La maschera

ITALIA - 1988
La maschera
Un gentiluomo del '700, Leonardo che abita col vecchio padre in un antica villa non lontano da Venezia, sciupando per noia la sua vita fra il gioco delle carte e l'ubriachezza, dopo aver assistito nel parco allo spettacolo che i teatranti danno in suo onore, rimasto colpito dalla bellezza della prima donna Iris, ubriaco com'è tenta di sedurla con modi arroganti, ma la ragazza lo respinge decisamente, con disgusto. Ci riprova la mattina dopo con maniere più gentili, ma ottiene lo stesso risultato: Iris afferma che egli le fa orrore. Poi la compagnia parte per riprendere il suo giro di rappresentazioni. Leonardo è rimasto sconvolto dalla ripulsa subita: non è abituato a simili rifiuti. Decide perciò di seguire la ragazza nei suoi viaggi, ma di mostrarsi a lei solo col viso coperto da una maschera, anzi da varie maschere, che si fa preparare da Elia, un celebre artista specializzato nel genere. Leonardo spera così di ottenere l'amore di Iris, mostrandole un volto sempre diverso, che non è quello per lei tanto spiacevole. Iris, incontrato questo misterioso uomo mascherato, che sa parlarle con tanta suadente dolcezza ne resta subito affascinata, e pian piano fra i due nasce un vero amore, complicato, però, dal fatto che Iris non vede mai il suo innamorato in viso e Leonardo non trova il coraggio di mostrarsi a lei senza maschera, per paura di essere nuovamente respinto. Perciò, al momento decisivo, fugge lontano da lei dopo averle scritto una lettera di spiegazione, rivelandole la sua identità, e torna alla villa. Qui diventa evidente quanto egli sia cambiato: si sforza infatti di fare affettuosa compagnia al vecchio padre (appassionato di astronomia) che prima lasciava sempre solo; si preoccupa di far rimettere in ordine il giardino della villa, da tanto tempo abbandonato; ma soprattutto lascia il gioco delle carte: è maturato, ora ha ritrovato in sé i sentimenti perduti, il suo viso è pieno di malinconia, ma sereno e più bello. E dopo qualche tempo Iris, che è andata alla ricerca del suo innamorato, lo ritrova vicino alla fontana del giardino, presso la quale un giorno lo aveva duramente respinto: stavolta è lei a baciarlo per prima.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: BEST INTERNATIONAL FILM RAI DUE ISTITUTO LUCE
  • Distribuzione: ISTITUTO LUCE ITALNOLEGGIO CINEMATOGRAFICO (1988) - DELTAVIDEO

CRITICA

"Film di immagine, e di immaginazione, di sogno e di fantasia che si traducono in un corposo transfert scenico (geniali soluzioni di regia si incastonano perfettamente nella straordinaria fotografia del portoghese Acacio De Almeida), 'La Maschera' mostra invece i suoi limiti come film di parole. Probabilmente perché passato di mano in mano attraverso troppe girate (all'origine c'era una vecchia idea di Enzo Ungari) probabilmente perché - al di là di una collaborazione di Ennio De Concini - manca l'apporto dello sceneggiatore consumato, il lato debole della 'Maschera' è proprio la pagina scritta, solito punto dolente del giovane cinema italiano, fondamenta necessarie perché una costruzione, per bella e affascinante che sia, rimanga in piedi al primo tirar di vento." (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 15 Giugno 1988)

"Con 'La maschera' presentato alla Quindicina dei realizzatori all'ultimo Festival di Cannes, Fiorella Infascelli ha debuttato, dopo varie esperienze sul set, dietro la macchina da presa. Mettendo in mostra qualità, personalità e pregi che, pur con i dovuti motivi di riserva e in attesa di una seconda prova, lasciano ben sperare per il suo futuro d'autrice. (...) Fiorella Infascelli, pur con qualche ingenuità e lentezza, costruisce un racconto di notevole impatto formale (il cast tecnico del film è di prim'ordine) e di rara fascinazione. Il suo Settecento, fantastico e irreale, attira e coinvolge, ci fa perdere in un labirinto dove, sotto la grazia e l'eleganza, si nasconde l'inquietudine che ogni favola porta dietro di sé." ('Il Resto del Carlino', 18 Giugno 1988)

"La Infascelli svela in modo troppo trasparente la sua preoccupazione di essere brava, seria e poetica. E tale preoccupazione finisce per divenire un freno alla libera circolazione delle immagini, al potere della fantasia. Lo si avverte soprattutto nella seconda parte, quando la vicenda d'amore viene in primo piano, lasciando tutto il resto sullo sfondo. Allora lo stesso protagonista Michael Maloney è costretto a rivelare i propri limiti, mentre la sorprendente Helena Bonham Carter, la indimenticabile Lucy Honeychurch di 'Camera con vista', supera con agilità ogni ostacolo, ridimostrandosi una ragazza vivente anche in costumi d 'epoca." ('Paese sera', 21 Maggio 1988)
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