La canzone del mare

Song of the Sea

IRLANDA, LUSSEMBURGO, BELGIO, FRANCIA, DANIMARCA - 2014
3,5/5
La canzone del mare
Saoirse, l'ultima Selkie, e suo fratello Ben, in seguito alla scomparsa della madre, vengono mandati a vivere con la nonna. La notte di Halloween i due fratelli decidono di sgattaiolare verso la casa del faro nei pressi del mare. Durante il percorso, i due incontrano diverse creature, parte di una tradizione che ormai è sempre più dimenticata, e scoprono che la voce di Saoirse può garantire la loro sopravvivenza. Purtroppo la ragazza può parlare e cantare solo se indossa il suo cappotto Selkie, che le è stato tolto dal padre, proprio per allontanarla dal medesimo destino della madre. Il conto alla rovescia è iniziato, i due fratelli hanno poco tempo per recuperare il cappotto e salvare le altre creature.
  • Altri titoli:
    Le chant de la mer
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE
  • Specifiche tecniche: DCP (16/9)
  • Produzione: TOMM MOORE, ROSS MURRAY, PAUL YOUNG, STEPHAN ROELANTS, SERGE E MARC UMÉ, ISABELLE TRUC, CLÉMENT CALVET, JÉRÉMIE FAJNER, FREDERIK VILLUMSEN, CLAUS TOKSVIG KJAER PER MELUSINE PRODUCTIONS, THE BIG FARM, SUPERPROD, NØRLUM, CARTOON SALOON
  • Distribuzione: BOLERO FILM (2016)
  • Data uscita 23 Giugno 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
1981, un’isola al largo dell’Irlanda, dove vivono il guardiano del faro Conor, la moglie Bronagh, il figlio Ben, il cane Cú. Bronagh una notte scompare, lasciando la neonata Saoirse che sei anni dopo ancora non parla ed è vittima del risentimento del fratello Ben, che l’associa alla perdita della madre. Ma non è quel che sembra: complici un corno di conchiglia e un cappotto di foca, Saoirse rivelerà la propria natura di bianca, magnifica selkie, una creatura mitologica irlandese che vive come foca in acqua ed essere umano in terra.

Dal regista di The Secret of Kells, il nordirlandese Tomm Moore, un’altra – è la sua opera seconda - animazione di gusto e sostanza: La canzone del mare, meritoriamente in cinquina agli ultimi Oscar, abbina mirabilmente romanzo di formazione e folklore, formato famiglia e mood ambientalista senza rinunciare alla verità, ovvero alla tristezza dell’ultima bambina foca e della sua umanissima avventura.

Animazione tradizionale in 2D, associa personaggi dai tratti schematici a paesaggi suggestivamente delineati, fatti di luce, umidità ed eredità pittoriche, lega le musiche composte da Bruno Coulais alla tradizione della band Kíla, evocando i capolavori di Hayao Miyazaki.

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON BORD SCANNÁN NA HÉIREANN E IRISH FILMBOARD; CON IL SOSTEGNO DI: FILM FUND LUXEMBOURG, EURIMAGES FUND OF THE COUNCIL OF EUROPE, THE BROADCASTING AUTHORITY OF IRELAND, THE FILM AND AUDIOVISUAL CENTRE OF WALLONIA BRUSSELS FEDERATION AND VOO & WALLONIA, INVER INVEST, VERSUS PRODUCTION, MAGELLAN FILMS, TAX SHELTER PROGRAMME OF THE FEDERAL GOVERNEMENT OF BELGIUM, BELGACOM; CON L'ASSISTENZA DI: THE DANISH FILM INSTITUTE & WEST DANISH FILM FUND; CON LA PARTECIPAZIONE DI: OCS, HAUT ET COURT DISTRIBUTION, STUDIO CANAL & TG4.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: DAVID RAWLE (BEN), BRENDAN GLEESON (CONOR & MAC LIR), FIONNULA FLANAGAN (NONNA & MACHA), LISA HANNIGAN (BRONACH), LUCY O'CONNELL (SAOIRSE), JON KENNY (FERRY DAN & THE DREAT SEANACHAÍ), PAT SHORTT (LUG), COLM Ó'SNODAIGH (MOSSY), LIAM HOURICAN (SPUD & AUTISTA BUS), KEVIN SWIERSZCZ (PICCOLO BEN).

- PRESENTATO ALLA IX EDIZIONE DELLA SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA 'ALICE NELLA CITTÀ' (FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA, 2014), 'CONCORSO YOUNG ADULT'.

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2015 COME MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE.

CRITICA

"L'apologo, sulla scoperta del dolore come passaggio da accettare come parte della vita e di una personalità ricca dell'intera gamma delle emozioni, passa attraverso antiche leggende e uno stile di animazione raffinato e poetico. 'Adulto', per così dire." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 28 luglio 2016)

"Saluto il primo disegno animato che ci arriva dall'Irlanda. In 2D. Non ne potevo più di quei pupazzi in 3D che Hollywood ci ammannisce di continuo. Ed è firmato da un autore, Tomm Moore (...) già felicemente accolto in Irlanda con un'opera prima dello stesso tipo del film (...) che, per il suo racconto si rifà apertamente al folclore e alle conseguenti leggende (...) un viaggio meraviglioso tra cielo e terra (...). Il film è questo viaggio durante il quale i disegni animati si sbizzarriscono per evocarvi attorno mondi fantastici, visioni colme di prodigi, figure ora realistiche ora solo immaginate dipinte sempre dei colori più meravigliosi possibili, spesso con il segno di pittori notissimi non solo irlandesi, da Kandinsky a Klee, allo stesso Jean-Michel Basquiat. Mentre nella colonna sonora dilagano a pieno volume delle preziose musiche originali composte da Bruno Coulais, un musicista molto noto nel suo Paese, che ha avuto la felicissima idea di mescolarvi con finezza e abilità, un ampio repertorio delle arie tradizionali del folclore irlandese composte in collaborazione con il gruppo Kíla e spesso interpretate, per le canzoni, dalle voci meglio conosciute dai pubblici locali tra cui quella, malinconica e dolce, di Lisa Hanningan." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 25 giugno 2016)

"Nella mitologia celtica le sirene si chiamano selkie, termine che significa foca e indica il regno di appartenenza di queste misteriose creature, mezze umane e mezze animali. Ispirato dalle antiche leggende, e con l'occhio ai poemi del conterraneo William Butler Yeats, il regista irlandese Tomm Moore le ha suggestivamente rivisitate in cornice contemporanea, realizzando un cartone animato di incantevole gusto pittorico (il direttore artistico è Adrien Merigeau) che offre allo spettatore una totale immersione in un poetico mondo di fantasia, senza trascurare l'importanza del traino di una storia ben narrata. (...) La magnifica colonna sonora mescola la musica di Bruno Coulais alle melodie gaeliche della band folklorica Kíla imprimendo al racconto una struggente, rarefatta atmosfera di ballata." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 giugno 2016)

"Dopo la deliziosa animazione 'The Secret of Kells', il regista nordirlandese Tomm Moore raddoppia con 'La canzone del mare', già meritoriamente in cinquina agli ultimi Oscar, che incrocia romanzo di formazione e mito, formato famiglia e apologo ambientalista, con gusto umanista e struggente emotività. Animato a mano in 2D, 'Song of the Sea' brilla per i fondali densi di rimandi pittorici, le musiche di Bruno Coulais e della band Kíla: piccoli Miyazaki crescono." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 23 giugno 2016)

"Dai sacri pazzi irlandesi di 'The Secret of Kells' (2009), altro bel cartoon retrò dove il disegno è a mano, la spirale è in ogni fotogramma (nel mito celtico significa, anche, rapporto tra mondo spirituale e materiale), le isole un tempo forse erano dei giganti affaticati, i flutti sono abitati da creature femminili meno minacciose delle sirene (si chiamano 'selkie') e i 'mostri' esistono (non sono né buoni né cattivi come nel miglior Miyazaki de 'La città incantata'). Finale molto commovente in cui il viaggio fantastico di Ben e sorellina si intreccia con un dramma familiare dannatamente realistico." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 giugno 2016)

"Che spettacolo quest'opera (...). Sono tanti i temi in questo splendido film: l'inutilità della parola, il «diventare di pietra» per non provare più sentimenti, la difficoltà di comunicare in famiglia. Occorre, però, che i genitori prendano per mano i propri figli per far loro assaporare questa magia sempre più marginale in mezzo alla serialità di prodotti usa e getta." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 23 giugno 2016)

"Magia, folclore, il mito delle Selkies creature acquatiche che una volta sulla terraferma si trasformano in essere umani: è sotto il cielo di Irlanda, terra di leggende, che è ambientano 'La canzone del mare' l'ultimo lavoro di Tomm Moore (...). Al suo secondo lungometraggio (...), il regista nord Irlandese sceglie di tornare ancora a parlare del proprio Paese, con un'opera poetica ed emozionante. (...) Un film per ragazzi e per tutta la famiglia (...)."(Re. Rad., 'L'Unità', 22 giugno 2016)
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