La lingua dei furfanti

ITALIA - 2016
La lingua dei furfanti
Elisabetta Sgarbi torna da Girolamo Romanino, torna in Valle Camonica, dopo il suo lavoro sulla Via Crucis di Cerveno di Beniamino Simoni, avendo in mente le dense parole di Testori, e presenti le puntuali ricostruzioni teologiche di Giovanni Reale (che dimostrano la profonda conoscenza della materia di fede che aveva Romanino). In "La lingua dei furfanti" compone in un unico film il ciclo di affreschi che Romanino realizzò, tra il 1532 e il 1541, a Pisogne, a Breno, a Bienno in provincia di Brescia; e prende sul serio quello scambio di vita e forma che sprigiona l'energia degli affreschi di Romanino nelle tre chiese: torna tra le case e tra la gente di quei borghi che anche Romanino doveva aver osservato a lungo e, infine, ritratto; li rimette all'opera e li tratta come pittura, per dare nuova vita alla pittura, già impetuosa, di Romanino; e continuando in quello scambio che attraversa l'avventura di Romanino in questa valle bresciana, riparata al fulgore di Venezia e Roma, ma che non fa rimpiangere per un solo istante né l'una né l'altra.
  • Altri titoli:
    The Language of Rogues
    La lingua dei furfanti - Romanino in Valle Camonica
  • Durata: 32'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: BETTY WRONG

NOTE

- PRESENTATO AL 34. TORINO FILM FESTIVAL (2016) NELLA SEZIONE 'FESTA MOBILE'.

CRITICA

"Controllatissimo (...) è 'La lingua dei furfanti' (...): le suggestioni interpretative di Giovanni Reale (...) e i commenti rarefatti di Luca Doninelli vogliono guidare lo spettatore a condividere un'esperienza estetica più che conoscitiva, in certi momenti fin troppo astratta." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 26 novembre 2016)
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