It Follows

USA - 2014
3,5/5
It Follows
Per la 19enne Jay sta per ricominciare il consueto autunno fatto di scuola, ragazzi e week-end passati al lago. Tuttavia, dopo un'esperienza sessuale apparentemente innocua, la ragazza inizierà ad avere strane visioni e la sensazione di essere seguita da qualcuno o qualcosa. Con l'aiuto dei suoi amici, Jay cercherà una via d'uscita dagli orrori che la stanno braccando.
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Produzione: REBECCA GREEN, LAURA D. SMITH, DAVID ROBERT MITCHELL, DAVID KAPLAN, ERIK ROMMESMO PER ANIMAL KINGDOM, NORTHERN LIGHTS FILMS IN ASSOCIAZIONE CON TWO FLINTS
  • Distribuzione: MIDNIGHT FACTORY (2016)
  • Data uscita 6 Luglio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Merce sempre più rara l’horror intelligente tanto più se riesce a trasmettere una sana angoscia latente.
E proprio di trasmissioni parla It Follows, opera seconda firmata dal talentuoso David Robert Mitchell,  in cui misteriose creature inseguono e uccidono giovani studenti legati da una particolare catena: ciascuno di loro ha trasmesso la propria “maledizione” per via sessuale.
Evidente metafora dell’AIDS e ironica riflessione sulla proverbiale sessuofobia del genere, It Follows finisce brillantemente per rovesciare i presupposti più bacchettoni e reazionari dell’horror in una caustica, libertina e liberatoria soluzione sessuale al problema, visto che per allontanare da sé il destino di morte i malcapitati scopriranno di avere come unica possibilità quella di infettare il prossimo.
A partire dalla notevole sequenza di apertura, David Robert Mitchell opta per uno stile rarefatto e geometrico, che alterna sontuosi tableaux vivants a movimenti di macchina circolari, che scrutano lo spazio a 360 gradi in cerca di vie di fuga che non esistono. Poco sangue e zero concessioni al brivido facile, ma uno straniamento continuo, un’ansia strisciante, calibrata sullo stato d’animo dei personaggi, un gruppo di teenager tra l’incredulo e l’impaurito di fronte all’irruzione dell’ignoto.
Quell’ignoto che, come nel precedente coming-of-age The Myth of the American Sleepover, altro non è se non esperienza di scoperta nel passaggio all’età adulta, incontro preliminare con le gioie del sesso e con la paura della morte. Perciò l’orrore è solo suggerito, tenuto costantemente fuori campo (a eccezioni della prima sequenza e dell’attacco in riva al mare) e insieme mai dimenticato, evocato dalla bella colonna sonora di Disasterpeace, piena di echi carpenteriani.
Quel Carpenter che è anche il punto di riferimento estetico e teorico del film. Un’eredità che però non si esaurisce nel plagio o nella citazione, ma viene assorbita e rielaborata da uno sguardo originale e consapevole, che val la pena seguire.

NOTE

- IN CONCORSO ALLA 53. SEMAINE DE LA CRITIQUE (CANNES, 2014).

CRITICA

"Il bello è che la cosa che ti insegue in 'It Follows' non si vede, sta nell'atmosfera, nell'infelicità soffusa e costante: non c'è Jason né Freddy Krueger con gli artigli senza manicure, l'inferno siamo noi. Il film acquista suspense ma non mostra scene sanguinolente, partecipiamo tutti insieme alla paranoia montante di Maika Monroe che prenota un passaggio di virus attraverso il sesso. Cast under 25, sintonizzato, ma protagonista è il paesaggio urbano disadorno, il continuo allargarsi di un'onda emotiva che non sfocia nel 'grand guignol' ma fa tesoro delle lezioni di John Carpenter e David Lynch, spesso impegnati a battersi contro qualcosa di ignoto che si respira nell'aria." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 7 luglio 2016)

