La candidata ideale

The Perfect Candidate

ARABIA SAUDITA, GERMANIA - 2019
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La candidata ideale
Maryam è giovane e ambiziosa e lavora come medico presso una piccola clinica cittadina in Arabia Saudita. Nonostante le sue qualifiche, ogni giorno deve guadagnarsi con fatica il rispetto dei suoi colleghi uomini e l'accettazione da parte dei suoi pazienti. Quando le viene impedito di prendere un aereo per Dubai in cerca di un lavoro migliore, un errore burocratico la fa imbattere per caso nel modulo di iscrizione alle elezioni locali della sua città, e decide di candidarsi. Mentre suo padre, un musicista, è in tournée per suonare ai primi concerti pubblici permessi nel Regno da decenni, Maryam ingaggia le sue sorelle minori perché inizino una raccolta fondi e pianifichino gli eventi per la sua campagna elettorale. Pur scontrandosi continuamente con le restrizioni imposte al ruolo tradizionale delle donne nel Regno, la coraggiosa candidatura di Maryam inizia ad acquistare slancio e ad attirare l'attenzione della comunità conservatrice. Culmine di questa sfida è il testa a testa fra Maryam e il candidato di sesso maschile.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 2K (1:2.39)
  • Produzione: ROMAN PAUL, GERHARD MEIXNER, HAIFAA AL MANSOUR, BRAD NIEMANN PER AL MANSOUR ESTABLISHMENT FOR AUDIOVISUAL MEDIA, RAZOR FILM, IN COLLABORAZIONE CON NORDDEUTSCHER RUNDFUNK
  • Distribuzione: ACADEMY TWO (2020)
  • Data uscita 3 Settembre 2020

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Maryam (Mila Alzahrani ) è una giovane dottoressa impiegata in una piccola clinica in Arabia Saudita: il rispetto di pazienti, colleghi e superiori è da guadagnarsi, ogni giorno. Per fortuna, non è sola: le sorelle sono complici, il padre musicista affettuoso. La svolta è fortuita: Maryam si imbatte nel modulo di candidatura alle elezioni cittadine e decide di parteciparvi. Mentre il padre è in tour per la prima serie di concerti pubblici autorizzati nel Regno da decenni, arruola le due sorelle più giovani per gestire la raccolta fondi e organizzare la sua campagna elettorale: non è facile, ma la candidatura prende piede e sfida le istanze più retrive della società. Riuscirà Maryam, donna, medico e ancor prima cittadina, a essere eletta?

Prima regista dell’Arabia saudita, il suo primo lungometraggio, Wadjda (La bicicletta verde), fu presentato a Venezia nel 2012 in Orizzonti, Haifaa al Mansour ha poi diretto il dimenticabile Mary Shelley con Elle Fanning, ora torna al proprio Paese e a Venezia con The Perfect Candidate, che corre per il Leone.

Il tema, la partecipazione alle elezioni (comunali) delle donne sia come elettrici che come candidate avvenuta in Arabia Saudita nel 2015 nella prima consultazione a suffragio universale, è centrale, e la regista e sceneggiatrice cerca di non farne un discorso a tesi, bensì di incarnarlo con empatia e delicatezza in Maryam e la sua lotta per “sentirsi qualcuno”: preziose le intenzioni, meno gli esiti, in cui l’esibita semplicità del racconto spesso s’accompagna al semplicismo della storia, tanto edificante quanto morbida, anzi, ammorbidita.

Il territorio poetico-stilistico è friabile, eredità soap scoperte, la volontà di indorare, per così, dire la pillola dell’apartheid di genere in Arabia trasparente: The Perfect Candidate si lascia vedere, gli spunti per farsi qui e là una risatina non mancano, ma nemmeno la sensazione che cinematograficamente e politicamente sia un’opera annacquata, se non innocua.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 76. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2019), HA OTTENUTO IL PREMIO BRIAN | UAAR (UNIONE DEGLI ATEI E DEGLI AGNOSTICI RAZIONALISTI).

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI: FILMFÖRDERUNGSANSTALT, MEDIENBOARD BERLIN-BRANDENBURG, MITTELDEUTSCHE MEDIENFÖRDERUNG, GENERAL CULTURE AUTHORITY OF THE KINGDOM OF SAUDI ARABIA
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