Italian Movies

ITALIA - 2012
Un gruppo di sottopagati addetti alle pulizie di uno studio televisivo decide di improvvisare una piccola casa di produzione video clandestina per realizzare filmati di matrimoni all'interno delle comunità straniere. Il successo non tarderà ad arrivare e per questo, utilizzando gli spazi dello studio televisivo in orario notturno, il gruppo amplierà l'impresa girando video e filmati per chiunque abbia un talento da esprimere o un messaggio da inviare a casa. Gli studi saranno così presi d'assalto da personaggi di vario tipo e nazionalità tanto che il progetto non potrà essere tenuto segreto troppo a lungo...

CAST

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON EXTRABANCA, CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI, CON IL SOSTEGNO DELLA FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE, IN COLLABORAZIONE CON MERENDA FILM ED EDI EFFETTI DIGITALI ITALIANI SRL.

- IN CONCORSO ALLA VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2012) NELLA SEZIONE 'PROSPETTIVE ITALIA'.

CRITICA

"Esordio nel lungo per il regista di videoclip Pellegrini, 'Italian Movies' è un 'Soliti ignoti' multietnico, dove l'italiano (perfetto Michele Venitucci [...]) viene circondato da indiani, russi, giamaicane e senegalesi per truffare il laido proprietario di vetusti studi televisivi (ottimo Filippo Timi). Una Torino misteriosa, ricca di anfratti di fantasia e coraggio, fa da splendida cornice a una commedia di rara attualità. Solo la vitalità degli stranieri può tirare su il morale a un'Italia apatica e vigliacca." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 luglio 2013)

"Da vedere 'Italian Movies' di Matteo Pellegrini che ha il merito di osservare un'Italia in crisi con uno sguardo che suggerisce fiducia e speranza. La storia è quella alcuni addetti alle pulizie di uno studio televisivo, immigrati e italiani sottopagati. (...) Fantasia, determinazione, spirito di iniziativa e solidarietà diventano allora il segreto per inventarsi un futuro diverso, migliore, sconfiggendo povertà, degrado ed emarginazione." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 4 luglio 2013)

"Convincente opera prima di Pellegrini, da amare per il suo coraggio di proporre un cinema ancora puro e reale." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 4 luglio 2013)
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