi, dobbiamo dire che è un vero peccato che i numerosi sceneggiatori abbiano così trascurato questo aspetto. Sarebbe davvero bastato poco per far fare al film un ulteriore salto di qualità, del quale si sarebbe giovata anche la prova degli attori. A partire da Asia, ovviamente. Clive Riche, Udo Kier, Philippe Leroy e Daria Nicolodi costituiscono comunque un cast di tutto rispetto. In conclusione possiamo affermare che La terza madre rappresenta un importante ritorno di Dario Argento il quale, non sappiamo quanto consapevolmente, ci ha regalato alcune citazioni. Due su tutte: Macchie solari di Armando Crispino e L'ultimo treno della notte di Aldo Lado. Svelati i titoli non vi resta che ricordare le scene…
Alessandro Boschi

NOTE

- TERZO CAPITOLO DELLA 'TRILOGIA DELLE TRE MADRI: MATER SUSPIRIORUM, MATER LACHRIMARUM E MATER TENEBRARUM'. GLI ALTRI FILM DELLA SERIE SONO "SUSPIRIA" (1976) E "INFERNO" (1979).

- EVENTO SPECIALE ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2007) NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE/LA NOTTE D'ARGENTO'.

- LEE WILSON E' CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2008 PER I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 16 LUGLIO 2009 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"Tornato ad ambientare un assalto micidiale delle streghe nella sua Roma (sinistra e brutale come non mai), il caposcuola Dario incrementa l'inconfondibile repertorio con la consumata abilità che gli consente di non arretrare davanti a qualsivoglia effetto distruttivo, delirante, sadico o blasfemo. Lui può permetterselo, visto che lo spalleggiano musicisti, fotografi, scenografi che sanno il (terrorizzante) fatto loro; peccato che la stessa cosa non si possa dire per gli attori, mediamente nulli a cominciare dall'archeologa interpretata (?) dalla figlia Asia." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 25 ottobre 2007)

"La storia, dichiaratamente fantastica e scritta da Dario Argento con la collaborazione di Jace Anderson e Adam Gierasch (già collaboratori di Tobe Hooper) oltre che di Walter Fasano e Simona Simonetti, chiede allo spettatore di sospendere la credibilità per lasciarsi andare al fascino (e al piacere) dei colpi di scena più o meno sanguinolenti. Questa operazione fatica però a prendere il via per due motivi sostanziali: l'inadeguato livello immaginifico delle scene e il dispregio totale di qualsiasi professionismo recitativo. Oltre che per lo scarso livello del gore, fermo ai 'soliti' sgozzamenti e accecamenti. Se in passato Argento era stato capace di creare almeno visivamente dei mondi coerenti e credibili, qui la storia procede per accumuli slegati tra di loro e le scene più slasher sembrano filmate per un manuale di fantasie patinate e non per destabilizzare le certezze rassicuranti dello spettatore. Certo, che la città del Papa debba essere salvata dalla trasgressiva Asia Argento è un paradosso che poteva prestarsi a ben più ironici svolgimenti, ma dopo l'episodio della madre che getta il figlio nel Tevere, Argento mette un freno alle idee e si limita a 'autocitarsi' (l'inquadratura elicoidale delle scale come 'Nell'uccello dalle piume di cristallo', i liquami come in 'Phenomena'), come a suggerire ai suoi cultori di essere tornato quello di una volta. Il che non sembra. Tristemente prevedibile, invece, il dilettantismo degli attori, in mezzo ai quali la povera Asia Argento stenta a trovare un interlocutore capace di offrirle una battuta come Strasberg comanda." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 2 novembre 2007)

"Siamo nel cuore del miglior cinema di Argento, che torna al passato suo più grande, chiamando a sé la famiglia (la figlia Asia, la moglie Daria) e i vecchi collaboratori (Simonetti per le musiche). Certo, com'è noto, Argento non presta molta attenzione alla recitazione e ai dialoghi! E così, alla scena in cui una Asia contrita si mette a piangere con gesto improbabile, una vicina di posto esclama: 'Ammazza che attrice!'. Eppure, volevamo rassicurarla, questa 'Terza madre' è piuttosto accurata, con molti effetti speciali, una storia dotta, tra esoterismo e magia nera, e un richiamo a uno spunto autobiografico." (Dario Zonta, 'L'Unità', 2 novembre 2007)

"Visto con una certa distanza dai tempi d'oro, bisogna dire che la 'Terza madre' ci restituisce almeno un Argento in discreta salute, certo ripresosi dagli abissi insulsi della 'Sindrome di Stendhal' e del 'Cartaio'. Un Argento passato per la serie televisiva americana dei 'Masters of Horror' e ricaricatosi di spirito anarchico e leggero, pronto a far muovere la camera come raramente si vede nel cinema italiano, a giocare con la paura, a strizzare l'occhio costantemente al suo pubblico. Che, dalla visione della 'Terza madre', esce a umore alternato. Molti si lamentano ('non è più quello di una volta'), altrettanti gongolano ('il maestro è tornato'). La verità sta nel mezzo. E ad essere ottimisti le 1acrime di questa madre fanno il nostro bicchiere mezzo pieno." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 2 novembre 2007)
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