LA SPIRALE DELLA VENDETTA

CITY OF INDUSTRY

USA - 1996
LA SPIRALE DELLA VENDETTA
Lee Egan, piccolo criminale, vuole mettere a segno l'ultimo colpo della carriera e poi ritirarsi. Il fratello maggiore Roy, fuorilegge incallito vecchio stampo, non può fare a meno di arrivare a dargli una mano, insieme a due complici Montana e Kovich. L'obiettivo è un famosa gioielleria di Palm Springs. Il colpo viene realizzato, va a buon fine ma, quando arriva il momento della spartizione, Kovich tradisce, uccide Lee e scappa. Roy allora decide un nuovo obiettivo: non avrà pace fino a che non avrà vendicato il fratello. Per ritrovare Skip, comincia a chiedere notizie in giro, ma non trova collaborazione. Allora va a trovare Rachel, la vedova di Montana: lei chiede molti soldi in cambio di aiuto, Roy prima rifiuta poi accetta e Rachel gli mette a disposizione un'agendina con indirizzi importanti. Roy riesce ad impadronirsi dei soldi ricavati dal bottino della rapina. Così Kovich è costretto a venire allo scoperto, rapisce Rachel e poi telefona a Roy per un appuntamento. Quando si scontrano, Roy viene ferito ma reagisce e uccide Kovich, poi scappa. Rachel con i soldi si trasferisce a Port Arthur con i figli. Qui riceve per posta da Roy una collanina che gli aveva prestato quando si erano conosciuti.
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: EVZEN KOLAR, KEN SOLARZ PER LARGO ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE (1999) - CECCHI GORI HOME VIDEO

CRITICA

"Harvey Keitel a cinquantotto anni è diventato così grosso e brutto che si fatica a guardarlo, Stephen Dorff è un ragazzo isterico, coi capelli ossigenati, fatto e strafatto: 'La spirale della violenza' di John Irvin mette a confronto due generazioni di criminali, quella vecchia guidata da regole e da un particolare senso dell'onore, quella giovane sregolata mossa soltanto dall'avidità e dall'egocentrismo. (…) Le sparatorie brutali, i motel desolati, le auto nella notte, il paesaggio industriale di soprelevate, gasometri, fabbriche in disuso, torri metalliche per l'estrazione del petrolio, danno alla storia sanguinosa un'aria di romantico squallore". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 30 maggio 1999)

"La contrapposizione dei due 'caratteri' principali funziona a dovere. Keitel impersona un tipo da vecchia scuola dei duri, laconico, spietato, ma ancora vincolato a un codice di lealtà fra malavitosi (come lo erano, nel vecchio noir francese, certi personaggi di Jean Gabin o Lino Ventura). Capelli tinti di biondo, Dorff fa il giovanotto senza onore né legge, feticista di armi, auto e dollari. La violenta azione è situata in una Los Angeles dagli scorci inconsueti, fatti di periferie inospitali e di interni modesti, da manovalanza del crimine". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 giugno 1999)
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