La strada dei Samouni

ITALIA - 2018
3,5/5
La strada dei Samouni
Da quando la piccola Amal è tornata nel suo quartiere, ricorda solo un grande albero che non c'è più. Un sicomoro su cui lei e i suoi fratelli si arrampicavano. Si ricorda di quando portava il caffè a suo padre nel frutteto. Dopo è arrivata la guerra. Amal e i suoi fratelli hanno perso tutto. Sono figli della famiglia Samouni, dei contadini che abitano alla periferia della città di Gaza. È passato un anno da quando hanno sepolto i loro morti. Ora devono ricominciare a guardare al futuro, ricostruendo le loro case, il loro quartiere, con i suoi alberi, la loro memoria.
  • Altri titoli:
    Samouni Road
  • Durata: 128'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Produzione: PICOFILMS, DUGONG FILMS CON RAI CINEMA, ALTER EGO PRODUCTION, IN COPRODUZIONE CON ARTE FRANCE CINÉMA, ARTE FRANCE UNITÉ SOCIÉTÉ ET CULTURE
  • Distribuzione: CINETECA DI BOLOGNA
  • Data uscita 8 Ottobre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

“Il cinema va oltre la cronaca e permette allo spettatore di avvicinarsi in maniera più intima e profonda al vissuto dei protagonisti”. Solamente in questo modo, forse, era possibile ritornare alla tragedia dell’operazione Piombo Fuso messa in atto nel 2009 dall’esercito israeliano.

Stefano Savona, apprezzato documentarista, lo spiega bene con quelle parole. Ma ancora meglio riesce a spiegarlo con Samouni Road (La strada dei Samouni), ospitato alla Quinzaine des Réalisateurs, opera sperimentale che fonde documentario e animazione per raccontare il rastrellamento della famiglia Samouni, contadini che abitano alla periferia della città di Gaza.

Da quando la piccola Amal è tornata nel suo quartiere, ricorda solo un grande albero che non c’è più. Un sicomoro su cui lei e i suoi fratelli si arrampicavano. Si ricorda di quando portava il caffè a suo padre nel frutteto. Dopo è arrivata la guerra. Amal e i suoi fratelli hanno perso tutto. È passato un anno da quando hanno sepolto i loro morti. Ora devono ricominciare a guardare al futuro, ricostruendo le loro case, il loro quartiere, la loro memoria.

Sul filo dei ricordi, immagini reali e racconto animato si alternano a disegnare un ritratto di famiglia, prima, dopo e durante i tragici avvenimenti che hanno stravolto le loro vite in quel gennaio del 2009, quando, durante l’operazione “Piombo fuso”, vengono massacrati 29 membri della famiglia.

Attraverso le sequenze animate, firmate da Simone Massi, possiamo in qualche modo rivivere i momenti chiave della storia di questa famiglia, che non ha ottenuto mai giustizia per quanto subito.

Già nel 2009, Savona aveva realizzato Piombo fuso, documentario realizzato durante gli ultimi drammatici giorni dell’omonima Operazione israeliana: una piccola falla si apriva nell’invalicabile dispositivo del confine tra la striscia di Gaza e l’Egitto permettendo a pochissimi testimoni stranieri di penetrare e documentare il risultato dei bombardamenti aerei e dell’invasione via terra dell’esercito israeliano.

Con Samouni Road, in qualche modo, Savona (anche autore della sceneggiatura insieme a Léa Mysius e Penelope Bortoluzzi) decide di soffermarsi sulla testimonianza dei sopravvissuti, ma senza fermarsi alla semplice constatazione della tragedia. Che pur ricompiendosi “virtualmente”, attraverso l’inconfondibile tratto delle animazioni bianco e nero di Simone Massi, non può lasciare indifferenti.

NOTE

- LE ANIMAZIONI SONO DI SIMONE MASSI.

- IL FILM HA OTTENUTO IL SOSTEGNO DI EURIMAGES, CNC, MIBACT - DIREZIONE GENERALE CINEMA, CICLIC, REGIONE MARCHE - MARCHE FILM COMMISSION, ÎLE DE FRANCE, CINETECA DI BOLOGNA, TRENTINO FILM COMMISSION, REGIONE LAZIO, LUCA ROSSI PER PRODUTTORI ASSOCIATI E FONDAZIONE PIANO TERRA ONLUS.

- PREMIO OEIL D'OR COME MIGLIOR DOCUMENTARIO ALLA 50. QUINZAINE DES RÉALISATEURS (CANNES 2018).

- CANDIDATO AL DAVID DONATELLO 2019 PER: MIGLIOR DOCUMENTARIO.

CRITICA

"(...) un film di straziante potere emotivo, dove la forza documentaria delle riprese si intreccia con la bellezza di un'animazione che rifugge da ogni precisione realistica (...) un nuovo tassello di un viaggio dentro il cinema e la sua capacità davvero unica di raccontare la Storia riflettendo sui suoi drammi". (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 11 maggio 2018)

"'La strada dei Samouni' è (...) un documentario, una ricostruzione testimoniale e una invenzione poetica, ma il risultato è un'opera emozionante e sconvolgente, bellissima e dolorosa, che usa la forza del cinema e delle sue diverse facce per riannodare le trame smagliate della memoria". (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 8 ottobre 2018)
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