LA CENA DEI CRETINI

LE DINER DE CONS

FRANCIA - 1998
LA CENA DEI CRETINI
Ogni mercoledì un gruppo di professionisti dell'alta borghesia parigina si riunisce per una cena-scommessa dove ognuno dei convitati deve presentarsi accompagnato da una persona che può essere definita 'un perfetto cretino'. Tramite una segnalazione, Pierre Brochant, editore, individua la vittima designata in Francois Pignon, contabile presso il ministero delle Finanze, e lo invita a passare prima da casa sua. Ma proprio quel pomeriggio Pierre, dopo un movimento falso, accusa il cosiddetto 'colpo della strega' in conseguenza del quale il dottore gli ordina di prendere alcune pillole e di rimanere a casa almeno due giorni. Poco dopo si presenta Francois, che ritiene di essere stato invitato perché l'editore vuol pubblicare un libro sul suo grande hobby: modellini di monumenti famosi fatti con i cerini. Dal momento in cui Francois mette piede in casa Brochant, gli eventi precipitano. Dopo la telefonata della moglie Catherine, che annuncia di volerlo lasciare, Pierre entra in agitazione. Nel tentativo di capire dove possa essere andata, contatta dopo due anni un amico, al quale aveva portato via Catherine. Ma la donna non è da lui, forse è andata da Pascal, noto donnaiolo, di cui non si conosce l'indirizzo. Francois dice che può saperlo, chiedendolo ad un collega che sta conducendo un accertamento fiscale su di lui. Raggiunto per telefono, Pascal confessa che è invece a letto con la moglie dell'impiegato che lo sta tormentando con controlli esasperati. Alla fine chiama l'ospedale: Catherine ha avuto un incidente d'auto. Francois riesce a parlarle e a spiegarle che Pierre vuole fortemente il suo ritorno a casa. Ma poi riesce di nuovo a rovinare tutto. E Pierre lo apostrofa: "Ma che fa, cretino?!".
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Tratto da: LAVORO TEATRALE DI FRANCIS VEBER
  • Produzione: GAUMONT, EFVE, TF1 FILMS PRODUCTIONS, TPS CINEMA
  • Distribuzione: FILMAURO (2000)

CRITICA

"Tratto dalla commedia omonima di Francis Veber e condotto con i ritmi e le astuzie di un esperto di teatro che sa come metterlo in cinema senza mai far sentire il palcoscenico, ‘La cena dei cretini’ comincia con un'idea di grande sgradevolezza e si sviluppa come un teatro della crudeltà tra un tocco di Feydeau e un guizzo alla Buñuel. E ribalta presto la sgradevolezza dell'assunto. Perché ben presto si scopre quello che già sospettavamo: i cretini dopo tutto sono i meglio, e sono certamente meglio degli arroganti, cinici, presuntuosi altoborghesi che vorrebbero farsi beffe di loro." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 20 maggio 2000)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy