La mia vita a Garden State

Garden State

USA - 2004
La mia vita a Garden State
Dopo aver ricevuto la notizia della morte di sua madre, Andrew Largeman decide di tornare nella sua città natale in New Jersey da cui era partito nove anni prima a causa dei continui conflitti con il padre. Giunto a casa, si rende subito conto che le miglia di distanza da casa e la carriera di attore televisivo a Los Angeles non sono stati sufficienti per guarire le ferite del passato. Uno spiraglio di speranza potrebbe essere aperto dall'incontro con Sam, una ragazza allegra e solare...
  • Altri titoli:
    Large
    Large's Ark
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Produzione: LARGE'S ARK PRODUCTIONS, JERSEY FILMS, CAMELOT PICTURES, DOUBLE FEATURE FILMS
  • Distribuzione: BUENA VISTA INTERNATIONAL ITALIA (2005)
  • Data uscita 17 Giugno 2005

RECENSIONE

di Valerio Sammarco

Erano nove anni che Andrew Largeman (Zach Braff) non faceva ritorno nel New Jersey. Dopo l’incidente domestico che costrinse la madre alla paralisi, il ragazzo se ne andò a Los Angeles a causa delle continue frizioni con il padre psichiatra (Ian Holm). Da quel momento, dividendosi fra i set di qualche serie televisiva e il lavoro in un ristorante vietnamita, la sua vita è stata un continuo susseguirsi di nulla: emotivamente imbolsito dal quotidiano uso di psicofarmaci, “consigliato” in tempi non sospetti proprio dal padre, Andrew tornerà a casa alla notizia della morte della madre. E qui ritroverà i ricordi e gli amici di un tempo (come Mark, interpretato da Peter Sarsgaard), fermi e immutati nella cornice del suo “stato giardino”. Sarà l’incontro con una ragazza speciale, Sam (Natalie Portman), a riconsegnargli un’esistenza che valga la pena difendere. Scritto, diretto e interpretato dal giovane Zach Braff – alla prima regia cinematografica, dopo aver iniziato la carriera d’attore in Misterioso omicidio a Manhattan e aver diretto un paio di episodi della serie Scrubs – e prodotto, tra gli altri, da Danny DeVito, La mia vita a Garden State è un (vagamente) autobiografico ritorno al passato, un ironico e al tempo stesso surreale approdo all’età adulta. Perdonabile per alcuni passaggi un po’ forzati, decisamente godibile per impianto formale e mai banale nel tratteggio grottesco/drammatico dei personaggi, il lavoro di Braff acquista punti strada facendo: il commento musicale affidato ad una colonna sonora straordinaria (con brani, tra gli altri, di Nick Drake, Paul Simon, Lionel Ritchie, Bonnie Somerville, The Shins, Thievery Corporation, Coldplay) e il contributo fornito da attori perfetti – tutti bravissimi nel saper dosare i vari turbamenti personali – preparano il terreno a un finale commovente e ottimista. La presa di posizione, dopo una vita trascorsa per inerzia, sarà pure rischiosa. Ma è doveroso provarci, lasciando partire quell’aereo senza salirvi a bordo.

NOTE

- TRA GLI INTERPRETI I CANI 'ICE' E 'MAGOO'.

- E' IL PRIMO FILM DIRETTO DA ZACH BRAFF.

CRITICA

"Scrive, dirige e intervista (avesse esagerato?) Zach Braff. C'è Nathalie Portman, la principessa Amidala di 'Star Wars'. Carino." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 24 giugno 2005)
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