LA RAPINA

3000 MILES TO GRACELAND

USA - 2001
LA RAPINA
TRAMA BREVE
A Las Vegas, durante la settimana dedicata al mitico Elvis, 5 rapinatori abilmente mimetizzata fra gli imitatori del cantante riesce a portare via più di 3 milioni di dollari dalle casse del casinò. Ma non tutto procede come previsto, perché il capo della banda, uno psicopatico convinto dalla somiglianza di essere il figlio illegittimo di Elvis, decide di tradire i suoi soci ed ucciderli. Solo uno di essi riesce a scamparla, recuperando il bottino, ma l'altro è sulle sue tracce...

TRAMA LUNGA
A Las Vegas si svolge la Settimana Internazionale di Elvis, in cui migliaia di fans travestiti da Presley si riversano in città per avere il loro momento di gloria. Della situazione approfittano cinque ex compagni di cella: a loro volta travestiti, entrano all'Hotel Riviera, svaligiano le casse, ma sono visti e presi di mira. Per uscire, cominciano a sparare: tanti cadaveri, uno di loro muore, ma riescono a scappare con un bottino di oltre 3 milioni di dollari. Contrasti sorgono al momento della divisione dei soldi. Murphy, il capo, non esita ad eliminare chi si oppone: prima Gus poi gli altri. Resta in vita solo Michael, che allora cerca di reagire. Torna da Cybil, la donna che aveva conosciuto prima della rapina, e con lei, suo figlio e il malloppo, parte in macchina. Murphy si mette sulle loro tracce, ma intanto Cybil a sua volta abbandona Michael e scappa in macchina con i soldi. I dollari vanno portati a Jay, un mediatore. Ma il primo a arrivare da lui é Murphy, che lo elimina e ne prende il posto. Arriva Cybil e crede di parlare con Jay, arriva poco dopo anche Michael, ma Cybil riesce a scappare. I due si ritrovano imprigionati. Michael esce e nel bagagliaio dell'auto trova Cybil che Murphy aveva rinchiuso in precedenza. Uscito a forza dalla prigione, Murphy è circondato da agenti e poliziotti. Dopo un durissimo scontro a fuoco, Murphy viene ucciso. Cybil sale alla guida di un'ambulanza e porta via Michael. Eccoli insieme su una barca a festeggiare, con il bambino di lei di nuovo felice.
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE
  • Produzione: JOSEPH PATRICK FINN PER FRANCHISE PICTURES - LIGHTSTONE ENTERTAINMENT,INC
  • Distribuzione: CDI - MEDUSA FILM
  • Data uscita 15 Febbraio 2002

CRITICA

"Kevin Costner, che non ha ancora cinquant'anni e che nell'ultimo tempo ha avuto coi film pochissima fortuna, non supera in questa occasione il misterioso handicap che l'ha bloccato nella carriera e nella popolarità dopo essere stato una delle star più amate e di maggior successo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 febbraio 2002)

"Superato l'imbarazzo dell'agghiacciante regia, ecco un bel divertissement che riconcilia con il cinema di seconda fila, quello che può al massimo permettersi divi decaduti o di una certa età. E' bello vedere Costner con la pancetta e Russell senza lifting vendicarsi dei parametri divistici accettati dai colleghi patinati. In ruoli peraltro invertiti: Kevin doveva fare il fuorilegge buono stile 'Un mondo perfetto' ma all'ultimo momento ha chiesto al regista e a Kurt che gli venisse lasciata la parte dell'antagonista. Un figlio di Elvis pazzo furioso e ferocissimo, destinato alla galleria di cattivoni western stile Lee Marvin. In 'La rapina' si spara, si mangia, si scopa, si scappa, si picchia, si ruba e si ascoltano in colonna sonora Stevie Ray Vaughan e Elvis Aaron, che pare facciano bene alla pressione. Accontentiamoci". (Mauro Gervasini, 'Film tv', 19 febbraio 2002)

"Lichtenstein rivisita i 'luoghi' della rapina ricorrendo allo spirito 'on the road', più trasandato e disperato inquinandolo con l'estetica ormai imperante, dell'immagine da videoclip e con la moda, ormai consunta, della violenza coreografata alla John Woo, di cui probabilmente non ha visto niente, dato che la sua è gratuita e bassa mentre quella del maestro guarda all'alto del religioso e del metafisico". (Dario Zonta, 'l'Unità', 15 febbraio 2002)

"'La rapina' è un'autentica scatola a sorpresa per gli amanti dell'action-movie, confezionata dal quasi esordiente Demian Lichtenstein, che viene dai videoclip e si vede, che di certo non ignora il lavoro di Robert Rodriguez, al quale strizza più occhi di quanti ne abbia. Autore anche della sceneggiatura, Lichtenstein ha fatto un ottimo lavoro sugli attori, rigenerando Costner e recuperando l'ottimo Kurt Russell, del quale non ignorava certo la performance del 1979, nella quale, diretto da John Carpenter per la televisione, ma distribuito anche al cinema, Russell era un Presley impressionante per movenze e somiglianza a Elvis, il re del rock. Irriverente, esagerato e talvolta volgare, 'La rapina' potrebbe indicare a Kevin Costner la nuova strada da percorrere, perché come cattivo è assai più convincente dei troppi inutili buoni che amava interpretare finora". (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 20 febbraio 2002)

"Kevin Costner, che dal fiasco epocale di 'Waterworld' non imbrocca un successo, invecchiato e imbolsito, è ormai ridotto a un personaggio da videogame in questo film fracassone con tutti gli ingredienti che, secondo il luogo comune, dovrebbero attirare il pubblico giovane: violenza esagerata, musica sparata, dialoghi risibili, sesso parodistico, inquadrature che paiono rubate a una consolle elettronica secondo la dilagante estetica da 'playstation'". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 febbraio 2002)

"E' un film sul dopo-rapina? E' un film sulla fatica del riciclaggio? Mah. Diretto da uno specialista di videoclip musicali, assomma una dose insopportabile di sparatorie e inseguimenti. Tanto rumore per nulla. Curiosità: Russell nel '79 è stato già un Presley, protagonista di 'This is Elvis', di John Carpenter". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 21 febbraio 2002)
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