LA RAGAZZA SENZA FISSA DIMORA

RUE DU DEPART

Clara Lombard, una ragazza di buona famiglia che si è allontanata da casa per dissapori con i genitori, (il padre medico e la madre nevrotica - a detta di Clara - sono separati) non sa dove andare e vaga nella città portuale alla ricerca di qualcuno o qualcosa a cui attaccarsi. Incontra un giovane distinto, Paul, e lo segue; ma l'uomo le fa capire che intende essere lasciato in pace. Arrestata per vagabondaggio, in carcere conosce Mimì, ladruncola ben conosciuta dalla polizia: entrambe vengono rilasciate e fra le due nasce un'amicizia fatta di solidarietà e di affetto reciproco. Mimì, madre di un ragazzetto, Beretta, vive in un ambiente squallido e subumano ai margini della città fra cantieri navali abbandonati, baracconi vuoti, case e magazzini fatiscenti dove prostitute, sfruttatori, barboni, assassini, dementi, spacciatori e ladri conducono la loro lotta quotidiana col destino e la società che li emargina e li teme contemporaneamente. Clara si adatta a quel modo di vivere senza però capire bene il comportamento e le leggi di quella gente. Attorno a Mimì che è un po' la "Leader" di quel mondo di diseredati ruotano la madre, Guillermine, tenutaria di una casa equivoca e Boris, capo indiscusso di tutta la gang. Intanto Paul si reca dall'amico Richard per prendere accordi circa la sua partenza per terre lontane con una nave: egli infatti, evaso dal carcere dove era stato condannato a 15 anni per un delitto che lui non aveva commesso, vuole ritrovare chi l'ha accusato ingiustamente e chi ha causato il suicidio del padre. Va da Andrea Cadonazzi e comprende che è lui il colpevole e lo uccide senza pietà. Rimane però ferito e viene soccorso da Clara che lo riconosce e che fa accorrere anche suo padre, il dottor Lombard per curarlo. Questi tenta poi di riportare la figlia a casa ma la ragazza riesce solo a indirizzargli cocenti accuse di incomprensione ed egoismo. Paul si riprende ben presto e scompare poiché vuole andarsene dalla città in fretta. Clara nel frattempo continua la sua vita tra quella gente sciagurata: Mimì ad un certo punto è costretta a venderla a Boris che l'ha minacciata di toglierle definitivamente la tutela del figlio. Clara è vittima della brutalità degli uomini di Boris: per lei sembra non esserci via d'uscita. Ma ecco che Paul che ha preso a cuore la situazione disperata della ragazza, interviene e con energia e coraggio riesce a immobilizzare gli scagnozzi di Boris e a liberare Clara. Per questo fatto Boris si vendica facendo uccidere Mimì che aveva rivelato a Paul il nascondiglio di Clara. Finalmente per i due giovani si apre uno spiraglio per una nuova vita più serena.
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: PHILIPPE DIAZ PER LES FILMS DU PLAIN CHANT, SPOROFILMS, TV 1 FILMS PRODUCTION
  • Distribuzione: WILLIAM ITALIANA (1987) - FUTURAMA

CRITICA

"Tony Gatlif, regista di 'La ragazza senza fissa dimora', ha scritto, prima di metterla in immagini, una storia che pare una memoria-omaggio di una delle grandi stagioni del cinema francese, quella dei Carnè, dei Renoir, dei Duvivier. (...) Gatlif ha però realizzato un film molto moderno, lontano dalle convenzioni del realismo, raccontato tutto per ellissi, tenuto insieme da una tramatura che concede spazio a passaggi della storia secondo un ritmo scandito a singhiozzo, concentrando l'azione in pochi luoghi simbolici, in una dimensione spazio-temporale che è giocata sul registro di un calcolato antiverismo." (Mario Milesi 'Bergamo Oggi' , 18 agosto 1987)

"Lo ragazza senza fissa dimora è stato inoltre premiato nell'ottobre scorso a Firenze nel corso di una manifestazione dedicata appunto al cinema d'oltralpe più recente. (...) Così, in questo film, insieme torvo e appassionato, amaro e solidale, si dipana una disperata ballata in vita e in morte di donne oltraggiate, di balordi dal cuore tenero, di bambini dal destino segnato, che riecheggia anche inconsapevolmente quel realismo poetico già praticato da Marcel Carnè, da Pierre Chenal e da tanti altri cineasti francesi degli anni Trenta e Quaranta. Lontano dal proporsi quale autore di film demagogici, il cineasta franco-gitano punta risoluto verso un racconto dagli snodi bruschi, quasi brutali che forniscono, immediato, lo squarcio tutto traumatico di realtà sordide, ma non per questo prive di valori, di generosi slanci, di sentimenti sinceri." (Sauro Borelli 'L'Unità' , 29 aprile 1987)

"Tubature arruginite, viadotti in cemento, bidoni rovesciati, baracche da favelas, montagnole di intonaco, macerie, rifiuti. Punk scoloriti ad un guard-rail, uno scemo di quartiere che morde e spennella i muri, un bar con prostitute alla Carnè in una periferia di sopravvissuti alla Ferreri. C'e ricchezza di cinema in questo film di Tony Gatlif, regista algerino di cittadinanza zingara che conosce bene la malavita per averla praticata in gioventù. In questa sua periferia postindustriale che costituisce la scena del film, la protagonista, Clara (Ann Gisele Glass, confermata nel suo disagio giovanile in 'Desordre') fa conoscenza con la prima famiglia della sua vita dato che la sua è composta da un padre (Gérard Depardieu) che ha tagliato la corda lasciando a casa la madre e le sue nevrosi. Più che una famiglia è qualcosa di mezzo tra una madre, una sorella o una possibile amante, ovvero Mimì (Christine Boisson che qualcuno ricorderà in 'Identificazione di una donna' di Antonioni)." ('Paese Sera' , 9 maggio 1987)
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