La sposa cadavere

Corpse Bride

GRAN BRETAGNA, USA - 2005
Europa, XIX secolo. Il giovane e impacciato Victor sta per sposare la fidanzata Victoria, ma durante le prove del matrimonio non riesce a pronunciare la formula del voto coniugale. Costretto dal sacerdote ad imparare a memoria le parole del giuramento, Victor vaga per la foresta declamando la formula ed è qui che si imbatte in un ramoscello, simile ad un dito, su cui infila la fede nuziale pronunciando la fatidica frase in modo corretto. Il ramoscello si rivela essere il dito di una giovane promessa sposa assassinata, che improvvisamente ritorna come zombie e pretende di essere legalmente sposata all'incredulo Victor. Il ragazzo viene così trascinato nel mondo dei Morti, un universo certamente più vivace rispetto alla severità dell'ambiente vittoriano in cui è cresciuto, ma basta poco tempo a far capire a Victor che niente e nessuno potrà mai tenerlo lontano dal suo vero amore...

CAST

NOTE

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: JOHNNY DEPP (VICTOR), HELENA BONHAM CARTER (LA SPOSA CADAVERE), EMILY WATSON (VICTORIA), ALBERT FINNEY (FINNIS), RICHARD E. GRANT (BARKIS BITTERN), CHRISTOPHER LEE (PASTOR GALSWELL), JOANNA LUMLEY (MAUDELINE), JANE HORROCKS (VEDOVA NERA), ENN REITEL (MAGGOT), MICHAEL GOUGH (GUTKNECHT ANZIANO), DANNY ELFMAN (BONEJANGLES), DEEP ROY (NAPOLEONE BONAPARTE).

- FUORI CONCORSO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2005).

- NOMINATIONS OSCAR 2006: MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE.

CRITICA

"Accoppiamenti poco giudiziosi nel musical macabro di Mike Johnson e Tim Burton, 'The Corpse Bride', cioè 'La sposa cadavere', realizzato come il capolavoro del '93 'Nightmare Before Christmas' in stop motion, cioè con veri pupazzi mossi fotogramma per fotogramma. Vista l'evoluzione della tecnica, il risultato è così smaltato e perfetto da risultare meno travolgente e bizzarro del suo geniale precedente. (...) Via con cagnolini scheletriti, vermi spiritosi, pub dell'oltretomba, teschi canterini pescati qua e là, dalle 'Silly Simphonies' disneyane ai balletti messicani di Eisenstein, passando naturalmente per le illustrazioni dell'intramontabile Edward Gorey. Con sicuro divertimento e il segreto rimpianto per l'epoca in cui questo universo, non ancora normalizzato, regalava qualche brivido in più." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 settembre 2005)

"C'è ancora qualcuno convinto che non è da vip esaltarsi per un lungometraggio d'animazione? Oppure che il genere è riservato alle orde di frugoli scortati da mamme & papà rintronati dallo spumante e dal panettone? A questi strani signori è il caso oggi di dedicare il nostro messaggio più perentorio: 'La sposa cadavere' prodotto e diretto da Tim Burton (coregia di Mike Johnson), benché fuori gara, è il film più bello della Mostra n° 62. L'autore di 'Edward mani di forbice', 'Mars Attacks!' e 'Batman' non fa altro che ribadire la vocazione a riflettere l'universo fiabesco nel suo specchio privato, un tripudio di poesia alternativa, humour nero, macabra fantasia e illusionismo rigeneratore. (...) Le musiche di Danny Elfman impazzano tra ragnatele, croci, bare e candele, preparando l'inevitabile scontro finale che ristabilirà l'ordine naturale delle cose inoculando, però, il dubbio che solo nell'aldilà sia possibile liberarsi dalle norme e dalle divisioni sociali. Per l'attuale gusto di massa è molto difficile rendere competitive le caricature dei personaggi, le proporzioni degli interni e degli esterni e la resa di luci e fotografia, ma il superesperto team di Burton supera di slancio tutti gli ostacoli (paradossalmente) posti dall'uso del computer e dalla tecnologia digitale, conferendo alla favola una patina particolarissima, allo stesso tempo nostalgica e futuribile. I designers non a caso si sono ispirati ai dagherrotipi dell'età vittoriana e alle creazioni dell'architetto spagnolo Gaudì, facendo sembrare, per esempio, che il colore risulti colato attraverso la terra per arrivare nel regno dei morti o che gli edifici del sottosuolo assomiglino a degli scheletri con resti di pelle. In effetti, quando deambula vezzosamente col suo velo stracciato davanti al terrorizzato Victor, 'La Sposa Cadavere', per la gioia di chi ancora s'aspetti dal cinema un segnale grandioso, non è nient'altro che la versione anni 2000 della Norma Desmond di 'Viale del tramonto'". (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 8 settembre 2005).