"Spesso esposto alla stupidità, nei casi migliori l'horror è il luogo della rappresentazione simbolica delle paure di un'epoca, o di un'età della vita. E quale età è più spaventosa e disseminata di pericoli dell'adolescenza? 'It Follows' formalizza tutto ciò in una favola urbana, ambientandola in un mondo popolato solo di ragazzini dove gli adulti sono latitanti. (...) Ambientato in un tempo vago come quello dei sogni (o degli incubi) e nutrito del cinema di Romero, Carpenter, il film è una bella sorpresa. Sorprende, più di tutto, l'affetto di Mitchell per i suoi personaggi, molto diversi dagli adolescenti fornicatori del vecchio slasher, che il regista si prende il tempo d'installare e che sembra quasi voler proteggere." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 7 luglio 2016)

"Ben accolto da critica e pubblico (14 milioni di dollari di incasso a fronte di un costo modesto), 'It Follows' ha segnalato negli Stati Uniti il nome del regista David Robert Mitchell, subito promosso a girare in serie A con i neo-divi Andrew Garfield e Dakota Johnson. Pur senza arrivare a parlare di capolavoro, condividiamo il parere positivo: si tratta di un horror interessante, formalmente terso e teso, che non ricorre ai trucchetti grandguignol del genere, rifiutandone gli abusati cliché narrativi. (...) Di significativo c'è che 'It' viene trasmesso da una persona all'altra tramite rapporto sessuale; il che fa di questo rarefatto racconto del terrore un romanzo di formazione, metafora dei sensi di colpa prodotti negli adolescenti da una cultura puritana." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 7 luglio 2016)

"(...) non abbiamo esitazioni a consigliarlo come uno dei rari horror con una marcia in più. Perché ha tensione, oh se ha tensione. Qualcuno ha scomodato il nome di Hitchcock. Storie. Hitch non rinunciava mai all'umorismo e 'It Follows' ha tanto humor quanto un brano del 'Dies irae'. Ma hitchcockiano è certo l'approccio narrativo. Jay è braccata senza tregua e la visuale non è tanto la sua, quanto della presenza che la tallona (in altre parole avverti il pericolo un attimo prima che piombi sulla fanciulla). E poi il film ha il pregio di abbondare in metafore senza che le metafore risultino arbitrarie o impiombino l'azione." (Giorgio Carbone, 'Libero', 7 luglio 2016)

"Hai fatto sesso occasionale? Allora, morirai. É il tema di fondo di questo horror, di genere e d'autore, che sembra provenire dagli anni 80. (...) Prima parte che mette i brividi, creando molto bene una suspence che cala nella seconda metà. Poco male: la regia di Mitchell ricorda Carpenter." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 7 luglio 2016)

"E' folgorante l'opera seconda dello statunitense D. R. Mitchell, 'lt Follows', capace di infondere e diffondere curiosità, dubbio, timore e infine vero e proprio terrore attraverso un film a bassissimo budget ma ad elevata tensione. (...) Per gli appassionati dell'horror/thriller, da non perdere." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 14 luglio 2016)

"(...) l'indipendente D.R. Mitchell (...) scardina le regole dell'horror tenebroso facendoci apparire tutto placidamente davanti agli occhi in campi larghissimi dove ogni elemento del fotogramma è perfettamente a fuoco. Uno stile cui non siamo più abituati nei film di paura per via di montaggi frenetici e zone d'ombra per nascondere i bassi budget. Bravissimi gli interpreti (notevole la bionda Maika Monroe nei panni dell'eroina Jay, omaggio alla Jamie Lee Curtis del Carpenter di 'Halloween'), sagace l'effettistica speciale e vitale il citazionismo mai fine a se stesso. Così si eccitano sia i vecchi fan di Romero, Carpenter, Lynch e Cronenberg che le nuove generazioni interessate ad avventure fantastiche dal sapore metaforico. Fosse stato ambientato in un'altra epoca, magari meno promiscua sessualmente, sarebbe stato un vero capolavoro." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 14 luglio 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy