Juno

USA - 2007
Juno
L'adolescente Juno MacGuff è rimasta incinta del suo amico e compagno di scuola Paulie Bleeker. Supportata dai suoi comprensivi genitori e dalla sua amica del cuore, Juno prende in considerazione la possibilità di donare il nascituro a Vanessa e Mark Loring, una coppia che non può avere figli. I mesi di gravidanza segneranno il cammino di Juno e Paulie verso l'età adulta e nel frattempo faranno emergere delle crepe nell'apparentemente idilliaco matrimonio di Vanessa e Mark.
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR, DE LUXE
  • Produzione: FOX SEARCHLIGHT PICTURES, MANDATE PICTURES, MR. MUDD
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2008) - DVD: 20TH CENTURY FOX ENTERTAINMENT (2009)
  • Data uscita 4 Aprile 2008

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

L’adolescente Juno MacGuff (Ellen Page, rivelazione dell’anno) è rimasta incinta del suo compagno di scuola Paulie Bleeker (Michael Cera). Supportata da genitori comprensivi, la 15enne pensa di donare il nascituro a Vanessa (Jennifer Garner) e Mark (Jason Bateman), che non possono avere figli. La gravidanza segna il cammino di Juno e Paulie verso l’età adulta, e contemporaneamente fa barcollare la coppia borghese.
Vincitore della Festa di Roma, pluricandidato a Golden Globes e Oscar, dove l’esordiente Diablo Cody ha preso la statuetta per la sceneggiatura originale, Juno è l’opera seconda di Jason Reitman, figlio d’arte (Ivan, regista di Ghostbusters) e già acclamato per Thank You for Smoking. Costruito come le strisce dei fumetti intorno alla formazione della protagonista, ha negli strepitosi dialoghi dell’ex stripper Cody e nella freschezza recitativa della Page i punti di forza. Non si tratta di capolavoro, ma il suo acre umorismo, un’adolescenza raccontata senza filtri – il linguaggio spregiudicato, gli (im)prevedibili gusti musicali e cinematografici – e la regia fluida di Reitman ne fanno il campione dei teen-movie recentemente sorti nella “terra di nessuno” tra Sundance, MTV e indie. Non è poco, e se ne sono accorti pure in patria: con 140 milioni di dollari al box office Usa ha stracciato i Coen, Il petroliere e altri titoli blasonati. Beata – e disinvolta – giovinezza…

NOTE

- MARCO AURELIO - CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA DI ROMA COME MIGLIOR FILM ALLA II^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2007).

- CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 PER: MIGLIOR FILM COMMEDIA/MUSICALE, ATTRICE PROTAGONISTA E SCENEGGIATURA.

- OSCAR 2008 A DIABLO CODY COME MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE. IL FILM ERA STATO CANDIDATO ANCHE PER MIGLIOR FILM, REGIA E ATTRICE PROTAGONISTA.

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2008 COME MIGLIOR FILM EXTRAEUROPEO.

CRITICA

"Le due ragazze vengono dagli Usa e sono Diablo Cody e Ellen Page, rispettivamente sceneggiatrice e protagonista di 'Juno', il delizioso film di Jason Reitman. Giovanissima, ex-spogliarellista, titolare di un blog molto frequentato sul web (dove l'ha scoperta un produttore con le antenne lunghe), Diablo Cody meriterebbe un discorso a parte. Diciamo solo che ha fornito alla straordinaria Ellen Page un personaggio che non si dimentica: una 15enne piena di fantasia ma del tutto priva di inibizioni che in 90 minuti ci mostra come vivono, amano, pensano, parlano, dubitano, decidono le ragazze di oggi. Unendo il massimo del candore al colmo della spregiudicatezza con la faccia tosta della loro età." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 ottobre 2007)

"Anche la tecnica delle sitcom - meno le risate registrate - arriva in chiusura della Festa di Roma col film
'Juno', prodotto da John Malkovich, diretto da Jason Reitman (figlio di Ivan, il regista canadese di
'Ghostbuster'), ma soprattutto scritto dalla trentenne Diablo Cody, ex spogliarellista ed ex telefonista porno: lei ha ideato il personaggio di 'Juno', che avrà successo fra gli adolescenti adusi ai programmi di Mtv. (...) La vicenda è un pretesto per dare modo a Juno di sfoggiare un acre, ma fresco e malizioso senso dell'umorismo, che però è così disinvolto da dire più l'età attuale dell'autrice che dell'età adolescenziale dell'autobiografico personaggio." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 27 ottobre 2007)

"Il figlio d'arte Reitman (papà è il regista dei 'Ghostbuster'), già notato per 'Tank you for smoking', dirige una commedia scritta come una serie di strisce a fumetti intorno a un tema centrale. Dove non solo la ragazzina, ma tutti i personaggi sono in grado di pronunciare battute che basterebbero per due o tre film." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 ottobre 2007)

"Dirige il regista di ''Thank You for Smoking'. Ma il merito va tutto a Diablo Cody, che prima faceva la spogliarellista e ora scrive dialoghi strepitosi. Non provateci a casa, però. Sono cose che in Italia non riescono." (Maria Rosa Mancuso, 'Il Foglio', 27 ottobre 2007)

"Il film non è un capolavoro ma possiede quel sapiente equilibrio tra briosità e problematicità che sono perfetti per conquistare il gusto della giuria, oltre ad un'invidiabile fluidità narrativa. Diretto da Jason Reitman (il figlio del regista di 'Ghostbusters', che aveva già dimostrato di saperci fare con 'Thank You for Smoking') e scritto da Diablo Cody, 'Juno' mescola la spregiudicatezza verbale dell'adolescente con una molto meno spregiudicata descrizione delle sue disavventure da futura mamma. Se è apprezzabile la leggerezza con cui la regia ci racconta i momenti cruciali di una ragazzina che non ne vuole sapere di diventare mamma, è decisamente semplicistico il modo in cui è descritto un mondo dove praticamente non esistono tensioni e ogni problema si può risolvere con una battuta o una gag. Forse troppo anche per quello spirito da 'Sundance Institute' che oggi va per la maggiore tra le nuove generazioni di cinefili e che qui domina incontrastato. Eppure è indubbio che il film di Reitman junior abbia incontestabili qualità, dalla capacità di scegliere volti simpaticamente appropriati all'intelligenza di chiudere il film con un compromesso accettabile tra mentalità conservatrice e spregiudicatezza giovanilista. In mezzo non mancano divertenti annotazioni sui gusti delle generazioni più giovani, disposte a rimettere in discussione l'ammirazione per Dario Argento quando viene loro mostrato un film del maestro dello slasher Herschell Gordon Lewis, ma irremovibili nel difendere Iggy Pop e il rock degli anni 70 di fronte al puro rumore che fanno i Sonic Youth." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 27 ottobre 2007)
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