"Capolavoro del cinema d'animazione in stop-motion (i movimenti sono ripresi un fotogramma alla volta), cui Burton e il suo co-regista Mike Johnson hanno lavorato per dieci anni, il film riprende lo stile funerario (ma tutt'altro che lugubre) di 'Nightmare before Christmas'); tanto che lo si potrebbe considerare il secondo episodio di una serie dedicata a Halloween (festa che Burton preferisce al Natale) cui è auspicabile un seguito. (...) Morto o no, 'La sposa cadavere' è puro divertimento anche per il pubblico infantile, col suo contorno di buffi trapassati e personaggini animali che non spaventano nessuno. L'antica utopia fra vivi e morti ha trovato raramente una rappresentazione così rasserenante, e perfino festosa. La paura, semmai, è un'altra. Il film s'avvale di un doppiaggio d'eccezione: oltre a Depp ci sono la moglie del regista Helena Bonham Carter, Emily Watson, Albert Finney, Christopher Lee, citati nei titoli di testa dell'edizione originale come autentici protagonisti. Curarne l'edizione italiana deve essere un problema da incubo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 settembre 2005)

"Mettere in immagini un ribaltamento simile non è da tutti, ammettiamolo. Ma siamo certi che proprio questa premessa così paradossale ha spinto Tim Burton verso la fiaba ebreo-russa adattata con grande libertà nel sofisticato e vorticoso 'La sposa cadavere'. (...) L'incontro-scontro fra i due mondi, coi loro modi opposti di intendere l'esistenza (calcoli, regole e menzogne nell'al di qua, danze, amori e bevute nell'aldilà), culmina in un faccia a faccia collettivo che sarebbe macabro se in quei morti viventi grandi e bambini non riconoscessero i loro cari perduti, con incontenibile gioia reciproca. E' il momento più alto di un film realizzato come il musical-capolavoro 'Nightmare Before Christmas' con la nobile e antica tecnica dello stop motion (pupazzi veri, animati pazientemente fotogramma per fotogramma); ma più morbido, più smaltato, meno bizzarro e inquietante del precedente exploit animato di Burton. Anche perché nel frattempo la tecnica si è evoluta, il movimento è a tratti fin troppo perfetto. Ma questi forse sono sofismi. 'The Corpse Bride' è comunque un regalo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 ottobre 2005)

"Toccante e sgraziato, 'La sposa cadavere' arriva a un mix incantevole di divertimento e poesia. Corrisponde pienamente a quella caratteristica affascinante che ha fatto il sistematico successo di Tim Burton anche al box office: essere mai adulto e mai bambino, saper cogliere quella coesistenza di comico e di nero, di buffo e di spaventevole, di tenero e di allarmante prediletta non soltanto dai bambini. Mike Johnson, amico e collaboratore di Burton che ha seguito 'La sposa cadavere' anche mentre Burton realizzava 'La fabbrica di cioccolato', è un regista soprattutto televisivo di 39 anni nato a Boston." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 ottobre 2005)

"Non importa sapere della tecnica della stop motion che Burton usa per i suoi pupazzi di plastilina, il risultato è fantastico. Da un'antica favola dark ebraica l' autore al Cioccolato offre un film macabro, divertente, una silly simphony coi vermi tra gli occhi. Pura armonia: non solo per citazioni ('Via col vento', 'Topolino', 'Bava') e per riferimenti alti (Joyce, Spoon River), né per i trucchi ispirati al genio Harryhausen: perché Tim crede più nell'aldilà festoso e colorato che nei vivi grigi e vittoriani e il senso del gotico si sposa alla fiaba con la festa finale capolavoro. La tenerezza della morte, la coniugazione di un controsenso che diventa una fiaba morale con un tasso di fantasia impagabile, mix perfetto di horror, ritmi, humour. Non perdetelo, è un delitto." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 ottobre 2005)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy