La donna elettrica

Kona fer í stríð

ISLANDA, FRANCIA, UCRAINA - 2018
3/5
La donna elettrica
Halla, è una donna che combatte da sola, con caparbietà e coraggio, contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, gli altipiani islandesi. Ma quando una sua vecchia richiesta d'adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande...
  • Altri titoli:
    Woman at War
    Kona fer í stríd
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:2.35)
  • Produzione: MARIANNE SLOT, BENDIKT ERLINGSSON, CARINE LEBLANC PER SLOT MACHINE & GULLDRENGURINN
  • Distribuzione: TEODORA FILM
  • Data uscita 13 Dicembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Emanuele Rauco
Una guerrigliera fai da te e una piccola eroina bambina che resta sullo sfondo, fino alla fine. Woman at War (alla Semaine de la critique) parla di eroismo femminile attraverso la formula curiosa di un action movie fai da te che conferma il talento originale e bizzarro di Benedikt Erlingsson, già apprezzato con l’esordio Of Horses and Men del 2014.

Qui Erlingsson racconta di Halla, un’insegnante di musica nella quale si nasconde una bio-terrorista che fa saltare centrali elettriche e fabbriche. Mentre la polizia le dà la caccia, lei si deve occupare anche del suo sogno di diventare madre, visto che la sua domanda di adozione di una bimba ucraina sopravvissuta alla guerra è stata accettata.

Nessuna melensaggine però nello script di Erlingsson e Òlafur Egil Egilsson che anzi mescola un film d’avventura curioso col racconto di famiglia iniettandovi una certa dose di umorismo.

Una miscela per nulla semplice ma perfettamente in linea con lo spirito ardimentoso di Erlingsson, il quale sa equilibrare un humour scandinavo sempre sul filo della bizzarria (i musicisti che compaiono a suonare la colonna sonora e che fungono da vero e proprio coro, in senso classico) con il sentimentalismo ben temperato e con un senso dell’avventura e della suspense molto originale che trova nella natura e nei luoghi, nel modo di riprenderli e usarli il suo centro e il suo senso, sia nei geyser dove riscaldarsi sia nel muschio in cui nascondere un ricordo prezioso.

Erlingsson sceglie accuratamente i toni e i registri, li alterna senza confonderli, punta tutto sul ritmo e sull’adesione dello spettatore e fa dell’Islanda il luna park del suo immaginario (il western del primo film, l’avventura di questo) aprendosi a un finale tanto quietamente emotivo quanto epico, seppure in sedicesimi. Alza la posta il regista islandese. Per ora, continua a vincere.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 57. SEMAINE DE LA CRITIQUE (CANNES, 2018).

- REALIZZATO IN COPRODUZIONE CON SERGE LAVRENYUK, BERGSTEINN BJÖRGÚLFSSON, BIRGITTA BJÖRNSDÓTTIR PER SOLAR MEDIA ENTERTAINMENT, KÖGGULL FILMWORKS, VINTAGE PICTURE, CON IL SOSTEGNO DI THE ICELANDIC FILM CENTRE, EURIMAGES, AIDE AUX CINÉMAS DU MONDE, CENTRE NATIONAL DU CINEMA ET DE L'IMAGE ANIMEE, INSTITUT FRANÇAIS, CNC NOUVELLES TECHNOLOGIES EN PRODUCTION, UKRAINIAN STATE FILM AGENCY, MINISTRY OF CULTURE OF UKRAINE, NORDISK FILM & TV FOND, FONDATION GAN POUR LE CINÉMA, CREATIVE EUROPE - PROGRAMME MEDIA OF THE EUROPEAN UNION, IN ASSOCIAZIONE CON BETA CINEMA, RÚV, SENA, JOUR 2 FÊTE, POTEMKINE FILMS, CAMERA FILM A/S.
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy