Italia proibita

ITALIA - 1963
Italia proibita
Il film si sofferma su alcuni aspetti meno conosciuti della vita del nostro Paese: la prostituzione, la mafia siciliana, la riforma fondiaria in certe regioni del Sud, ed altri fatti minori della cronaca italiana. Il lavoro si conclude a Nomadelfia, la cittadella di Don Zeno, che, nell'amaro scetticismo dell'intera opera, costituisce l'unico motivo di speranza.
  • Durata: 88'
  • Colore: B/N
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: BETA DIGITALE
  • Produzione: ANTONIO BACCHIERI E MARIO SANTUCCI PER ETRUSCA CIN.CA
  • Distribuzione: CINERIZ

NOTE

- COLLABORATORI PER SPUNTI GIORNALISTICI: EMILIO RAVEL, GIGI MARSICO, MAURO DE MAURO, ANITA PENSOTTI.

- PRESENTATA ALLA 65. MOSTRA DI VENEZIA (2008) NELLA RETROSPETTIVA "QUESTI FANTASMI: CINEMA ITALIANO RITROVATO (1946-1975)" LA COPIA DELLA CINETECA NAZIONALE.

CRITICA

"Biagi s'è posto il problema della sua cronaca in maniera assai semplice: si parla tanto del miracolo economico italiano. Va bene. Ma ecco intanto un'Italia che non conoscete, un'Italia arcaica, ingiusta, assurda che sopravvive e prospera accanto all'Italia moderna. (...) Diciamo subito che Biagi s'è dimostrato in questa sua inchiesta un assai bravo e intelligente reporter cinemtografico. (...) Il valore del documentario va ravvisato nella singolarità, nel sapore e nel carattere imprevisto delle immagini (che hanno spesso una portata che oltrepassa lo schema e che sembra richiedere un commento diverso." ( Alberto Moravia,
"L'Espresso", 5 maggio 1963)
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